Colazione da Sunseeker Colazione da Sunseeker
Coniugare artigianalità e industrializzazione, il sogno di qualsiasi cantiere nautico. Gli inglesi ci stanno provando e per riuscirci hanno imbarcato Andrea Frabetti, nuovo Chief ... Colazione da Sunseeker

Coniugare artigianalità e industrializzazione, il sogno di qualsiasi cantiere nautico. Gli inglesi ci stanno provando e per riuscirci hanno imbarcato Andrea Frabetti, nuovo Chief  Technical Officer (nell’immagine sopra, lo skyline del porto di Southampton visto attraverso l’hard top del Predator 50).

Di Niccolò Volpati

Appena scendo dal Predator 50 nel porto di Southampton, Sunsseker ha organizzato il transfert per condurmi nella sede principale del cantiere a Poole. L’autista non è un dipendente qualunque dell’azienda, anche se è stato assunto da poche settimane. Si tratta, infatti, del nuovo Chief Technical Officer, ovvero Andrea Frabetti. Il cantiere lo ha scelto per sostituire John Braithwaite, uno dei due fondatori, ma per l’intervista con Frabetti dovete avere un po’ di pazienza perché la leggerete più avanti, sulla rivista Barche. Per il momento ci concentriamo sulla visita al cantiere.

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Andrea Frabetti all’ingresso degli uffici Sunseeker.

 

Le sedi sono dislocate in diversi punti a poca distanza una dall’altra. Poole, dalle banchine alla zona industriale sembra una colonia Sunseeker. Passiamo prima dalla parte dedicata alla progettazione dove si trova anche l’ufficio di Andrea Frabetti. Lo spazio è molto ampio e gli architetti e gli ingegneri al lavoro sono molti. Un numero decisamente inusuale, ma non si trovano solo schermi di computer con software di progettazione. Ci sono stanze dedicate allo studio degli apparati elettrici e luoghi dove si testano le plance, l’ergonomia e la loro funzionalità. Questa è la prima caratteristica che salta agli occhi. Da Sunseeker non si esternalizza nulla. Dal disegno alla verifica immediatamente prima della consegna, tutto, ma proprio tutto, è realizzato internamente.

E’ una perfetta catena di montaggio, senza l’alienazione tipica di una realtà industriale. La stessa sensazione la provo all’interno della struttura principale dove si realizzano gli stampi e si assemblano scafo e coperta. Tutto molto organizzato. All’ingresso ci forniscono il caschetto, gli occhiali di protezione e il badge per entrare. Ci spiegano che quando camminiamo nelle aree all’aperto dobbiamo seguire i percorsi disegnati per terra per evitare di essere investiti da una gru in movimento. In ogni capannone si entri, si vedono moltissime persone al lavoro, tutte con la loro divisa e il gillet giallo indossato. Mi viene da pensare che sia sempre lo stesso gruppo che si muove velocemente da un posto all’latro mentre anch’io mi sto spostando. Mi viene in mente di aprire qualche porta all’improvviso per vedere se trovo un locale vuoto, ma non è così. Ovunque c’è gente al lavoro, barche che si muovono da un punto all’altro e scafi in allestimento. Non c’è trucco, non c’è inganno.

 

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All’interno del cantiere.

 

Ora capisco cosa intendeva Andrea Frabetti quando, poco prima mi diceva: “Nella mia vita ho visto molti cantieri, ma difficilmente ne ho visti di così organizzati”. Durante la visita non posso non rimanere colpito da chi sta lavorando i paglioli che andranno a comporre il piano di calpestio dei modelli Sunseeker. Stendono l’impregnante in modo artigianale. Passano il pennello e rimangono a guardare come è stato assorbito. Qui non c’è nulla di industriale. Non c’è una macchina che spruzza una tavola di compensato. C’è, al contrario, un legno realizzato con cura, così come potrebbe essere in grado di garantire un cantiere che non fa barche in serie, ma custom.

“Il nostro obiettivo è sempre la qualità”, mi spiega Bryan Jones, marketing manager del cantiere. Tutto è fatto, studiato, progettato e controllato, per garantire sempre il massimo risultato.  Non avrò visitato tanti cantieri quanti ne ha visti in vita sua Andrea Frabetti, ma qui mi ha colpito una sinergia che da altre parti si fa fatica a vedere. Sunseeker sembra aver davvero coniugato la qualità del lavoro artigianale con l’organizzazione che è richiesta a chi produce barche in serie. Una cosa non esclude l’altra. E Andrea Frabetti, dopo venticinque anni all’interno di Ferretti Group, si occuperà proprio di sviluppo prodotto per Sunseeker. L’obiettivo è quello di aggiungere un po’ di flessibilità all’interno di un meccanismo così ben oliato: aumentare l’attenzione al design e agli interni, mantenendo sempre alto il livello della qualità costruttiva delle carene e dell’organizzazione della produzione.

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L’uscita del cantiere si affaccia direttamente in banchina. Le barche finite escono da qui e sono pronte per il controllo finale e il varo.

www.sunseeker-italy.com