Excess 15, semplice ed essenziale Excess 15, semplice ed essenziale
Excess 15 è il primo modello di un nuovo ambizioso brand di Bénéteau: catamarani “esagerati”, diversi da tutti gli altri, veloci e divertenti da... Excess 15, semplice ed essenziale

Excess 15 è il primo modello di un nuovo ambizioso brand di Bénéteau: catamarani “esagerati”, diversi da tutti gli altri, veloci e divertenti da portare. Arrivano per attirare il popolo dei monoscafisti e per chi arriva dal mondo dei cat, ma va in cerca non solo di grandi volumi, ma anche di emozioni. Missione riuscita? 

by Luca Sordelli – photo by ®Excess Library – photographer Christophe Launay

Una prova in mare, l’occasione per scoprire una nuova barca. Ma questa volta anche qualcosa di più. Una giornata di navigazione per conoscere un nuovo brand, la sua genesi e il suo perché. Sono nel pozzetto dell’Excess 15 con Yann Masselot, Managing Director di CNB – Construction Navale Bordeaux, e prima, per 17 anni, a capo di Lagoon Yachting. Il tutto sempre all’interno della grande famiglia di Groupe Bénéteau, che da non molto ha deciso di trasferire la costruzione dei suoi grandi monoscafi a vela proprio da Bordeaux a Monfalcone, e di concentrare sugli impianti CNB la realizzazione di tutti i suoi catamarani.  

Excess 15

Excess è un marchio appena arrivato sul mercato dopo una lunga e intensa campagna di lancio che ha creato grandi aspettative. Già il claim della pubblicità è impegnativo, recita: “Be immoderate”, siate immoderati. Dizionario alla mano, vuol dire “Oltrepassare la misura, essere eccessivi, smodati. Anche peccaminosi”.

Ecco, la prova di una barca peccaminosa ancora non l’avevo fatta, e mi incuriosisce alquanto. «Beh – mi dice Masselot sorridendo –, conviene partire dall’inizio, per capire perché siamo arrivati ad Excess. Il primo dato da raccontare è che 20 anni fa i catamarani, in termini di fatturato della nautica a vela, rappresentavano il 5% del mercato. Ora sono il 50%». Il dato è in effetti impressionante, ma come si è arrivati proprio ad Excess? Yann sfodera un taccuino e una matita. Disegna un diagramma: sulle ascisse si va da un lato verso il comfort, dall’altro verso il fun sailing. Sulle ordinate ci sono in contrapposizione lusso e semplicità. Poi arriva il momento di mettere i pallini, i competitor, più o meno diretti.

Excess 15Da quelli in casa, i Lagoon, a tutti gli altri, Fountaine Pajot, Catana, Bavaria, Bali, Outremer e così via… «Qui è rappresentato il 90% del mercato. – continua Masselot – Come si può vedere c’è una zona scoperta, ‘senza pallini’. È in basso, verso destra, ma non troppo lontano dal centro. Ecco da qui nasce l’idea di fare gli Excess. Barche per chi ha voglia di navigare veramente, di godere del piacere di andare a vela – cosa che spesso non garantiscono i catamarani da crociera pura e con allestimenti semplici, ma molto funzionali. Niente lusso estremo, niente esibizione. Ma non deve mancare niente, e tutto deve essere al posto giusto». 

Tutto molto interessante, ma dalla teoria bisogna passare alla pratica. Una bella analisi di marketing. Ma, come è fatto un catamarano “immoderato”, e come naviga? L’occasione per scoprirlo è ghiotta, le condizioni sono perfette. Baia di Palma di Maiorca, vento tra i 14 e 22 nodi da Nord, quindi con poca onda. 

Excess 15 nasce sull’esperienza di Bénéteau con i suoi Lagoon e per il momento condivide l’opera viva con lo scafo di pari misura della gamma da crociera, tutto il resto invece cambia: dalle murate (più cattive e intriganti) alla piattaforma centrale, fino al piano velico.

