Cranchi Settantotto, l’inizio di una nuova era? Cranchi Settantotto, l’inizio di una nuova era?
Il cantiere di Piantedo con il Cranchi Settantotto, presentato in anteprima mondiale al Boot, realizza per la prima volta uno yacht sopra i 70 piedi... Cranchi Settantotto, l’inizio di una nuova era?

Il cantiere di Piantedo con il Cranchi Settantotto, presentato in anteprima mondiale al Boot, realizza per la prima volta uno yacht sopra i 70 piedi di lunghezza. Lo fa con uno scafo dai sorprendenti volumi, ma che non rinuncia a linee eleganti, da vera barca, firmate Christian Grande. Ci siamo fatti raccontare la nuova nata proprio dal suo progettista. 

di Luca Sordelli

Il settore è affollatissimo. Nella fascia di lunghezza al limite dei 24 metri, il limite CE per restare barche e non diventare navi da diporto, tutti i grandi cantieri stanno spingendo fortissimo. Qui è la richiesta del mercato e qui arriva un’offerta sempre più varia, a volte interessante, a volte decisamente meno.

Chi è sicuramente destinato a far palare di sé è  il nuovo Cranchi Settantotto, non solo perché è la prima volta che il cantiere lombardo raggiunge questa taglia (un regalo che si fa per il suo 150esimo compleanno), ma anche perché è una barca che può competere con una concorrenza agguerritissima, dove la parola d’ordine è sempre e comunque “spazio” e dove la ricerca dei volumi è spasmodica, ma senza dimenticare il concetto di eleganza. E lo fa inoltre senza trascurare il DNA di un cantiere che da sempre costruisce imbarcazioni fatte per navigare veramente.

Insomma, Cranchi ha deciso di entrare nel mondo dei grandi yacht facendolo dalla porta principale.

cranchi settantotto christian grande

Il progettoracconta Christian Grande, nella foto sopra nel salone del Settantotto  è ispirato ad un’idea di bellezza classica, ma al tempo stesso contemporanea. Le forme sono essenziali, ma non ci siamo mai arresi al minimalismo. Le linee sono tracciate per trasmettere un naturale senso di equilibrio”. 

Osservando la barca, equilibrio è proprio la parola che meglio la descrive e che la differenzia da gran parte della concorrenza, da cui si distanzia anche grazie dall’assenza di spigoli segnati. All’opposto “Grazie ad un gioco di volumi, di pieni e di vuoti – racconta sempre Grande –  il profilo del Cranchi Settantotto suggerisce sensazioni di maestosità, ma anche di leggerezza e dinamismo“.

Aspettando di poterla vedere in acqua, nel suo ambiente naturale, e di poterla provare, una prima  visita a bordo porta comunque a notare alcuni aspetti molto interessanti del progetto. Da segnalare l’approfondito studio dei flussi di bordo, con una circolazione a bordo ben separata tra ospiti ed equipaggio e comoda per tutti, grazie ad un doppio accesso alla cucina (dal salone e dal passavanti), agli ingressi separati per la suite armatoriale (a poppa) e alle cabine ospiti (a prua), e grazie anche ad un’intelligente day-toilet sul main deck. Indipendente l’accesso alla crew-area (con due cuccette e un bagno) dal passavanti di sinistra.

 

Molto interessante anche il flybridge, per il tanto spazio a disposizione, ma anche per il bel disegno del divano di poppa trasformabile e per l’arredo “sospeso” di tutta la zona pilotaggio che, grazie anche all’illuminazione a strisce led, ricorda in maniera esplicita il mondo automotive. 

Da segnalare anche le notevoli dimensioni della beach club a poppa con la plancia che può alzarsi, abbassarsi e traslare in avanti. Il portellone aprendosi libera una gran quantità di spazio, ricoperto in teak, dove trovano posto le chaise longue. Il garage per il tender (che può ospitare anche una moto d’acqua) è separato da un pannello amovibile.

Come sempre tanta l’attenzione da parte di Cranchi verso la tecnologia, la massiccia adozione di materiali come il carbonio e le fibre aramidiche consentono di contenere i pesi e di conseguenza  ridurre i consumi. Nota di merito, infine, per la grande e ben accessibile sala macchine dove trova posto una sofisticata propulsione con tre IPS3 Volvo Penta3 abbinata ai sei clindri D13 da 1.000 CV di potenza.

Settantotto – La scheda tecnica
Lunghezza fuori tutto 25,15 m
Lunghezza scafo 23,26 m
Larghezza scafo 5,76 m
Peso con motori 57.000 kg ca
Capacità serbatoio carburante 5 .920 l
Capacità serbatoio acque nere  500 l
Capacità serbatoio acque grigie  500 l
Progetto  Centro Studi Ricerche Cranchi
Art Direction Christian Grande
Carena Aldo Cranchi
Categoria di progettazione  A
Portata massima  18 persone
Motori  Volvo Penta 3 x D13 IPS 1350/3×1000 HP/3×735 kW

(Cranchi Settantotto, l’inizio di una nuova era? – Barchemagazine.com – Gennaio 2020)