Ciao Bella… l’editoriale di Franco Michienzi Ciao Bella… l’editoriale di Franco Michienzi
Paola Galeazzi ci lascia in eredità un bellissimo portato di valori che dovrebbe guidarci ogni giorno nel nostro lavoro Ciao Bella… l’editoriale di Franco Michienzi

Paola Galeazzi ci lascia in eredità un bellissimo portato di valori che dovrebbe guidarci ogni giorno nel nostro lavoro    

di Francesco Michienzi

Bella era una persona speciale, bella da tutti i punti di vista. Un architetto navale esempio di etica che possedeva una capacità di sintesi in grado di risolvere un problema in modo semplice. Bella ci ha lasciato, ma solo fisicamente.

Parliamo di lei, non per ricordare una donna che non fa più parte della nostra vita, quello è un ambito che ognuno di noi affronta in modo personale e privato, ma parliamo di lei come del testimone di come si dovrebbe vivere il nostro lavoro. Paola Galeazzi, fondatrice con il professor Giovanni della Zuccon International Project, faceva del rigore la sua cifra di vita.

Poche ed essenziali parole per esprimere un concetto. Mai fuori posto e sempre attenta a ogni più piccolo dettaglio. Con un tratto gentile, e mai arrogante, diceva di sé: «Ho cominciato a lavorare nella nautica con mio marito nel 1976 e da allora abbiamo costruito tutto insieme nell’arco della nostra vita, in particolare abbiamo collaborato sul piano lavorativo grazie a differenti competenze che ci caratterizzano e completano».

La sua figura deve rimanere scolpita indelebilmente nella memoria di ciascuno di noi come imperitura valenza del nostro agire quotidiano. In un settore che sembra avere smarrito valori ed ideali, la forza straordinaria di un esempio etico come quello di Paola deve alimentare il nostro impegno di ogni giorno.

Quella dell’architetto Galeazzi è una eredità importante fatta di onestà, visione del futuro, condivisione e capacità di valorizzare al massimo il lavoro del team progettuale.  Agire eticamente nel lavoro significa aggiungere un supplemento d’anima ad attività che spesso si ritiene debbano rispondere solo a regole utilitaristiche, da abbellire, semmai, con un pizzico di buoni propositi.

La perdita della distinzione fra bene e male deriva dalla disabitudine a interrogarsi su quello che si fa. Oggi tutto è fungibile, ma per crescere è decisivo tornare a dire nelle cose di ogni giorno: questo va bene, quest’altro no. Oggi si preferisce omologarsi, appiattirsi sul luogo comune.

Etica, invece, è mettersi in gioco in prima persona, assumersi la responsabilità. Ho letto che “Una persona fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli, le pressioni; perché questa è la base di tutta la moralità umana”.

Paola lo faceva sempre e noi proviamo e proveremo a farlo per onorare la sua lezione.