Elan GT5, per chi ama navigare Elan GT5, per chi ama navigare
Il cantiere sloveno ha tirato fuori un fast cruiser come si deve: comodo, spazioso, robusto, ma soprattutto veloce con le vele spiegate Elan GT5, per chi ama navigare

 

di Niccolò Volpati

Osservo il piano velico e tiro un sospiro di sollievo. Sono seduto in pozzetto mentre Luigi, Paolo e Matic si danno da fare. Abbiamo appena mollato gli ormeggi e senza perdere tempo, appena la prua è fuori dall’imboccatura del porto, decidono di issare la randa. Il sollievo è dato dal fatto che non si tratta di una randa avvolgibile, ma di una vela con stecche, lazy bag e lazy jack. Finito di cazzare la drizza si danno da fare con il fiocco, è piuttosto piccolino, la sovrapposizione è contenuta, si arriva al 105%. Mi piace. Superficie randa consistente perché non si sacrifica tela all’altare delle avvolgibili e fiocco facilmente gestibile. Il tutto, comunque fa 78 mq di vele tra randa e genoa. Intorno a Portorose si addensano le nubi e il vento, da Sud Ovest, è bello disteso.

L’anemometro segna subito 14 nodi di reale. Cazziamo il fiocco a ferro e Matic m’invita a prendere il timone. La barca sbanda, anche parecchio, visto che questo, come tutti gli altri progetti di Rob Humphreys, prevede una poppa bella larga con tanta abitabilità e due spigoli pronunciati. Nonostante lo sbandamento, il timone non è mai duro. è facile da condurre, mai faticosa. Ottimo equilibrio tra sensibilità e fatica. Merito anche della doppia pala del timone. Una è sempre ben immersa, anche se si è tutti sbandati. Stringiamo l’angolo fino a 30° e il GT5 prosegue spedito a sette nodi e mezzo. Dopo qualche miglio lungo la costa slovena, decidiamo di fare rotta verso il largo. Il vento rinforza leggermente, passando a 14 e poi a quasi 15 nodi. 

La barca dà il meglio di sé. A 45° filiamo a più di otto nodi e a 60° arriviamo addirittura a 8,5. Questo è navigare a vela! Luigi mi guarda, sorride e mi dice: «Se vuoi abbiamo anche il gennaker». E sia. Lo issiamo e ci mettiamo al traverso. Siamo più distanti dalla costa, fuori dal golfo e perciò il vento è ancora un po’ più teso. Adesso è arrivato a circa venti nodi. Osservo il display degli strumenti: otto e mezzo, nove, nove e mezzo. Dieci! Si naviga che è un piacere. Dieci nodi con una barca da crociera, non capita spesso. È una barca fatta per chi ama davvero andare a vela. Si può portate anche in due. Due winch sono molto vicini alle due ruote del timone e quindi il timoniere non fa fatica a regolare la randa. Un’altra persona in pozzetto si può dedicare al genoa. Per il gennaker è ovviamente consigliabile una terza persona di equipaggio. Scotte e drizze corrono sotto il piano di calpestio.

La tuga è tutta sgombra, così come il pozzetto visto che il paterazzo è sdoppiato. Vicino ai winch ci sono due comodi vani progettati apposta per raccogliere le cime in eccesso. Non è difficile nemmeno tenere in ordine. L’allestimento della coperta è comunque in perfetto stile crociera. Al centro del quadrato del pozzetto ci sono ben due tavoli apribili. Confesso che a prima vista mi hanno lasciato un po’ perplesso. Occupano parecchio spazio e forse avrei preferito un pozzetto più libero. In navigazione però ho cambiato idea. La struttura in inox dei tavoli è anche un ottimo tientibene.

Comoda sia per facilitare gli spostamenti, sia per appoggiarsi quando la barca è sbandata. Inoltre, collegandoli si ottiene un unico enorme tavolo da pranzo che misura addirittura 160×117 cm. Ma non è finita qui perché i tavoli del pozzetto sono anche telescopici. Se li si abbassa, portandoli al livello delle panche del pozzetto, si ottengono due prendisole con un comodo camminamento centrale. Tanto spazio per sdraiarsi, senza rinunciare alla facilità di muoversi a bordo.

