Christian Grande: una visione trasversale e incontaminata Christian Grande: una visione trasversale e incontaminata
Inarrestabile, appassionato, entusiasta: Christian Grande arriva dal mondo del Car Design, ma si è affermato come punto di riferimento della progettazione nautica in Italia, e... Christian Grande: una visione trasversale e incontaminata

Inarrestabile, appassionato, entusiasta: Christian Grande arriva dal mondo del Car Design, ma si è affermato come punto di riferimento della progettazione nautica in Italia, e non solo. Osserva, studia tutto ciò che lo circonda. Una visione trasversale e incontaminata. Per interpretare il presente e immaginare il futuro

di Luca Sordelli, foto Andrea Muscatello

Intervistare Christian Grande non è facile. Non solo perché è un fiume in piena, parla veloce, lancia stimoli a raffica. Non solo perché ha un’enorme passione per il suo lavoro e ha urgenza di raccontarla, ma anche perché tu, intervistatore, diventi anche l’intervistato. Quando gli ho chiesto come nutre la sua creatività, mi ha riposto:“Io ho sempre la lucina rossa accesa, sono always recording”. Ed è vero. Anche quando sei tu a fare le domande senti che lui è lì a capire, ad imparare. Lo senti pensare. Ci vuole ritmo, appena molli un attimo la presa è lui che chiede, si informa sul mercato, sulla nautica, sui suoi colleghi. Non perde occasione di apprendere, anche da me, semplice scriba. Christian Grande è una persona “affamata”, che sa ascoltare.

E allora via. In tre aggettivi, come descriverebbe lo Studio Christian Grande?
Eclettico, trasversale e giovane.

Partiamo dall’eclettismo.
Le nostre riunioni, per fare un esempio, non riflettono uno spirito condizionato da schemi predefiniti, anzi inseguiamo l’opposto. Ci domandiamo: perché abbiamo fatto questo? Si poteva fare meglio?  Qual è il passo successivo? Cerchiamo di capire di cosa c’è bisogno ora, ma anche come possiamo stupire, provocare. Dov’è il nuovo?

 

Christian Grande

Castrocaro Terme Hotel

 


Trasversale. Perché?

Perché qui siamo in quindici a lavorare e se la nautica è il centro del nostro mondo, ci occupiamo anche di prodotto, di puro design, ma anche di architettura. Abbiamo appena vinto una commessa per un grande hotel in stile Art Déco a Castrocaro, poi stiamo progettando alcuni maxi appartamenti a Malta e abbiamo per le mani anche una grande piscina sul Garda. Lavoriamo con clienti europei, ma anche mediorientali. Questo ci consente di essere contaminati, di nutrirci di tutto ciò che vediamo intorno a noi. Di non restare chiusi in un unico ambito. Anche nel mondo nautico stiamo allargando la nostra visione, ora inizieremo con un nuovo brand di catamarani.

La capacità di saper cambiare il punto di vista…
Esattamente. Ci sono occasioni in cui devi saperti avvicinare agli oggetti, devi guardarli da vicino. Devi disegnare una bitta per Foresti e Suardi o una poltrona per Besenzoni. E poi devi essere capace, subito dopo, di allontanarti e capire come starà una barca in mare, o un villa sulla riva del lago. Significa saper parlare più linguaggi. Capire dove si sta andando, sulla base di una solida cultura, conoscenza di quello che è stato già fatto.

Ok, tutto questo apre la mente, è fonte di ispirazione. Ma non sarà anche troppo, non si rischia di perdere la bussola?
No. Se sei capace di cambiare la focale dell’obiettivo. Io, e il mio studio, siamo bravi a disegnare, abbiamo buon gusto. Lo dico senza falsa modestia, credo proprio che sia così. In più io penso di avere una fortuna, la capacità di passare dal piccolo al grande, di ragionare su una sconfinata piscina a sfioro e un attimo dopo sull’incastro di un materassino prendisole di un Cranchi. E posso contare su un grande team, preparato, competente, curioso.

Christian Grande m

Cranchi Magnifica 78

 

Quindi tanti committenti e molto diversi tra loro. Ma poi esiste un solo Christian Grande?
Credo, per formazione e convinzione anche filosofica, che deva vincere il brand. Se sei un designer non puoi pensare di poter ripetere gli stilemi da un marchio all’altro, è ridicolo. Oltre che poco etico. Devi capire chi è il tuo cliente, quale è la sua anima, e tirare fuori i segni che lo rappresentano. Se sei bravo crei degli stilemi che si adegueranno nel tempo, ma resteranno sempre, inconfondibilmente suoi, di quel brand.

Allora facciamo degli esempi, partiamo a descrivere l’identità dei suoi principali clienti della nautica, Cranchi, Sacs, Invictus
Va bene, ma partendo da un presupposto che io i clienti, per fortuna, me li sono potuti scegliere. E quando lo faccio, li sposo. Sono tra loro distanti e diversi. Non voglio creare nessuna forma di competizione, quando ho una buona idea la “regalo” a chi tra loro è il destinatario più giusto. E sua resterà.

