Feadship Najiba, eleganza ed efficienza Feadship Najiba, eleganza ed efficienza
Fin dal lancio di quest’anno, le linee esterne minimaliste ed elegantidel 58 metri Feadship Najiba – progettato da Vitruvius Yachts – sono state la... Feadship Najiba, eleganza ed efficienza

Fin dal lancio di quest’anno, le linee esterne minimaliste ed elegantidel 58 metri Feadship Najiba – progettato da Vitruvius Yachts – sono state la principale caratteristica che è saltata all’occhio.  Tuttavia, c’è un altro aspetto di questo yacht feadship che merita la nostra attenzione: la sua eccezionale efficienza. La sostenibilità sta diventando sempre più importante nell’industria dei superyacht; Najiba offre chiare indicazioni su come i clienti eco-consapevoli possano procedere per la costruzione di imbarcazioni custom e amiche dell’ambiente.

Le parti coinvolte nella realizzazione di Najiba sono state il cantiere Feadship Aalsmeer, responsabile dell’ingegnerizzazione e della costruzione, gli architetti e ingegneri navali di Feadship De Voogt, i progettisti e gli architetti navali di Vitruvius Yachts, e Philippe Briand, che ha ispirato il concetto generale.

Gli armatori sono infatti arrivati da Feadship con un progetto firmato da Vitruvius Yachts e uno scafo specifico inizialmente concepito da Philippe Briand. Le linee slanciate e la caratteristica prua verticale si basano sulla ricca esperienza di Briand nella progettazione di barche a vela altamente performanti. Najiba è la seconda Feadship completamente in alluminio più grande ad essere costruita finora. In questo modo si risparmia peso e si ottimizza il potenziale risparmio sul consumo di carburante.

Najiba è stato lanciato nel gennaio 2019. Le prove in mare di febbraio hanno confermato che l’approccio scelto dai proprietari è vantaggioso. Il consumo medio di carburante di Najiba è di soli 11,4 litri per miglio nautico alla sua velocità di crociera di dodici nodi, tra il 20% e il 25% in meno di qualsiasi altro motoryacht equivalente di queste dimensioni. La barca ha anche una velocità massima di 17 nodi, superando l’obiettivo originario di 16 nodi, mentre la sua autonomia è arrivata a oltre 6000 mn, più di mille oltre il valore specificato.

“Questi risultati dimostrano che – nonostante la complessità del suo sviluppo e della sua costruzione – abbiamo superato tutte le aspettative con Najiba”, commenta Roderick de Vries, direttore tecnico del cantiere Feadship di Aalsmeer. “E’ stato una grande soddisfazione per tutti coloro coinvolti nel progetto vedere il livello di efficienza raggiunto durante le prove in mare. Una cosa è progettare un motoryacht così efficiente, ma un’altra è tradurre queste linee e forme in una Feadship mozzafiato che è ancora più veloce ed a basso consumo di carburante di quanto avevamo previsto”.

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De Vries continua: “Lavorando a stretto contatto con Vitruvius, la massima efficienza dello scafo è stato il leitmotiv del progetto da un punto di vista ingegneristico. Ha influenzato ogni decisione presa in merito ad appendici come l’elica di prua, l’albero dell’elica, gli stabilizzatori e lo scarico principale. Abbiamo dovuto trovare il giusto equilibrio tra il desiderio di Philippe di ridurre al minimo tutte le fonti di resistenza e i valori di Feadship di garantire il massimo comfort per i clienti, la facilità di manutenzione per l’equipaggio e una costruzione intelligente. A volte è stata una sfida, ma siamo riusciti a combinare il meglio dei due mondi e Najiba è risultato essere un vero e proprio Feadship”.

“Abbiamo sfruttato la nostra decennale esperienza nella progettazione di barche a vela per ottimizzare le linee dello scafo, le proporzioni e il peso della barca”, spiega Briand.

“Ci sono vari parametri relativi alla resistenza dello scafo. Ad esempio, per una data lunghezza complessiva, l’ideale è avere una prua a piombo con una linea di galleggiamento massima sul bagnato. Un altro parametro è quello di cercare di ridurre la zona bagnata – la zona dello scafo immersa nell’acqua – in quanto questo ha il maggiore impatto sulla velocità di crociera. Abbiamo anche ottimizzato la pressione sullo scafo e ridotto la resistenza delle onde, assicurando la distribuzione più fluida possibile delle linee”.

“In Vitruvius siamo abituati a progettare barche in alluminio, il che ovviamente porta ad un risparmio di peso e riduce il dislocamento. Poiché l’inerzia della barca è minore, lo stesso vale per la resistenza alle onde in e il grado di beccheggio. Questo, a sua volta, porta ad un’ulteriore riduzione del consumo di carburante. L’alluminio apporta inoltre ulteriori benefici in termini di comfort di movimento, come è stato immediatamente percepibile durante le prove in mare di Najiba.

“Insieme a Feadship crediamo che questo progetto sia stato un passo cruciale sulla strada verso una maggiore sostenibilità dei superyacht, un percorso che ci aspettiamo che un maggior numero di armatori segua negli anni a venire. Najiba è un motoryacht veramente innovativo e illustra cosa si può ottenere quando due esperti condividono le loro conoscenze ed esperienze per raggiungere un obiettivo più grande”.

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Annemarie Steenbergen, che ha guidato il team di architetti navali del Feadship De Voogt, ha apprezzato molto la stretta collaborazione con Briand e Vitruvius. “Il Najiba ha una forma dello scafo diversa da qualsiasi altro Feadships precedente. La forma dello scafo non è dritta dalla linea di galleggiamento fino al ponte principale. Una sezione trasversale a metà dello scafo di Najiba mostra che è come una mezza luna, con un baglio minore sulla linea di galleggiamento rispetto al livello di coperta. Anche la zona di prua è diversa. Le Feadship di solito hanno una chiglia orizzontale con un raggio davanti, specialmente con prua diritta, prima di salire verticalmente. Il Najiba ha una chiglia rialzata di circa un terzo a prua, con conseguente riduzione della resistenza senza compromettere la manovrabilità”.

Feadship ha già le proprie rodate procedure ingegneristiche e di architettura navale, e Najiba ha dimostrato che anche queste possono essere adattate a design provenienti da fonti diverse. “Abbiamo ricevuto il progetto delle linee nel programma Vitruvius e lo abbiamo trasformato nel nostro”, aggiunge Steenbergen. “Il progetto dello scafo era molto simile a quello di Philippe, ma ci siamo assicurati che potesse essere costruito secondo le procedure e gli standard Feadship. L’impilaggio in altezza è stata un’altra sfida, con un design elegante che cercava di spingere il baricentro verticale verso il basso e risparmiare peso. Siamo riusciti a ridurre le distanze tra ogni soffitto e il ponte soprastante”.

 

 

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