L’incompetenza, l’editoriale di Franco Michienzi L’incompetenza, l’editoriale di Franco Michienzi
Un’azione politica inconcludente, incapace di prendere decisioni a favore dello sviluppo del Paese, portata avanti con arroganza e ignoranza. Il primo provvedimento dedicato alla... L’incompetenza, l’editoriale di Franco Michienzi

Un’azione politica inconcludente, incapace di prendere decisioni a favore dello sviluppo del Paese, portata avanti con arroganza e ignoranza. Il primo provvedimento dedicato alla nautica rischia di far fallire tutti i porti turistici italiani

di Francesco Michienzi

Scrivere delle parole per una rivista cartacea ha lo svantaggio che lo devi fare con un certo anticipo rispetto a quando queste verranno lette. Perché non perdano di interesse devi fare in modo che possano mantenere nel tempo il loro valore. Scrivo il 31 dicembre e verrò letto il 25 gennaio. Per cui il tempo non gioca a mio favore. Il vantaggio delle parole scritte sulla carta è che possono durare per sempre.

La cosa che amo fare maggiormente è stimolare una riflessione. Non sempre ci riesco, ma io ci provo lo stesso. Siamo circondati, sommersi dalle immagini. Dagli schermi dei computer e degli apparecchi televisivi, dai muri delle strade, dalle pagine dei giornali, immagini d’ogni genere ci seducono, ci impartiscono ordini, ci spaventano, ci abbagliano. In questo turbinio è imperativo cercare di lasciare un segno degno di nota. Dovrei parlarvi dell’anno che è passato, delle speranze che ha acceso, delle illusioni che ha alimentato, delle promesse fatte, di quelle mantenute e di quelle disattese.

Ma il presente incombe con il suo portato di richieste e di necessità. Ci troviamo di fronte al tentativo di creare un sistema economico caratterizzato allo stesso tempo da libertà di mercato e giustizia sociale, dove liberalizzazioni ed austerità si dovrebbero fondere in quel tutt’uno che dovrebbe evitare che la vita di milioni di persone precipiti nella precarietà.

Per rimanere semplicemente nel nostro ambito fatto di barche e porti turistici i primi passi del Governo del cambiamento sono da brividi. Ucina, l’associazione dei costruttori nautici italiani, ha diffuso una nota di rammarico: “Nonostante l’intensa attività di confronto con diversi ministri, l’emendamento parlamentare volto a chiudere a stralcio i contenziosi di 25 porti turistici con lo Stato non è stato inserito nel maxiemendamento del Governo. Il contenzioso riguarda l’applicazione retroattiva dell’aumento fino al 400% dei canoni demaniali. In continuità con il passato, si è scelto di rinviare ancora una volta una decisione, necessaria, ora più che mai, a evitare il “fallimento di Stato” delle imprese che travolgerebbe i 2.200 addetti delle strutture portuali interessate”.

Un bel paradosso, il governo del cambiamento che diventa ogni giorno che passa il governo dell’immobilismo, dei balzelli, delle nuove tasse e dei veti incrociati. Dal fare al faremo, forse.

Dalla strategia dell’innovazione, su ogni possibile fronte, pensioni, occupazione giovanile, infrastrutture, politiche per l’ambiente e il territorio, tasse, giustizia, diritto di famiglia, scuola, ecc., alla tattica della dilazione, avendo come orizzonte politico-temporale le elezioni europee e amministrative della prossima primavera. Dopo, si vedrà.

La cosa che distingue i nostri governanti è la loro assidua e stucchevole presenza in tutte le trasmissioni televisive, su tutti i quotidiani e su tutti i canali social per spiegarci che il contratto con gli Italiani è stato rispettato e che Quota Cento e Reddito di Cittadinanza si stanno facendo. Ma è proprio di questo che abbiamo bisogno?

La loro visione della società ha come fondamento la decrescita felice, il far piangere i ricchi. Fomentano l’odio tra le persone, l’invidia sociale, non riconoscono il merito e la competenza. Sono solo affamati di posti di potere che per mantenere hanno eletto i giornalisti a loro nemici giurati. Combattono la libertà di stampa, non vogliono critiche al loro operato.

“Siamo di fronte a un disegno ben preciso”, ha detto il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso. “L’obiettivo è impedire alla stampa di fare il proprio lavoro”. Quello a cui stiamo assistendo è un’aggressione senza precedenti alla libertà di informazione. “Dire che è qualcosa che abbiamo già visto in passato è un errore di analisi politica gravissimo: è un fenomeno nuovo ed inedito internazionale, con riflessi nazionali, e che ha nell’aggressione alla libera informazione un punto strutturale”. Ha dichiarato Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della stampa, non tanto rispetto agli attacchi specifici del vicepremier Di Maio ad alcune testate giornalistiche, quanto piuttosto riguardo l’atteggiamento del governo giallo-verde nei confronti del giornalismo in generale, «che tradisce il vero obiettivo di questa campagna: indebolire l’articolo 21 e la prima parte della Costituzione».

A sentire loro il problema principale sono gli immigrati. La loro incompetenza ha messo in ginocchio una città come Roma sommersa dai rifiuti, con un sistema dei trasporti da terzo mondo, per non parlare della rete stradale. Non c’è alcuna visione di paese, un’idea di sviluppo. La loro ignoranza sui temi impedisce di trovare soluzioni all’altezza di un paese moderno. Il turismo nautico non sanno neppure cos’è.

Non sanno che l’Italia è il primo produttore mondiale di navi da diporto, primato raggiunto nonostante governanti incompetenti e inconcludenti. Lavorare per rendere il Paese migliore, più moderno, dotato di infrastrutture degno di una potenza industriale, non è nei loro programmi. Non sanno che ogni posto di lavoro creato nella nautica ne produce altri 7 nell’indotto. Non è vero che questo è il governo che abbiamo votato. Questo è un vecchio patto tra forze politiche che si stanno spartendo il potere.

Il prezzo della loro inazione finirà per ricadere non sui due partiti di governo e su chi li ha votati, ma su un intero Paese, che avrebbe tanto bisogno e voglia di rimettersi in marcia.

(L’incompetenza, l’editoriale di Franco Michienzi – Barchemagazine.com – Gennaio 2019)