Centro Velico Caprera, imparare la vela e l’amore per il mare Centro Velico Caprera, imparare la vela e l’amore per il mare
Il Centro Velico Caprera, la scuola di vela più nota in Italia, compie 50 anni. Lo fa all’insegna dell’amore per il mare, il vento,... Centro Velico Caprera, imparare la vela e l’amore per il mare

Il Centro Velico Caprera, la scuola di vela più nota in Italia, ha compiuto 50 anni. Lo fa all’insegna dell’amore per il mare, le barche e il navigare.  Ha creato un popolo di velisti appassionati: al CVC ci si diverte, si soffre e si impara. E si torna sempre

di Luca Sordelli

Centoventimila “Caprerini” navigano per il mondo. Non sono semplicemente ex allievi, uomini e donne passati dalla base del CVC, nel corso dei suoi cinquanta anni di vita. Sono proprio “Caprerini”, razza autoctona di velisti che all’origine della loro vita in barca hanno subito un imprinting indelebile.

La vela imparata (metabolizzata, “osmotizzata”, vissuta) a Porto Palma, fortunatissima e protettissima rada a sud di Caprera nell’Arcipelago della Maddalena, è una vela particolare: unisce e segna tutti coloro che ci passano.

Tutto parte nel 1967 quando, per iniziativa della Lega Navale Italiana Sezione di Milano e del Touring Club Italiano, con il patrocinio della Marina Militare che concede in uso l’insediamento della base militare di Caprera nell’Arcipelago di La Maddalena.

Da lì nasce il Centro Velico Caprera. Allora erano necessari due giorni per arrivare in Sardegna da Milano e mezza giornata per raggiungere Caprera. Solo rocce, maestrale, mirto, cormorani, luci limpidissime…

Molte cose sono cambiate, sono arrivate acqua e luce corrente, le barche sono ovviamente diverse (e molta attenzione è stata dedicata anche agli skiff e alla vela “contemporanea”) e raggiungere il CVC è molto più semplice.

Rimangono però valori fondamentali come il contatto diretto con la natura, il rispetto assoluto della sua integrità e un modello di vita in sintonia con gli orari dettati dal sole, dalla luna e soprattutto dal vento. Si soffre e si impara al CVC, ma si torna sempre.

Il segreto di questo successo? Il Centro Velico Caprera è una grande nave. I suoi allievi e istruttori l’equipaggio. Bastano pochi minuti alla base per perdere ogni legame con il resto del mondo. Stai già navigando. È questo il piccolo miracolo.

Anche il neofito, chi di vela sa nulla e mai ha messo piede a bordo, è subito imbarcato. Basta, fatto. Inizia la vacanza, quella nel senso latino del termine: “vacuum”, vuoto. Tutto il resto non esiste.

Come hanno fatto? Prima di tutto per il posto. Porto Palma nasce benedetto dagli dei del mare e del vento e, soprattutto, è rimasto tale. Protetto e amato. Poi per i riti, come la lunga camminata a fine e inizio giornata dalla base alle barche, sulla assolatissima strada sterrata che costeggia il mare; ma anche la comandata, i gozzi per la sicurezza, la ritualità delle lezioni, dei nodi, delle virate, delle scuffie insegnate sempre con lo stesso spirito.

Per la capacità di creare e mantenere un metodo adeguandosi ai tempi, ma restando sempre uguali a se stessi. E sopravvivendo a tutte le avversità.

Il Centro Velico Caprera è l’unico insediamento umano dell’Isola e grazie al suo approccio ecosostenibile contribuisce a conservarlo nella sua originaria naturalità.

È anche promotore di iniziative di solidarietà e sostenibilità sociale come le regate per persone affette da Sla, organizzate da Antonello Tovo, istruttore del CVC e presidente dell’associazione Acque Libere, o quelle “di Vele in meglio” dedicate ai pazienti oncologici.

 

 

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