Cristian Pellegrino, il futuro secondo Honda Italia Cristian Pellegrino, il futuro secondo Honda Italia
Abbiamo incontrato Cristian Pellegrino capo della divisione Power Product di Honda Italia, per farci raccontare il presente, ma soprattutto il futuro di Honda Marine... Cristian Pellegrino, il futuro secondo Honda Italia

Abbiamo incontrato Cristian Pellegrino capo della divisione Power Product di Honda Italia, per farci raccontare il presente, ma soprattutto il futuro di Honda Marine

di Angelo Colombo – foto Andrea Muscatello

Nel 1964 Honda presenta il primo motore fuoribordo a quattro tempi, il GB 30da 4 hp. Da allora è stata fatta molta strada. La convinzione che fosse la tecnologia del futuro, per quanto riguarda il motore fuoribordo a quattro tempi, si è rivelata vincente.

Cristian Pellegrino ci aiuta a capire meglio lo stato dell’arte del marchio giapponese
Honda Italia è suddivisa in tre aree distinte, Auto, Moto e Power. Quest’ultima è quella che progetta, industrializza e produce i motori per tutti e include il Marine, gli spazzaneve, il settore Green-agri e l’Industry con i generatori. Tutto questo significa globalmente circa 30 milioni di unità prodotte l’anno, che servono a soddisfare le esigenze delle nostre divisioni più quelle di produttori di altri brand che utilizzano i nostri motori.

Cristian Pellegrino30 milioni di motori l’anno sono un numero che fatichiamo a immaginare, parliamo di oltre 82.000 motori prodotti ogni giorno per 365 giorni. E l’incidenza del mercato italiano?
A livello europeo l’Italia è il mercato di riferimento per Honda, in modo particolare per il settore Marine. In Europa, considerando l’intero settore Power, l’Italia è terza ma nel Marine resta prima. Non solo, il mercato italiano è anche quello che assorbe il maggior numero di motori nel segmento da 2,3 a 150 hp. Consideri che nel settore di V6 siamo terzi o quarti a livello mondiale.

Honda, nonostante sia da sempre sinonimo di ricerca e innovazione e sia stata la prima ad esempio a lanciare i fuoribordo quattro tempi, non ha ancora partecipato alla corsa alle grandi potenze come invece hanno fatto i vostri competitor. Perché?
Per farle un esempio, in Tailandia, mercato principalmente professionale, abbiamo risultati davvero entusiasmanti grazie all’affidabilità che ci viene riconosciuta come valore sul prodotto, e qui il mercato si basa principalmente sui professionisti del mare che sono mediamente tra l’85 e il 90% del totale, l’opposto del nostro mercato. Questo valore è il risultato della filosofia che Honda ha sempre seguito poi, dopo il Lehman Shock del 2008, per poter rimanere nella borsa di New York, Honda si è dotata di regole di governance molto stringenti, tra le quali quelle che la rendono ottemperante a tutte le norme di conformità e sull’inquinamento di tutti i paesi dove intende operare. Effettivamente il nostro R&D ha rallentato lo sviluppo di potenze superiori negli ultimi anni, soprattutto quando nel 2011 si pensava di avere già il necessario per la richiesta di mercato, allora era così ma poi le cose sono cambiate. Oggi stiamo lavorando molto approfonditamente su un motore più potente, ma lo facciamo con l’approccio di sempre, tenendo fede a quelle che sono le caratteristiche di Honda.

Questa è una notizia. Dunque state lavorando su un nuovo fuoribordo?
Per il momento non abbiamo molti dati disponibili e non mi spingo verso previsioni che potrebbero essere errate, posso dire però, che stiamo lavorando su un’architettura meccanica che prevede l’incremento del numero dei cilindri, rimanendo su macchine aspirate nel rispetto del nostro DNA che vuole motori flessibili, con consumi moderati a velocità di crociera e, se si vuole, anche potenza per correre.

Per quanto riguarda la fascia d’ingresso dei diportisti senza patente? In particolare il 40 hp?
Honda tra i deficit che può dire di avere sempre avuto evidenzia proprio quello di non vendersi abbastanza. Del resto credo sia normale per un’azienda che ha sempre puntato tutto sulla ricerca e lo sviluppo su fronti diversi, compreso l’aerospaziale e il robotico, penso ad Asimo. Questo DNA ingegneristico ci ha portato forse a essere poco venditori di noi stessi. Ed ecco che arrivo alla sua domanda – continua Cristian Pellegrino –  il nostro 40 hp è il più tecnologico e moderno della sua categoria, ma subiamo una quota di mercato tutto sommato contenuta a causa di un prezzo che è in linea con la qualità del motore, ma non lo è con le offerte dei costruttori concorrenti. Costiamo circa 1.000 Euro in più che, su quella fascia di mercato, fanno la differenza. Ma Honda ha sempre cercato di far capire al cliente finale perché costiamo di più anche se nel segmento specifico dei 40 hp non è semplice.

A proposito di affidabilità. Sappiamo che avete introdotto un’interessante iniziativa che riguarda la garanzia e i servizi di assistenza.
Sì, da quest’anno abbiamo introdotto i cinque anni di garanzia, trasmettendo sicurezza al mercato grazie a motori dei quali, noi per primi, abbiamo grande fiducia. Una garanzia Factory Made che significa affidabilità e servizio al cliente di altissimo livello. Stiamo anche inserendo il piano delle manutenzioni programmate all’interno del finanziamento d’acquisto, per il momento sono due finanziamenti separati ma abbiamo l’obiettivo di farne uno unico per acquisto e programma di manutenzioni. Oltre ciò stiamo lavorando per far crescere la nostra rete di vendita e assistenza, affidando il servizio a officine specializzate di provata capacità e affidabilità sul territorio nazionale, ma sotto il controllo dei concessionari più grandi. Questo implica una rete territoriale basata sulla fiducia reciproca tra i concessionari migliori e le officine selezionate, inoltre, consolida il rapporto di fiducia tra i concessionari e la casa madre. Honda tiene in modo particolare ai rapporti di lunga data con i suoi concessionari e in genere con chiunque faccia parte della sua rete.

