Carapace, yacht ma anche sottomarino Carapace, yacht ma anche sottomarino
Il progetto Carapace di Elena Nappi indaga il rapporto sommergibile-yacht di lusso e ne studia le interrelazioni. Obiettivo arrivare ad un prodotto unico, ibrido... Carapace, yacht ma anche sottomarino

Il progetto Carapace di Elena Nappi indaga il rapporto sommergibile-yacht di lusso e ne studia le interrelazioni. Obiettivo arrivare ad un prodotto unico, ibrido sia dal punto di vista strutturale che formale

di  Elena Nappi

Questo studio, frutto del mio lavoro di tesi di laurea in Architettura Navale vuole essere uno strumento di indagine nel campo della sperimentazione nautica. Carapace, prende il nome da una parte dell’esoscheletro presente in alcuni animali e nel progetto si traduce in una rete organica frangisole che ne plasma la sovrastruttura.

Rappresenta una nuova classe di mega yacht, è una nave che cambia col mutare delle richieste sempre più esigenti dei clienti e con il variare delle condizioni ambientali esterne: non più solamente bollicine e champagne a bordo dei propri mega yacht, ma la possibilità per gli armatori di offrire ai propri clienti, amici e familiari, emozioni nuove in tutta riservatezza ed una navigazione in immersione anche in condizioni meteo avverse. CARAPACE

Il progetto nasce come risposta a due fattori importanti che hanno mutato e continuano a mutare il panorama mondiale.  Il primo è rappresentato dai cambiamenti sociopolitici e dalla paranoia dello stato di insicurezza personale che si instaura soprattutto fra gli individuals celebrities.

Il secondo riguarda i cambiamenti nella nautica degli ultimi 10 anni e la ricerca di barche sempre più grandi da “esibire”. Il concept di Submarine/Yacht, vuole essere un ibrido in grado di sintetizzare in sé le qualità formali e prestazionali delle due tipologie di imbarcazioni dalle quali trae la sua origine: bellezza e comfort di un luxury yacht, riservatezza e privacy di un sommergibile.

Tale ricerca è già stata avviata nel mondo della sperimentazione in campo progettuale navale, ma in maniera molto approssimativa e senza una vera e propria fusione formale tra le due tipologie di imbarcazioni. Diverse aziende, come u-Boat Worx, Triton Submarines LLC, Seamagine Hydrospace Corporation e Ocean Technologies ora vendono sottomarini privati.

Le taglie vanno dalla più piccola di 8 metri e mezzo fino ad arrivare a 225 metri. Questi concepts includono davvero tutto, dalle stanze di rappresentanza agli spazi più ludici, come terme ed aree relax. L’oggetto della  ricerca è rivolto a imbarcazioni al di sotto degli 80 metri, sia per ragioni pratiche e costruttive, sia per ragioni logistiche.

CARAPACESintesi di un’analisi tra il contesto in cui si inserisce l’oggetto di ricerca e di un’analisi comparativa tra le due tipologie di nave, sottomarino e yacht, Carapace yacht/submarine si caratterizza per la commistione funzionale tra le due tipologie, visibile nella composizione dei piani generali, costituiti da 3 ponti e da un ponte di coperta, e per la forte attenzione agli ambienti di vita interni pensati anche per passeggeri con limitata capacità motoria.

Questo studio ha presentato non poche difficoltà perché attualmente non esistono sul mercato prodotti similari, anche a causa delle clausole di riservatezza a cui sono obbligate le aziende costruttive.

Carapace è dedicato a due tipi di mercato, quello pubblico e quello privato. La committenza pubblica può richiedere questo strumento per quei casi in cui ci si trovi a dover svolgere delle riunioni importanti, definire concordati o trattati in tutta segretezza.

Il privato può ordinare la commessa di questo sommergibile anche per le medesime ragioni, ma soprattutto per trascorrere del tempo con i suoi ospiti in tutto relax offrendo esperienze del tutto nuove e diverse da quelle che di solito si vivono sui normali yacht. Strutturalmente l’imbarcazione è costituita da una sovrastruttura leggera in alluminio che funge da brise-soleil e plasma il ponte di coperta con la sua configurazione organica, da una carena esterna e da uno scafo resistente interno che, oltre a sostenere la struttura della nave, sostiene le pressioni idrostatiche in immersione e che per tali ragioni assume una forma sferica. CARAPACE

Per ognuno degli interponti della nostra nave abbiamo, partendo dal basso, sul terzo ponte i serbatoi e tutti i locali di servizio, il motore elettrico e i motori termici principali, nonché le batterie utilizzate dal sottomarino durante l’immersione, e le casse di idrogeno assicurando uno spazio minimo per l’ispezione e la manutenzione.

Sul secondo ponte sono collocati i locali per l’equipaggio, la cucina e la sala riunioni. Sul ponte superiore c’è tutta l’area destinata agli ospiti, dall’area benessere, procedendo con le cabine Vip, fino alla zona giorno.

Negli spazi esterni c’è l’open bar, il solarium, l’eliporto e area living. La scelta dei materiali si è orientata non solamente verso materiali “nuovi” come le differenti resine che decorano le paratie dei vari ambienti, ma anche verso materiali “più rassicuranti” come il legno in tutte le diverse essenze.

CARAPACE 

  • Lunghezza fuori tutto 78m
  • Larghezza 14.1m
  • ∆ in immersione 2643 t
  • ∆ in emersione 2308,3 t
  • Pescaggio 6.5m
  • Velocità massima in immersione 13 nodi//kn
  • Velocità massima in emersione 16 nodi//kn
  • Motori Diesel elettrico + sistema a celle combustibili
  • Giorni di immersione 10
  • Profondità massima raggiungibile 300m
  • Passeggeri 11 (10+1 disabile)

Tesi di Laurea in Architettura Navale
Università degli studi di Roma “Sapienza”- Facoltà di Architettura
Candidata: Elena Nappi
Relatori: Prof.ssa Arch. Rosalba Belibani (Sapienza Università di Roma)
Prof. Arch. Giovanni Zuccon (Sapienza Università di Roma)
Prof. Ing. Sebastiano Caldarella (Università degli Studi di Napoli Federico II- Dipartimento di Ingegneria Navale).

(Carapace, yacht ma anche sottomarino – Maggio 2018)

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