Fare un salto di qualità, l’editoriale di Franco Michienzi Fare un salto di qualità, l’editoriale di Franco Michienzi
Serve un marchio che certifichi la qualità dell’impresa, non solo dal punto di vista industriale, ma anche etico e valoriale di Franco Michienzi Con... Fare un salto di qualità, l’editoriale di Franco Michienzi

Serve un marchio che certifichi la qualità dell’impresa, non solo dal punto di vista industriale, ma anche etico e valoriale

di Franco Michienzi

Con l’approvazione del nuovo Codice della Nautica si è compiuto un importante passo avanti per uno sviluppo ordinato del settore. Ma come abbiamo visto con il varo definitivo della legge di bilancio dello Stato italiano, che ha bocciato l’emendamento a favore di un riordino dei canoni demaniali, la strada che porta a considerare l’industria delle barche come un fattore strategico di crescita della nostra economia è ancora lunga.

In particolare non è stata approvata la non applicazione retroattiva degli aumenti dei canoni stabiliti dalla legge finanziaria del 2007 alle concessioni già in essere a quella data.

Da un lato ci sono i partiti politici che a parole si dicono favorevoli e dall’altro c’è una macchina burocratica arrugginita che impedisce di fatto che il volere dei cittadini, rappresentati dai parlamentari della Repubblica, si traduca in atti concreti.

Ma, al di là di quello che non fanno gli uomini dei partiti per il nostro settore, cosa possiamo fare noi per migliorare il nostro agire e la percezione che il mercato ha dell’industria nautica italiana?

La mia proposta è un marchio di qualità che non deve essere confuso con la certificazione di conformità di un prodotto, che garantisce invece che questo sia adatto all’uso previsto e non produca effetti dannosi.

La Certificazione del Sistema Qualità aziendale, nasce dalla volontà dell’impresa di far “giudicare” da un Ente o Istituto di Certificazione, che tutte le azioni di controllo nell’intera filiera produttiva, indicate nei propri documenti della qualità (manuale, procedure, istruzioni ecc.), siano conformi e rispondenti alle norme di riferimento e, soprattutto, recepite, attuate e consolidate all’interno dell’azienda.

Tuttavia, deve essere un marchio rilasciato da un ente che ne garantisca l’aderenza non solo a principi della certificazione di qualità, ma che contenga anche le basi di un Codice Etico che garantisca la gestione equa ed efficace delle transazioni e delle relazioni umane, che sostenga la reputazione dell’impresa, in modo da creare fiducia verso l’esterno.

Etica nei comportamenti, nel rispetto delle persone e del luogo in cui si opera. Perché una barca costruita in modo legale, in una struttura moderna e rispettosa delle persone e dell’ambiente deve confrontarsi sul mercato con una realizzata nella più totale difformità, magari con un numero di matricola doppio o falso? Il tema è ampio e avremo modo nei prossimi mesi di approfondirlo.