Mi fa qualche esempio?
Nella divisione Power abbiamo molte aziende che da 45 anni sono con noi, nel Marine molte sono con noi dal 92-93 quando abbiamo cominciato con questa divisione, ma l’obiettivo è farli diventare nostri concessionari con la stessa storicità degli altri. Chiediamo loro standard molto alti, questo richiede margini operativi diversi da chi si cura poco della rete vendita e vende poi i motori a prezzi che non sono in grado di sostenerla. Noi preferiamo non avere concessionari ovunque ma averne di fidati e consolidati con i quali stabilire un rapporto di fiducia reciproco. Nel 2011 abbiamo toccato il minimo storico di mercato e ora siamo ancora 2/3 in meno del mercato del 2008, per questo siamo passati da 120 concessionari di allora a 97 di oggi, ma si tratta in tutti i casi di aziende sane, che possono gestire la loro rete e una sottorete di vendita e assistenza anche nei periodi di ferie. Questo per dire che le nostre scelte lasciano sempre al centro il cliente, perché potergli assicurare l’assistenza anche in pieno agosto per noi è importante, del resto quello è il periodo in cui usa la barca.

Parliamo di nautica in generale, come descriverebbe Cristian Pellegrino il momento che stiamo vivendo?
La nautica presenta degli elementi di criticità superiori a molti altri business perché vive una forte componente stagionale. Però con strumenti finanziari per le assistenze programmate e un po’ di lavoro per concessionari e officine siamo riusciti a destagionalizzare un po’. Del resto i nostri cinque anni di garanzia sono legati anche alla volontà di dare al concessionario la possibilità di disporre di programmi di manutenzione capaci di allungare le stagioni.

Lei ha fatto riferimento al calo del mercato e indubbiamente è così, ma questo in relazione ai vostri competitor com’è vissuto da Honda?
La competitività sul mercato non è stata semplice sinora, perché c’è chi ha voluto conquistare il mercato in modo molto rapido e chi invece ha avuto degli scossoni organizzativi che si sono ripercossi sulla rete vendita in modo forte. Questo da una parte ha prodotto la riduzione dei margini che servivano anche ad alimentare la rete vendita e i servizi post-vendita, dall’altra a creare un po’ d’incertezza. Tornando ai 40 hp consideri che una volta se ne vendevano circa 8.000, oggi siamo sui 5.000 e il margine è stato ridotto sempre più. Noi abbiamo continuato a perseguire la nostra politica che ci vuole sempre al fianco della rete vendita anche per sostenerla quando ne ha bisogno, questo si riflette sul rapporto che il cliente Honda ha con il concessionario e molti dei nostri clienti sono ormai fidelizzati.

Cristian PellegrinoUna panoramica sul mercato nazionale?
Noi in questo momento – ci racconta Cristian Pellegrino – rappresentiamo la quarta realtà del mercato italiano, dove i primi quattro sono anche abbastanza vicini l’uno all’altro con una quota superiore al 15%. Noi ancora oggi abbiamo la quota di mercato più importante nel settore dei V6 e in questo ci ha aiutati l’introduzione del 250 hp, che ha un vantaggio proprio in virtù delle sue prestazioni. Per noi – prosegue sempre Cristian Pellegrino – è stata molto importante anche l’introduzione dei piccoli 4, 5 e 6 hp che rappresentano circa il 20% del loro segmento, poi ci sono i tender con 650-700 pezzi l’anno dei quali il 90% venduti in package e il restante come ri-motorizzazione, questo aiuta sicuramente il segmento tra 2,3 e 20 hp. Come detto in precedenza scontiamo con il 40 hp per le ragioni già illustrate e legate al prezzo di vendita, ma ripeto, è un motore molto diverso. C’è poi una parte molto interessante anche nel settore professionale, dove grazie ai nostri 150 hp otteniamo ottimi risultati, così come con i 115 e i 135 che dispongono di tanta coppia in basso rendendoli attraenti per questo tipo di utenza.

Si parla di ripresa e i dati lo confermano soprattutto sui mercati USA. Quali ripercussioni avrà su Honda questa tendenza?
La ripresa del mercato statunitense è molto forte e questo ha permesso a Honda di riavviare la collaborazione con la cantieristica americana, che da qualche anno mancava e che sta dando un nuovo impulso alla progettazione dei motori più grandi. Direi che tutto questo si traduce sicuramente in nuove energie da spendere in ricerca e sviluppo, energie che servono a soddisfare la richiesta di un mercato sul quale Honda ha storicamente tanto spazio. Anche da qui derivano gli sviluppi della gamma.

Un’ultima domanda: quanta sinergia esiste tra i vari settori che compongono Honda, dunque auto, moto e Power?
La sinergia – conclude Cristian Pellegrino – è molto marcata e non a caso molte soluzioni che adottiamo anche sui nostri motori fuoribordo, come la BLAST e la ECOmo per fare un esempio, derivano direttamente dagli sviluppi realizzati per la MotoGP. Honda investe molto in ricerca e sviluppo e rende ogni risultato disponibile per tutte le sue divisioni, quindi, per i suoi clienti.

(CRISTIAN PELLEGRINO – Agosto 2018)

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  • Honda 40 hp settembre 2012 Lago di Garda © Francesco Vignali  Zac
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