L’informazione, l’editoriale di Franco Michienzi L’informazione, l’editoriale di Franco Michienzi
Anche la nautica merita un giornalismo professionale all’altezza delle sfide della globalizzazione come vero strumento di critica e analisi della realtà di Francesco Michienzi Con... L’informazione, l’editoriale di Franco Michienzi

Anche la nautica merita un giornalismo professionale all’altezza delle sfide della globalizzazione come vero strumento di critica e analisi della realtà

di Francesco Michienzi

Con l’immenso flusso informativo a disposizione nel mondo, che bisogno c’è dei giornalisti e della loro funzione professionale se le notizie piovono a ciclo continuo dalla rete? Se il giornalismo è sempre più spesso percepito come cinghia di trasmissione di interessi terzi, la perdita di credibilità della professione è una conseguenza non fortuita.

Quando ricevo la rassegna stampa che raccoglie le notizie del mondo nautico rimango perplesso nel vedere come la maggior parte dei titoli e i contenuti degli articoli siano assolutamente identici. Il fenomeno non mi preoccupa, in quanto è destinato a condannare all’irrilevanza questo tipo di informazione.

Mi preoccupa che non si senta il bisogno di fare vera informazione, mi preoccupa che non si tollerino le critiche e non si tengano in considerazione idee diverse dalle proprie. La tendenza a considerare i giornalisti unicamente come i divulgatori di pregi, occultando i difetti, è sempre più diffusa. Gli uffici stampa fanno bene il loro lavoro, ma siamo noi che dobbiamo avere la forza e la volontà di andare oltre i loro comunicati.

Mi rendo conto che i cantieri devono spendere dei soldi per far provare una barca a un giornalista, ma un test rivela molti aspetti di una costruzione nautica. Anche rilevare il solo dato sulle velocità e i consumi consente di fare molte valutazioni. In fondo è nell’interesse del costruttore misurarsi con un dato oggettivo. Per questa ragione io e il mio team andiamo ovunque, in mare per provare le barche, nei cantieri e nei saloni nautici per valutare di persona ogni cosa.

Vorrei citare il collega Alberto Negri che il giorno dopo l’elezione di Donald Trump ha scritto su Facebook:«Il giornalista non ha la sfera di cristallo, non è un guru, ma un professionista da cui attingere descrizioni e i dati sulla realtà permettendo agli altri di farsi un’opinione sullo stato delle cose. Oggi non è più nemmeno il depositario dell’informazione che circola ovunque sui social network. È quindi un mestiere dove deve essere ancora più umile e coraggioso per distinguere il vero dal falso e che si fa consumando la suola delle scarpe: in questo nulla è cambiato dalle origini. Me lo devo ripetere tutti i giorni».

Cerchiamo di far vincere la qualità, la professionalità, l’accuratezza, la verifica, l’inchiesta, l’approfondimento. Rifuggiamo dall’approssimazione, dalla corrività e dal sensazionalismo. Noi lo facciamo con instancabile entusiasmo e passione per il nostro mestiere di giornalisti.

(L’informazione, l’editoriale di Franco Michienzi – Barchemagazine.com – Febbraio 2019)