CGT, l’energia che ti serve  CGT, l’energia che ti serve 
Abbiamo incontrato Enrico Dari, Marine Commercial Manager di CGT, uno dei dealer più importanti al mondo di Caterpillar, partner ideale nella fornitura di soluzioni integrate... CGT, l’energia che ti serve 

Abbiamo incontrato Enrico Dari, Marine Commercial Manager di CGT, uno dei dealer più importanti al mondo di Caterpillar, partner ideale nella fornitura di soluzioni integrate per la propulsione nel settore marino

di  Francesco Michienzi

CGT è un’azienda che ha fatto dell’etica la sua cifra comportamentale. Il suo codice indica esattamente a quali valori di trasparenza, correttezza, impegno professionale e rispetto umano si deve attenere ogni singola persona impegnata nella compagine aziendale. Abbiamo incontrato Enrico Dari, da vent’anni in CGT, che oggi ricopre la carica di Marine Commercial Manager. La CGT è un dealer CAT e tra i primi quattro nel mondo delle applicazioni marine e navali. La divisione Energia opera in cinque segmenti: Nautica da Diporto, Marino Commerciale, Motori Industriali, Generazione Energia e Oil&Gas.

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Ingegner Dari, il legame tra CGT e Caterpillar è molto antico. Quali sono gli elementi che spiegano la forza di questa collaborazione?
Il legame è sicuramente molto forte e risale al lontano 1934 quando la Società OLMIA di Vercelli, produttrice di macchinari per la coltivazione del riso, decise di importare e commercializzare nel nord Italia le macchine Caterpillar che avevano rivoluzionato il mondo del lavoro. In oltre 80 anni, ovviamente, la situazione si è evoluta, tanto che CGT segue i clienti in tutta Italia e Malta e fa parte di un Gruppo che copre anche i Balcani e l’Albania. Tuttavia, non è cambiata la forza di questa partnership che trae origine dalla combinazione vincente tra un costruttore molto forte e una organizzazione locale altrettanto forte che conosce molto bene il proprio mercato ed è pertanto capace di soddisfarne le esigenze con soluzioni specifiche e non standardizzate.

CGT ha attraversato l’ultimo mezzo secolo incontrando momenti molto positivi ad altri particolarmente negativi, come li ha affrontati?
L’andamento di CGT è ovviamente legato alla salute del sistema economico in cui opera. Nel corso della propria storia ha continuato a investire sul territorio, rimanendo vicino ai propri clienti anche nei momenti di difficoltà. Proprio la fiducia dei clienti e la capacità di rispondere alle loro esigenze in continua evoluzione, unitamente alla professionalità delle proprie persone e all’elevata qualità dei prodotti Caterpillar, hanno contribuito al successo di CGT anche nei momenti di congiuntura economica meno favorevoli.

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Cat C18 ACERT

Parliamo della specificità del settore marino nella CGT.
Il settore marino è sempre stato per CGT importante non solo come riferimento per l’azienda stessa e per Caterpillar, ma nel corso degli anni è stato un riferimento anche per l’industria nautica italiana e rimarrà tale anche nel futuro interpretando tutte le necessità che i nostri tempi ci portano ad adottare sui mezzi. Aiutiamo a costruire tutte le soluzioni di propulsione delle piattaforme marine; i megayacht sono sempre contaminati dall’evoluzione della tecnica e dalle necessità di rispetto ambientale sempre più stringenti, quindi noi di conseguenza valutiamo come supportare i cantieri nelle scelte operative.

Per quale ragione un cantiere dovrebbe scegliere un vostro prodotto anziché un altro?
Intanto mi piace mettere a fuoco CGT senza mettere in secondo piano Caterpillar. CGT è un’azienda italiana con un know-how ben definito. Noi abbiamo professionisti che conoscono il mercato e che interpretano e collaborano con il cantiere costruttore.

Per cui voi fate anche un po’ da ufficio tecnico per quelle aziende che non hanno una struttura adeguata?
Assolutamente sì. La nostra struttura dispone di un ufficio tecnico altamente qualificato. Inoltre la nostra azienda ha piena responsabilità sui prodotti venduti.
Se volessimo soddisfare esigenze particolari di un progetto creando installazioni fuori dallo standard, essendo convinti che queste funzionino, nessuno ce lo impedirebbe. Questo lo trovo un approccio molto apprezzato dai clienti e molto motivante per noi, in particolare per i nostri giovani ingegneri che così riescono ad entrare nel cuore della materia e si abituano ad interfacciarsi con i clienti con spirito di iniziativa sempre maggiore proponendo loro le migliori soluzioni. Per quanto riguarda il settore nautico, siamo coinvolti con qualsiasi mezzo, dallo yacht alla nave da carico o da crociera. Ad esempio in Fincantieri il nostro personale segue dal contratto fino all’installazione ed alla consegna della nave.

In quale fascia di potenza siete più competitivi?
Indubbiamente il 3500 è il motore pilastro di tutta Caterpillar. In 35 anni è stato prodotto in oltre 190 mila esemplari e nel campo nautico si avvicina quasi a 30 mila unità installate rimanendo un leader per queste applicazioni. Disponibile da 8 a 20 cilindri è capace di erogare da 367 a 2573 chilowatt.

Che cosa pensa di questa campagna imperante che vuole il diesel fuori da tutte le circostanze?
Ci vorrà del tempo per mettere fuori gioco il diesel. Probabilmente le prossime generazioni ne vedranno sempre meno però noi viviamo in un contesto dove questa trasformazione è appena iniziata. A parole è iniziata qualche anno fa, oggi si cominciano a vedere i primi prodotti industriali realizzati con una maggiore penetrazione della componente elettronica.

Per cui vede prossimamente un maggior sviluppo dei sistemi ibridi?
Sì, assolutamente. Ci sarà sicuramente una presenza degli ibridi in tutte le loro declinazioni: dalla propulsione diesel elettrica alla propulsione diesel elettrica ibrida, all’ibrido con la propulsione tradizionale. Siamo all’inizio del percorso e sono stati fatti dei passi avanti molto importanti. Noi per primi insieme a Caterpillar li abbiamo realizzati entrambi, diesel elettrici e ibridi, piattaforme diesel elettriche e variabili.

Ho l’impressione che il tema dell’ibrido come sistema alternativo di propulsione venga promosso più dall’industria che dalla richiesta del mercato. L’utente finale non è ancora disposto a pagare un sovrapprezzo?
Esatto c’è questo sovrapprezzo che può oscillare dal 15 al 30% che attualmente è un po’ difficile da digerire. Sicuramente una spinta verso la riduzione dei costi ed una maggiore semplicità di gestione dello stesso ottenuta con le soluzioni elettriche, potrebbe portare delle innovazioni importanti nel mercato diffondendo sempre più questo bellissimo mezzo. Come avviene nei trasporti terrestri, perché non immaginare, in futuro, magari sulle coste della Sardegna, una situazione dove prendi un motoryacht elettrico a Porto Rotondo e lo lasci alla Maddalena piuttosto che all’isola di Sanpietro? Sarebbe una bella trasformazione del mercato che noi siamo abituati a vedere oggi.

(CGT, l’energia che ti serve  – Barchemagazine.com – Luglio 2018)

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