Immaginatevi la sensazione che si prova sotto un tendalino durante una sosta in rada. Mi è piaciuta anche la poppa. Ha la spiaggetta che facilita l’accesso al mare, dispone anche di un grande vano nel quale mettere la zattera autogonfiabile e altra attrezzatura come pinne e maschere. Il layout degli interni prevede due cabine e un solo enorme bagno con box doccia separato. Si può scegliere anche di allestire una terza cabina, con una con cuccetta a V a prua e due gemelle a poppa. Infine, anche i locali bagno sono moltiplicabili, perché oltre a quello con accesso dalla dinette, se ne può avere un secondo sacrificando un po’ di spazio nella cabina di prua. L’allestimento degli interni è ben riuscito anche grazie alla collocazione della cucina a prua, appena a ridosso della cabina. Si ha così un piano di lavoro diviso in due con, a sinistra, lo spazio per i fuochi e un frigorifero e, a dritta, il lavello con sotto un secondo frigorifero opzionale.

Tanto spazio e nessuno spreco. Premendo un pulsante, infatti, dal piano di lavoro della cucina si alza elettricamente un vano che ospita il forno a microonde oppure la macchina del caffè. Ottima anche la soluzione del carteggio basculante perché permette, quando non lo si usa, di trasformarlo in una parte che completa il divanetto lineare della dinette. Seduto al tavolo da pranzo osservo quel che mi circonda. Sono riusciti a realizzare interni eleganti, ben curati, senza rinunciare alla praticità e alla solidità. Una menzione particolare spetta al pannello di controllo vicino al carteggio.

Oltre a tutti i tasti per le luci e gli impianti di bordo, ingloba anche un piccolo display con alcune informazioni utili, per esempio il livello di carica delle batterie. Belle anche le placche dei tasti delle luci. Non solo perché dal design raffinato, ma anche perché ognuna racchiude quattro pulsanti. In ogni ambiente, infatti, si può decidere se accendere tutte le luci, solo una parte o le strisce di led per l’illuminazione soffusa. Nessun difetto? L’unico, forse, si trova nel vano motore perché la girante è poco accessibile e per cambiarla si deve probabilmente smontare tutta la pompa.

E l’altro è rappresentato da una capienza troppo limitata del serbatoio dell’acqua: 220 litri sono un po’ pochi, soprattutto se si sceglie il layout con tre cabine.

 

FOR WHOEVER LOVES SAILING

 The Slovenian yard has built a well made fast cruiser: comfortable, roomy, sturdy, but especially fast in full sail

I take a look at the sail plan and breathe a sigh of relief. I am sitting in the cockpit while Luigi, Paolo and Matic get on with it all. We have just slipped our moorings and without losing any time, just as soon as we are out of the harbour mouth, they decide to raise the mainsail. It is a relief to find that it isn’t a furling sail, but one with battens, lazy bag and lazy jack. With the foresail up, they get started on the jib. It’s fairly small, and there isn’t much overlapping, just 105%. I like it. With a consistent mainsail surface and a jib that is easy to handle, 78 square metres in total.

The clouds gather around Portorose and there is a nice, sustained wind from the South West. The wind gauge quickly shows 14 knots. We let the jib fill up and Matic hands over the helm to me. The boat heels quite a bit, given that this is another Rob Humphreys project that has a large stern with a lot of living area and two pronounced chines. Despite the heel, the helm never feels hard. It’s an easy boat to steer, thanks in part to the double rudder blades. We increase the angle to 30 degrees and the GT5 moves quickly to seven and a half knots. After doing a few miles along the Slovenian coast, we decide to head out to sea.

The wind strengthens slightly, increasing to 14 and then nearly 15 knots. The boat shows the best of itself. At 45 degrees we move at over eight knots and at 60 we even get to 8.5. That’s really sailing! Luigi looks at me, smiles and says: «We’ve also got a gennaker if you want». And so it is. We raise it and take the wind abeam. The wind has risen to around twenty knots. I look at the instrument display: eight and a half, nine and a half. Ten! Sailing like this is a real pleasure. Ten knots with a cruiser boat isn’t something you see every day. It’s a boat designed for people who really love to sail. You really only need two people to sail it. Two winches are placed very close to the two wheels and so the helmsman doesn’t have any problem in adjusting the mainsail.

Another person in the cockpit can look after the genoa. It’s a good idea to have a third crew member if you also want to use the gennaker. Sheets and halyards run underneath the deck. The deckhouse is completely clear, as is the cockpit, since the backstay is split. Close to the winches there are two convenient areas which are specifically designed to house the excess line. It isn’t at all difficult keeping it all orderly. The deck fittings have got just the right cruiser style. There are even two foldable tables in the middle of the cockpit area. I must admit that when I first saw them I was a bit confused. They take up a lot of room, and perhaps I might have preferred having a clearer cockpit. But I changed my mind when we were sailing.