Perché recuperare le canoe Lagoon? Non conveniva partire con qualcosa di totalmente nuovo? «Ci arriveremo. I prossimi modelli nasceranno da stampi nuovi e tutta la produzione Excess sarà a Bordeaux, ma per ora serviva contenere i costi e sfruttare l’economia di scala che il Gruppo ci permette. Per posizionarsi verso il centro di quel diagramma, e non sugli estremi, bisogna mantenere il prezzo finale competitivo. Per lo stesso motivo anche con i materiali e la costruzione non abbiamo fatto niente di estremo».

Excess 15Gli altri cambiamenti però si sentono, e molto. Excess 15 è l’ammiraglia della gamma, un bel bestione lungo quasi quindici metri e largo ben otto. Nonostante questo, da timonare è un piacere. Lo si fa grazie a due ruotine gemelle molto a poppa. Significa essere veramente vicini al mare, sentire il rumore della scia che produciamo dietro di noi – in un attimo siamo sopra i 9 nodi – significa anche avere una perfetta visione sia sul bordo d’entrata della vela di prua sia sulla randa.

La parte centrale del tettuccio infatti si apre manualmente, è un’operazione molto semplice che richiede pochi secondi di lavoro (così come accade sulla gamma Sense di Bénéteau). Un qualcosa da veri velisti, una bella differenza con i “normali” cat, gli altri pallini sul diagramma che nel 90% dei casi di timoneria ne hanno una sola e al “piano di sopra”. Qui il fly non è neanche previsto.

Al timone la barca la sento bene sotto le mie mani, il sistema di frenelli è in tessile, molto sensibile, molto diretto. Mi piace anche come è stata studiata la posizione dei winch, ho tutto a portata di mano, posso gestirmi tutto da solo. Una vera goduria. Di bolina (parliamo sempre di una bolina da cat, quindi sui 60°) siamo sui 9,2 nodi, con circa 16/18 nodi di vento reale.

La nostra barca è nella versione Pulse, quindi quella un po’ più cattiva, 11 m2 in più di tela a disposizione, e abbiamo già preso una mano di terzaroli.

Provando a stringere il più possibile si naviga sugli 8,5 nodi, ma si capisce subito che non è la strada giusta. Meglio farlo correre questo cat. Poggiando e usando il code 0, le medie restano molto alte, siamo sempre stabilmente sopra i 9 nodi, la barca corre sui binari.

Anche per un “monoscafista” incallito come me il divertimento è tanto, e il feeling con questo peccaminoso cat è immediato. Quello che non mi piace però è l’angolo morto che si ha nella visuale verso prua, lo crea il montante della tuga. Ad esempio, timonando, dalla ruota di dritta sono circa 15° ciechi, non davanti a me, ma leggermente sulla sinistra. È vero, la postazione del timoniere non è obbligata, ci si può facilmente spostare lateralmente e anche prendere il controllo della barca dall’altra ruota. Ma comunque serve abituarsi, e stare attenti.

Excess 15

E gli interni? Come da strategia di marketing, e coerentemente con il progetto in generale, sono semplici, essenziali, funzionali. «A me piace definirli un po’ giapponesi», mi dice Masselot. E mi sembra un’ottima sintesi. Per i layout c’è solo l’imbarazzo della scelta, da tre fino a sei cabine. Denominatore comune è comunque sempre la possibilità di vivere l’insieme pozzetto-salone centrale come un unico grande open space. Un dentro che è un fuori, vicino al mare. 

Excess Catamarans
www.excess-catamarans.com

PROGETTO: Architettura navale VPLP • Esterni Patrick le Quément • Interni Nauta Design

SCAFO: Lunghezza f.t. 14,76m • Lunghezza scafo 14,31m • Baglio massimo 8,03m • Pescaggio massimo 1,4m • Dislocamento 18.400 kg • Riserva carburante 520 l • Riserva acqua 2 x 240 l  • Sup. velica randa 104,5 m2 • Sup. velica jib autovirante 55 m2 • Sup. velica Code 0 117 m2 • Sup. velica di bolina 159,5 m2 • Sup. velica di bolina Pulse Line 171,6 m2

MOTORIZZAZIONE: 2 x 57 cv Yanmar (2 x 80 cv optional) 

CERTIFICAZIONE CE: CAT A 12

PREZZO: a partire da 925.730 €, Iva esclusa

(Excess 15, semplice ed essenziale  – Barchemagazine.com – Febbraio 2020)

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