Cantiere CRN, voglia di fare Cantiere CRN, voglia di fare
La stagione 2009-2010 si prospetta ricca di interessanti sviluppi per il Cantiere CRN, soprattutto per quanto riguarda la produzione di Andrea Dini L’intento di CRN... Cantiere CRN, voglia di fare

La stagione 2009-2010 si prospetta ricca di interessanti sviluppi per il Cantiere CRN, soprattutto per quanto riguarda la produzione

di Andrea Dini

L’intento di CRN e Riva, comunicato nel formale invito per stampa internazionale, era quello di presentare i nuovi progetti del cantiere marchigiano e la cooperazione e collaborazione tra questi due principali brand del Gruppo Ferretti, ma si è trasformato in uno spettacolare “momento” di alta comunicazione e vitalità aziendale, forse non pianificato ma di sicuro impatto.

Dopo le vicissitudini patite dal Gruppo nell’ultimo anno nautico, sicuramente per dare anche un segnale di solidità e ritrovata consistenza aziendale, la conferenza stampa è stata utilizzata anche per comunicare un numero ingente di progetti, già in fase di studio avanzata, che CRN sta portando avanti con tre tra i principali studi di architettura e design a livello mondiale. Una duttilità di prodotto del tutto unica per lanciare la sfida a un mondo dello yachting, a detta di Lamberto Tacoli, troppo anglosassone. Fortunatamente tutte competenze italiane o di italica formazione.

Sono 11 le navi in costruzione presso i cantieri CRN, 6 in acciaio e alluminio, e 5 in composito. Dopo l’introduzione del ceo di gruppo Salvatore Basile, del presidente Norberto Ferretti e di Lamberto Tacoli in qualità di presidente di CRN, è stato il turno dei vari architetti nel presentare i propri lavori.

Progetti concepiti su piattaforme navali già testate o in fase di studio avanzato da parte di CRN engineering per poter realizzare dei prodotti semi-seriali o semi-custom che possano garantire la fondamentale affidabilità e sicurezza degli aspetti navali dell’imbarcazione.

CRN Nov 2009
Il primo a relazionare è stato Carlo Nuvolari dello Studio Nuvolari & Lenard, presentando il 72 metri Clarena 2, appena varato ad Ancona, ed esaltandolo come un progetto nel quale era stato perseguito l’obiettivo di fare una barca di lusso, inteso come semplicità ma anche come possibilità di “sprecare”, permettendosi di poter perseguire obiettivi quali bellezza, emozionalità, comodità. Uno scafo la cui bellezza possa durare nel tempo e avere un futuro, «una barca che non invecchia». Concetti che hanno stimolato anche interessanti discussioni critiche su altre imbarcazioni presentate nell’ultimo periodo (tra cui Ocean Emerald, ndA) e sulla loro reale validità in quanto vere navi piuttosto che progetti fatti per stupire senza rispettare i principi base dell’architettura navale.

CRN Nov 2009 Francesco Paszkowski

Francesco Paszkowski ha presentato un 60 metri e un 85 metri (nella foto qui sopra) contraddistinti da grandi volumi sia esterni che interni che riprendono il family-feeling della produzione CRN reinterpretate dall’architetto fiorentino.

Gianni Zuccon, in rappresentanza di tutto lo studio Zuccon International Project, ha presentato i progetti già in costruzione di un 58 metri e un 80 metri, l’imbarcazione più grande mai costruita dal cantiere marchigiano. Ha sottolineato la sua continua ricerca di trovare il giusto equilibrio tra le dimensioni della barca e le sue condizioni di abitabilità e funzionalità.

CRN Nov 2009

Un megayacht, quello di 80 metri, concepito in continuità e in linea con le altre barche precedentemente fatte da CRN, come la serie dei 54 metri e dei 60 metri. «Un progetto sviluppato dal basso verso l’alto il cui linguaggio si commisura proprio con una serie di stilemi elementari e fasce orizzontali che, salendo progressivamente, cercano di concretizzare delle volumetrie maggiormente complesse».

CRN Nov 2009

Il progetto del 58 metri, durato quasi tre anni nella sua fase di sviluppo e studiato assieme a Norberto Ferretti, è una barca nella quale sono state raccordate in una superficie unica il main-deck con l’upper-deck.

L’imbarcazione ha due colori per contrapporre la navigabilità dello scafo alle sovrastrutture e una poppa con soluzioni innovative quali la possibilità per l’armatore di accedervi internamente con il proprio “battello”.

Dopo un tributo a Carlo Riva, definito da Norberto Ferretti il numero uno della nautica mondiale, è stato presentato il progetto CRN-Riva che richiama proprio l’“antica” collaborazione dei primi anni ’70 tra Carlo Riva e l’allora proprietà di CRN. Officina Italiana Design con gli architetti Mauro Micheli e Sergio Beretta, autori della nuova generazione dei Riva, svilupperà il progetto di una gamma da 50 a 80 metri finalizzata a coniugare lo stile e l’eleganza di Riva con le competenze costruttive e ingegneristiche di CRN per i megayacht.

CRN Nov 2009

Con l’obiettivo di «creare anche dei simboli da essere ricordati nel futuro». Design senza tempo, innovazione e massima attenzione al dettaglio sono ovviamente i cardini di questi progetti.

Sono tutti lavori per i quali il cantiere ha confermato di aver già trovato il necessario sostegno finanziario e che saranno sicuramente destinati a segnare la nautica dei prossimi anni.

L’obiettivo più impegnativo è forse quello di commercializzarli come prodotti semi-seriali ma, come dice Norberto Ferretti in La grande sfida, Lamberto Tacoli già come «signor nessuno era in grado di vendere gelati agli esquimesi»… figuriamoci ora!

www.crn-yacht.com

(Cantiere CRN, voglia di fare – Barchemagazine.com – Novembre 2009)