CMC Waveless, le minipinne stabilizzatrici. Ecco come funzionano CMC Waveless, le minipinne stabilizzatrici. Ecco come funzionano
Stessa tecnologia delle ben note “sorellone” pensate per i megayacht, ma dimensioni decisamente più compatte: sono le pinne stabilizzatrici Waveless di CMC e nascono... CMC Waveless, le minipinne stabilizzatrici. Ecco come funzionano

Stessa tecnologia delle ben note “sorellone” pensate per i megayacht, ma dimensioni decisamente più compatte: sono le pinne stabilizzatrici Waveless di CMC e nascono per barche a partire dai 12 metri di lunghezza. Dopo la presentazione a Cannes saranno anche al Salone Nautico di Genova

di Luca Sordelli

Per capire di cosa si tratta basta dire che il modello più piccolo ha un ingombro dentro allo scafo di solo 24 centimetri“. Parte cosi Pietro CappielloCMC Marine Strategy Manager, a raccontarci cosa sono di Waveless di CMC Marine . “Uno stabilizzatore a pinne per barche sotto i 20 metri non esisteva ancora. Ci siamo inventati qualcosa di assolutamente nuovo, ma partendo dalla tecnologia che già da anni usiamo sulle nostre pinne  “tradizionali”, e che il mercato ha già dimostrato di apprezzare“.

In effetti è proprio così, fino ad ora si è sempre pensato che nelle barche di dimensioni medie gli stabilizzatori a pinna, e ne servono due, proprio non ci potessero neanche entrare. O quelli giroscopici, o nulla. E invece… “E invece – racconta Pietro Cappiello – sfruttando le nostre conoscenze che arrivano dalla robotica dell’automazione ci siamo riusciti. I profili delle pinne e l’elettronica sono gli stessi che usiamo sui modelli più grandi“.

Il modello STAB 25, il più piccolo e anche più interessante, è per scafi dai 12 ai 17 metri (la superficie della pinna è ridottissima, 65 cm²), ci sono poi il  30, per barche dai 15 fino ai 24 metri, il 40 (tra i 24 ai 39) e il 50 (da 30 a 40).

Come fanno ad essere così piccoli? Al Salone di Cannes erano esposti e il segreto, anzi i segreti, erano visibili a tutti: “Il primo – ci ha raccontato sempre Cappiello – è che non c’è un’asse, un elemento esterno che unisce motore e pinna. Il collegamento è flangia su flangia, sono imbullonate tra loro. Solo il modello più grande il TAB 50, che può essere montato su barche fino a 40 metri, ha bisogno di un’asse per trasmettere il moto“.

Il secondo segreto?Non usiamo un motore “brushless”, bensì “torque”. Il che significa meno ingombri e meno pesi. Si parte da 28 kg, il che significa che con 60 kg complessivi si stabilizza la barca. E poi hanno più coppia già ad un basso numero di giri.

E i consumi?Per lo STAB 25 si parla di 2kw di picco di potenza massima, 4 kW considerando le due pinne insieme. Ma è solo il picco, all’àncora si può parlare di una media complessiva di 2 kW, come un fornello a induzione. I valori di picco, per i 4 modelli sono rispettivamente 2, 3, 7 e 8 kW“. Il che significa che i due più piccoli funzionano anche senza generatore in moto… “Esatto, possono essere alimentati direttamente dalle batterie, ovviamente con l’ausilio di un inverter”. E in navigazione?Come i nostri modelli HS, il consumo è il 10% della potenza nominale“.

Parliamo infine di prezzi? “Per la più piccola si parte da 55.000 Euro. In linea con un modello a giroscopio. Ma da montare è decisamente più semplice  La pinna, ad esempio, si allinea da sola, utilizzando il software interno. Se si è un po’ esperti e si ha voglia di sporcarsi le mani di vetroresina, non bisogna per forza passare da un cantiere per l’installazione”.

cmc

Agli STAB, il sistema Waweless accoppia anche i sistemi di intruder TRIM (nella foto), rispettivamente con i modelli 300, 400, 500 e 600.

(CMC, ecco Waveless le minipinne stabilizzatrici – Barchemagazine.com – settembre 2019)