Benetti Delfino 95, quando il comfort inizia sotto la linea di galleggiamento… Benetti Delfino 95, quando il comfort inizia sotto la linea di galleggiamento…
Il Benetti Delfino 95  viaggia su una carena progettata per dare il meglio di sé tra 10 e 11.5 nodi di velocità. Ottimo assetto, bassi... Benetti Delfino 95, quando il comfort inizia sotto la linea di galleggiamento…

Il Benetti Delfino 95  viaggia su una carena progettata per dare il meglio di sé tra 10 e 11.5 nodi di velocità. Ottimo assetto, bassi consumi e grande autonomia. Linee di Giorgio Maria Cassetta, architettura navale di Pierluigi Ausonio 

di Niccolò Volpati – foto Thierry Ameller @Malcorps

Quando salgo a bordo di un trenta metri lo faccio sempre in punta di piedi. Non parlo della passerella, ma della plancia di comando. Con discrezione mi affaccio e prendo posto sperando di non essere notato. Il comandante, nonostante il passo felpato, avverte la mia presenza e mi lancia uno sguardo furtivo con la coda dell’occhio.

BENETTI DELFINO 95’

È al timone e parla utilizzando un Vhf portatile. Penso che stia comunicando con il resto dell’equipaggio, ma qualcosa non torna. Allora prendo coraggio e timidamente inizio a rivolgergli qualche domanda. Si chiama Francesco Fornaro, mi spiega che non è il comandante. È a capo di un team di cinque persone del cantiere Benetti. Hanno il compito di supervisionare e istruire il comandante.

Di solito rimangono imbarcati perfino due mesi prima di cedere il timone al comandante scelto dall’armatore. Ecco perché comunicava tutta una serie di dati via Vhf agli altri membri del team. Ogni uscita in mare è un’occasione per testare e collaudare motori, impianti, elettronica. E non solo. Si scambiano opinioni anche sul comportamento della carena, su come affronta le onde o come si comportano gli stabilizzatori.

Inizio a riempire il blocco degli appunti. Approfitto della presenza di Francesco e inizio a chiedere tutto quello che mi passa per la testa indicando numeri e valori riportati sui tanti strumenti che si trovano in plancia. Mi spiega che i due Man potrebbero sviluppare 1180 cv ciascuno, ma il cantiere ha deciso di limitarli a poco meno di 1000.

BENETTI DELFINO 95’

Come mai, gli chiedo? “Perché sono più che sufficienti”, mi risponde. La carena è stata progettata per dare il meglio di sé tra 10 e 11,5 nodi. E, in effetti, tra i tanti display, mi indica i valori del consumo. Stiamo navigando a poco più di dieci nodi e mezzo, siamo a 1430 giri/minuto, il motore di dritta consuma 35 litri/ora e quello di sinistra 43. In tutto, solo 78 litri. È davvero sorprendente soprattutto se si considera che siamo su una scafo di quasi 30 metri di lunghezza che pesa a secco 135.000 kg.

L’osservazione dei dati prosegue. Fornaro mi fa notare che al massimo dei giri, Benetti Delfino 95 arriva a 14,5 nodi di velocità, ma il consumo per entrambi i motori è salito a 418 litri/ora. Una bella differenza. In pratica per guadagnare gli ultimi tre nodi di velocità si consumano 300 litri in più. Il mio DNA genovese mi farebbe rimanere incollato a 10/11 nodi di velocità di crociera.

È ancora il coordinatore del test team Benetti a venirmi in soccorso. Più che il risparmio economico, quello che interessa all’armatore è l’autonomia. Facciamo due conti e, visto che i serbatoi del carburante contengono 20.000 litri, a 11 nodi di velocità si riesce ad avere un’autonomia di almeno 2200 miglia. Manca poco e si attraversa l’Atlantico.

BENETTI DELFINO 95’

Ma non sono solo i numeri a impressionare. C’è un po’ di onda e nonostante ciò, la navigazione è incredibilmente confortevole. Procediamo sempre a 11 nodi e la pinne CMC fanno il loro lavoro. Il rollio è inesistente, c’è solo un leggero beccheggio, inevitabile, visto il moto ondoso. A 14 nodi, invece, la sensazione è di minore comfort. L’assetto a 11 è perfetto.

Ora capisco cosa vuol dire aver progettato una carena per dare il meglio di sé a questa velocità di crociera. E capisco anche perché i due Man da 1000 cv siano più che sufficienti. Il feeling in plancia è davvero positivo, non solo per l’assetto, i consumi e per il tipo di navigazione, ma anche perché non sembra di essere al timone di uno yacht di quasi 30 metri.

Benetti Delfino 95 è maneggevole, docile e non mi spaventa, nonostante non sia abituato a percorrere molte miglia su navi da diporto. La carena del 95’ è completamente nuova. Non si tratta di una semplice evoluzione del 93’ e, oltre alle ottime prestazioni in navigazione, offre anche grandi volumi, sia all’interno, sia in coperta.

BENETTI DELFINO 95’

La zona notte dispone di quattro cabine ospiti, di cui due matrimoniali, tutte con bagno privato. L’armatoriale è a prua, sfrutta per intero il baglio e, oltre a godere di una vista invidiabile, mi ha impressionato per la silenziosità.

A dieci nodi e mezzo di velocità i decibel sono solo 46. Meno di quelli che si producono sussurrando dall’altra parte della cabina. Le cose cambiano di poco aumentando la velocità. Alla massima i decibel sono solo 61 e sono pochi anche nelle cabine ospiti che si trovano più vicine alla sala macchine. E il silenzio assoluto contribuisce molto alla sensazione di comfort che si ha durante la navigazione.

BENETTI DELFINO 95
Progetto:
Giorgio Maria Cassetta (exterior design & concept), Pierluigi Ausonio (naval architecture),
Scafo: Lunghezza fuori tutto 28,95m • Larghezza 7,00m • Pescaggio 1,80m • Dislocamento a secco 135.000 kg • Serbatoi carburante 20.000 l • Serbatoi acqua 2.500 l
Motori: 2xMan V8/1000 • Potenza 735 kW (1000 cv) • Cilindrata 16,16 litr • 8 cilindri a V 90° •4 valvole per cilindro • Common Rail, iniezione diretta • Regime di rotazione massimo 2300 giri/minuto • Peso 1.780 kg
CERTIFICAZIONE: RiNa Register C, Hull X • Mach

Benetti Shipyard
Via Michele Coppino 104
I-55049 Viareggio
+39 0584 3821
www.benettiyachts.it

(Benetti Delfino 95, dieci e lode – Barchemagazine.com – Dicembre 2018)

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