Ok, partiamo da Sacs.
Chi compra uno dei loro gommoni ha quasi sempre già una o due barche. Sono grandi giocattoli, per chi vuole godere del piacere della guida e della navigazione, per armatori con un ego importante, e che amano farsi notare.

 

Christian Grande

Sacs Rebel 47

 

Invictus?
Il cliente Invictus è un “dettaglista” maniacale. Lo riconosci subito, da come veste, da come si comporta. Non è a caccia di un brand conclamato, anzi, a volte si trova a dover spiegare quali sono gli Invictus. Lo compra anche per il piacere di essere un esploratore e indicare agli altri la strada.

Cranchi?
forse è il più difficile da raccontare. È più complicato perché la forbice è più ampia, la gamma va dalle barche piccole fino a Magnifica 78. Ma anche qui c’è un’anima da raccontare. È un cliente che ama la famiglia, che prende sempre in considerazione la funzionalità e la fruibilità degli spazi al miglior rapporto qualità prezzo. È anche molto attento al dettaglio e sempre più si sta orientando in questa direzione. Non vuole, entrando in porto, creare l’effetto “Wow”, vuole che la gente noti un oggetto raffinato, per un armatore distinto. Una barca bilanciata, destinata a durare nel tempo. Che non stancherà.

 

Christian Grande

INVICTUS 320 GT

 

Ora una domanda difficile. La sua barca, come la farebbe?
Molto difficile rispondere, anche perché io mi faccio un po’ paura…

In che senso?
Che sono costantemente “alla ricerca”, sono sovra stimolato, “sovraesposto” a idee e suggestioni. Rischio di volerla cambiare subito. Se faccio un prodotto che mi rappresenta oggi, domani lo vedrò già superato.

Ma, rispondendo alla domanda…
Partendo dal presupposto che passo le mie giornate provando e progettando barche e che quindi ho molti momenti per “sfogarmi” su un gran numero di oggetti galleggianti, mi viene da pensare a qualcosa senza tempo, magari una navetta in acciaio, una barca un po’ “antica”. Altrimenti sono sicuro che mi stancherei subito. E poi un mezzo con le esigenze della famiglia al centro di tutto. Io ho una moglie e tre figli, e passo ben poco tempo a casa…

A proposito di famiglia. Ha trascorso le vacanze in barca?
Assolutamente sì. A bordo di un Trawler 36 di Cranchi. Una barca intelligente. Un progetto che loro hanno voluto e su cui è stato un piacere mettere le mani come designer. Perfetta per navigare, per godersi il viaggio, per non avere problemi e stare sereni con la propria famiglia. Una barca un po’ casa dal punto di vista funzionale, ma anche molto marina. Ed è, per il cantiere, la taglia ideale per partire, per capitalizzare su futuri armatori.

Christian Grande

Cranchi T36

Prima parlava di una navetta “senza tempo”, il mondo della nautica del passato la affascina?
Decisamente. E sempre più, come studio, ci occupiamo di refitting importanti. L’ultimo è un Blom&Vhos di 85 metri, l’ex Golden Odyssey II, ora Grand Ocean. I lavori sono massicci, su interni ed esterni. Un altro aspetto del nostro lavoro e del nostro essere capaci di essere trasversali.

Dove va invece il design nautico, come vede Christian Grande la barca del futuro? Ora “va molto” il trasformismo…
Ho visto barche trasformiste super spettacolari dove lo specchio di poppa, ai saloni nautici, si bloccava. Bisogna anche ricordarsi che si deve viaggiare per mare. Se si è a caccia del modo migliore per sfruttare in più modi lo stesso ambiente utilizzando degli elementi mobili, ok si può fare, ma attenzione a non esagerare. La barca “transformer”, poi, spesso è anche sgraziata. La strada potrebbe essere un’altra…

Cioè?
Trovare una via intelligente e realmente fattibile verso l’elettrico. Ora è ancora presto, ma la direzione può essere quella. “Rubare” alla vela il piacere del trasferimento, del navigare in silenzio.

Per chiudere, cosa ha visto di bello realizzato dai suoi colleghi?
Vedo i cantieri inglesi che lavorano bene, mi piace quello che stanno facendo sia Princess che Fairline. E penso che Mauro Micheli stia sempre continuando a fare grandi cose. E poi c’è Sanlorenzo SX88. Sa fare girare la testa, ma non è eccessiva. Grande barca. Luca Santella ha lanciato un’idea eccezionale e Sanlorenzo è riuscita a presentare al momento giusto il prodotto perfetto, dopo un lungo lavoro di preparazione. Hanno realizzato una barca che solo loro potevano fare, una meravigliosa “inutilitaria del mare”, e lo dico con ammirazione. Il più bell’esercizio stilistico degli ultimi anni.

(Christian Grande: always recording – Barchemagazine.com – Ottobre 2018)

  • Christian Grande INVICTUS 320 GT
  • Christian Grande
  • Christian Grande
  • Christian Grande Cranchi T36Xover
  • Christian Grande Sacs Rebel 47-2
  • Christian Grande Castrocaro Terme Hotel - Luxury Living
  • Sanlorenzo SL118 - Timoneria_1
  • SSH - Grand Ocean - Dining Salon