The stainless steel table structure is also very good to hang on to. That means it is a help when you are moving around, and also to hold when the boat is heeling. And when you fit them together you get a single dining table which measures as much as 160×117 cm. But it doesn’t end there, because the cockpit tables are also extendable. If you take them down to bench level you get two sun loungers with a convenient walkway in between. So there is a lot of room to stretch out, without neglecting the ease of moving around on deck. Just imagine the feeling you get under the awning when are at anchor.

I also liked the stern. It has a beach area with easy access to the sea and also has a large space where you can put the self-inflating raft and other kit like fins and masks. The interior has two cabins and just one, very large bathroom with a separate shower. You can also add a third cabin to the layout, with a V-shaped bunk in the bow and two twin rooms, and also have a second bathroom by sacrificing a bit of room in the bow cabin. The interior fittings are well done, thanks in part to the kitchen’s position in the bow, next to the cabin. That way you have a kitchen top which is divided into two with, on the left, the space for the gas stove and a fridge, and on the right the sink with a second, optional fridge. There’s a lot of space, and none of it wasted.

By pressing a button you can actually electronically raise a space that houses the microwave or the coffee machine out of the kitchen top. The swinging chart table is also excellent because when not in use it means the dinette sofa running in the direction of the boat can be completed. Sitting at the dinner table I have a look at what is all around me. They have managed to create elegant interiors, which are nicely designed, without turning down practicality and solidity. There should be a special mention for the control panel, which is close to the chart area. As well as all the buttons for the lights and the on-board equipment, it also includes a small display with some useful information, for example how much the batteries are charged. The lighting looks great too. Not just because of the refined design, but because each one has got four functions.

So in every room you can choose between turning all the lights on, just some of them or using the LEDs for a softer lighting effect. Are there any defects at all? Perhaps the impeller in the engine room isn’t very easy to get at. Or the water tank doesn’t hold enough: 220 litres really isn’t very much, especially with a three-cabin layout.

 

ELAN D.O.O.

Begunje, 1

SLO-4275 Begunje na Gorenjskem

Tel. +386 4 53 51 109

[email protected]

 

Dealer

Adria Ship Srl

Testata Mosconi 1

I-34073 GRADO

Tel. +39 0431 83504

[email protected]

www.adriaship.it

PROGETTO Rob Humphreys Yacht Design ed

Elan Design Team

SCAFO lunghezza ft 13.20m • Lunghezza scafo 12.41m • Lunghezza al galleggiamento 11.58m • Larghezza massima 3.91m • Immersione 2.40/2.20m • Dislocamento 8300 kg • Zavorra 2700 kg • Capacità serbatoio carburante 170 l • Capacità serbatoio acqua 220 l • Genoa 38.10 m2 • Randa 40.20 m2 • Gennaker 130 m2

MOTORE 1 Volvo Penta D2 • Potenza 41kW (55 cv) • Numero di cilindri 4

  • Alesaggio per corsa

84mm x 100mm

  • Cilindrata 2,2 l • Rapporto di compressione 23.3:1
  • Regime di rotazione massimo 3000/min
  • Peso 225 kg

CERTIFICAZIONE CE Cat A

PREZZO 195’490 € (standard, 3 cabine, 1 bagno) • 198’490€ (3 cabine, 2 bagni) • 198’990 € (2 cabine, 1 bagno) 199’990 € (2 cabine, 2 bagni)

 

PROJECT Rob Humphreys Yacht Design and Elan Design Team

HULL LOA 13.20m • Hull Length 12.41m • Waterline length 11.58m • Maximum Beam 3.91m • Draft 2.40/2.20m • Displacement 8300 kg • Ballast 2700 kg • Fuel tank volumes 170 l • Water tank volume 220 l • Genoa 38.10 m2 • Mainsail 40.20 m2 • Gennaker 130 m2

MAIN PROPULSION 1 Volvo Penta D2 • Outlet mechanical power 41kW (55 hp) • Number of cylinders 4 • Bore & Stroke 84mm x 100mm • Total swept volume 2,2 l • Compression ratio 23.3:1 • Maximal rotational speed 3000/min • Weight 225 kg

CERTIFICATION EC Category A

PRICE 195’490 € (As standard, 3 cabins, 1 bathroom) • 198’490 € (3 cabins, 2 bathrooms) 198’990 € (2 cabins, 1 bathroom) • 199’990 € (2cabins, 2 bathrooms)

(Luglio 2017)

 

  • APERTURA 2
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