Il nuovo Codice della Nautica. L’editoriale di BARCHE di Franco Michienzi Il nuovo Codice della Nautica. L’editoriale di BARCHE di Franco Michienzi
Il testo del nuovo Codice della Nautica è stato approvato definitivamente. Grande merito alla presidente di Ucina, Carla Demaria, e ai suoi collaboratori Il nuovo Codice della Nautica. L’editoriale di BARCHE di Franco Michienzi

Ricordate Ecce Bombo? Il film del 1978, diretto da Nanni Moretti con protagonisti quattro amici ex sessantottini, stufi di spendere le serate in maniera inconcludente al bar, che decidono di affidarsi all’autocoscienza per risolvere le proprie insoddisfazioni, ma finiscono per abbandonarsi a logorroiche divagazioni senza giungere a nulla?

Più o meno il rischio che abbiamo corso, grazie ai nostri politici, sempre intenti a dialogare sul nulla e a spaccare il capello in quattro, di non vedere l’approvazione definitiva del Nuovo Codice della Nautica. Fortunatamente, grazie al lavoro della presidente Carla Demaria e del suo team di Ucina, il risultato è stato raggiunto.

Il pericolo di vedere il Codice svuotato dei suoi capisaldi a causa delle resistenze di una buona parte della burocrazia ministeriale è stato fortissimo, ma per fortuna il tempo stava per scadere e i politici non se la sono sentita di giocarsi la faccia dopo tante promesse. Siamo già in campagna elettorale e il clima intorno alle barche non è dei migliori.

Una buona parte dei giornalisti che si occupa di informazione di massa pensa di essere più realista del re continuando a vedere la nautica come un mondo lontano dai bisogni delle persone reali. Continuano a non capire la potenzialità di un settore straordinario che potrebbe garantire centinaia di migliaia di posti di lavoro.

Qualche giorno fa mi è capitato di imbattermi in un programma di intrattenimento per le famiglie e dallo studio Rai di Roma si sono collegati con un costruttore di modellini in scala. Il conduttore ha chiesto di raccontare la storia di tutti i modellini ad eccezione del bellissimo motoscafo Riva riprodotto perfettamente ed esposto con un certo orgoglio.

La sera dopo un servizio inchiesta faceva sapere che la maggior parte dei porti turistici italiani non ha il servizio del recupero delle acque nere con grave danno per l’ambiente. Un servizio non corretto e incompleto. Io sarò di parte, ma la sensazione che ho avuto è che l’informazione Rai si tenga ben alla larga da tutto ciò che riguarda le barche.

Avete sentito servizi radiotelevisivi che raccontano del Nuovo Codice? Io no. Tuttavia non è ancora il momento di abbassare la guardia, basti pensare che il registro telematico entrerà in vigore dopo che il Ministero dei Trasporti avrà emanato la direttiva che lo istituisce. Finché non sarà attivo, le forze dell’ordine in mare si sentiranno in diritto di fermare tutti per un semplice controllo di documenti.

Il registro telematico raccoglierà digitalmente tutte le informazioni relative alle imbarcazioni. Inizialmente le nuove, poi gradatamente quelle iscritte nei 104 registri cartacei delle Capitanerie di Porto.

Registri che non dialogavano tra loro, rendendo di fatto possibile, in teoria, più immatricolazioni per barca: si pensi ai casi Bordino e Lolli, nei quali si riusciva a vendere la stessa barca a più clienti. Con il registro, proprio come accade con le automobili, ci sarà uno sportello preposto a rilasciare la licenza di navigazione, procedendo anche agli aggiornamenti di cambio proprietà, residenza, nomina di armatore, ipoteca o leasing.

Svolgerà anche le procedure relative al rilascio, rinnovo e convalida del certificato di sicurezza e del certificato di idoneità al noleggio e quelle per l’autorizzazione alla navigazione temporanea e per il rilascio della nuova licenza provvisoria. Per queste ragioni è necessario che il Ministro faccia un ultimo e decisivo sforzo emanando il regolamento attuativo in tempi brevi.

Diciamo che questo 2018 inizia sotto una buona stella per i diportisti e i costruttori di barche italiani. Un grande risultato se si considera quanto il paese sia arretrato dal punto di vista burocratico e sia avviluppato da un soffocante complesso di leggi e norme a volte incomprensibili alle persone normali.

Franco Michienzi