Bénéteau Sense 51: comodi alla meta Bénéteau Sense 51: comodi alla meta
La crociera secondo Bénéteau. Sul 51 c’è tutto il comfort che si era già visto a bordo del 57. Merito del tocco magico dei... Bénéteau Sense 51: comodi alla meta

La crociera secondo Bénéteau. Sul Sense 51 c’è tutto il comfort che si era già visto a bordo del Sense 57. Merito del tocco magico dei progettisti che sembrano moltiplicare i volumi a disposizione

di Niccolò Volpati

La prima volta che sono stato in vacanza ai Caraibi in barca a vela, avevo noleggiato un monoscafo di dodici metri di lunghezza. Sulla poppa il nome non passava inosservato: Ananas. E, in effetti, la forma della tuga di quella barca ricordava proprio quella del frutto. Sense 51

Ananas non era bellissima, ma certamente molto comoda. Il perché è presto detto. Tutto il pozzetto era in ombra perché c’era una sorta di sovrastruttura rigida con top scorrevole che si usava alla fonda come in navigazione. L’ideale per il sole dei Caraibi. Se volevi l’ombra per non rischiare ustioni di terzo grado chiudevi il top, se invece volevi il sole non dovevi far altro che farlo scorrere.

I nuovi Sense di Bénéteau mi hanno ricordato un po’ Ananas. Il pozzetto, infatti, ha una struttura simile, fatta da vetroresina, acciaio inox e soft top scorrevole. I “velisti-leninisti”, quelli che passano il tempo nei bar degli yacht club a discutere quale sia l’unico modo di andare a vela, non lo apprezzeranno di certo. Bénéteau ha pensato anche a loro: se proprio non lo volete, se ne può fare a meno e rimane solo il rollbar che ospita la scotta di randa.

Il mio consiglio è comunque quello di provarlo prima di decidere. Una volta a bordo, l’estetica non ha più importanza e rimangono solo i benefici di questa struttura. Sarà che per me si tratta della seconda volta, dato che lo avevo già incontrato sul Sense 57, ma non mi sembra poi così male.

Sense 51Anche quando alzo gli occhi al cielo per controllare la regolazione delle vele, il bimini non mi sembra così ingombrante. Basta spostare di poco la testa per vedere la randa e controllare se il genoa rifiuta. Oggi non ci aspetta un gran vento. Mollati gli ormeggi da Port Ginesta a Ovest di Barcellona, l’anemometro misura 5 o 6 nodi d’aria. In realtà si tratta di una prova impegnativa per una barca da crociera.

Srotoliamo il genoa e la randa del nostro Sense 51, ma il Gps indica poco più di tre nodi con un angolo di 45°. La barca non stringe moltissimo, non solo perché l’aria è poca.

Il limite è dato dalla randa avvolgibile. Sappiamo che gli armatori delle barche da crociera la preferiscono di gran lunga rispetto a una full batten. Il problema è che si perdono 10 mq di tela: 53 al posto dei 63 mq previsti con una randa tradizionale. Sense 51

Tanta roba, che non poteva non incidere sulle prestazioni. Srotoliamo allora il Code 0, anche perché il doppio musone di prua ha lo spazio necessario per ospitare l’ancora e il frullone per questa vela. Facile e veloce, così come si pretende da una barca da crociera. Con il Code 0 le prestazioni migliorano. Anche se il vento rimane poco, la vela si genera l’apparente e procede di bolina più spedita.

Allontanandoci dalla costa, il vento è più clemente e supera i sei nodi d’intensità. Le performance sottovela sono buone, perché arriviamo addirittura a sei nodi esatti di velocità con un angolo di 50°.

Chissà cosa avrebbe fatto con una randa piena al posto dell’avvolgibile. Il timone non è perfetto. L’aria è poca, ma la sensazione è che sia un po’ duro. Probabilmente quando si dovrà affrontare una bolina stretta con vento teso, la fatica si farà sentire.

Sense 51Per quanto riguarda la coperta, anche questo modello è fedele alla filosofia Sense che già conosciamo. Il quadrato del pozzetto misura 305 x 230 cm e 305 è la misura della larghezza non della lunghezza! La panca collocata a dritta è addirittura a L e i tavoli sono due. Quello a dritta è telescopico così, abbassandosi, si trasforma in un ampio prendisole. Aprendoli entrambi si ottiene una superficie enorme per il tavolo con molte sedute attorno.

I due tavoli in pozzetto svolgono una seconda funzione. Quando la barca è sbandata perché sta navigando di bolina, servono come tientibene proprio perché il pozzetto è così largo che è necessario avere degli appigli in navigazione.

Sempre per dare un’idea di come è stato sfruttato al meglio lo spazio a disposizione basta citare la larghezza dei passavanti laterali: ben 62 cm grazie alle sartie alte e basse sulle fiancate che lasciano il passavanti completamente sgombro. Una misura decisamente non consueta per uno scafo di 15 metri. Gli interni sono realizzati da Nauta e il layout è simile a quello della sorella maggiore. In questo caso è ancor più sorprendete perché lo scafo è più piccolo.

Appena si entra si trova la dinette con un quadrato che misura 320 x 360 cm. Sia per la vicinanza al pozzetto, sia per la presenza massiccia di finestrature e oblò si fa davvero fatica a pensare a due ambienti separati. Il fatto che pozzetto e dinette si trovino praticamente sullo stesso livello accentua la sensazione di continuità tra un ambiente e l’altro. E tutto questo senza rinunciare alle cabine.

La versione del  Sense 51 da noi provata era quella a tre con due bagni. L’armatoriale è all’estrema prua, mentre a centro barca ce ne sono due per gli ospiti: una matrimoniale e una con letti sovrapposti. Volendo, si può scegliere il layout con una cabina in meno. Al posto di quella con i letti sovrapposti si può optare per una grande scrivania utile come carteggio gigante o come zona per lavorare.

I posti letto complessivi arrivano a nove perché in dinette il tavolo è telescopico e si trasforma in un’ulteriore cuccetta matrimoniale. Infine, chi lo desidera, può ricavare dal gavone di sinistra una cuccetta per la cabina marinaio. Un allestimento di questo tipo, ovvero senza cabine ospiti a poppa, permette di sfruttare lo spazio sotto le panche per ricavare due gavoni giganteschi.

Layout di interni e coperta all’insegna del comfort, performance sottovela e la facilità di conduzione anche con equipaggio ridotto, fanno di questo 16 metriuna barca perfetta per la crociera.

E dopo qualche ora che sono a bordo del Sense 51 non mi salta nemmeno per l’anticamera del cervello l’idea di poter fare a meno del soft top. Riesce a fare ombra su tutto il pozzetto e se non altro consente di risparmiare sulla crema solare.

Sense 51
Progetto Berret Racopeau Yacht Design per scafo e coperta. Nauta Design per gli interni
Scafo Lunghezza fuori tutto 15.95 m • lunghezza scafo 14.98 m • baglio massimo 4.86 m • pescaggio lungo 2.20 m • pescaggio corto 1.85 m • dislocamento a vuoto 15.515 kg • serbatoio carburante 415 litri • serbatoio acqua 570 litri • randa 63 m2 • genoa (105%) 60 m2 • spi asimmetrico 185 m2 • Code 0 105 m2 – fiocco auto virante 46 mtrinchettina 24 m2 • randa avvolgibile 53 m2
Motore Yanmar 4JH80 Common Rail con saildrive • potenza 58.8 kW • ciclo operativo 4 tempi • 4 cilindri in linea • cilindrata 1.995 litri • raffreddato ad acqua • peso 224 kg • elica 3 pale Flexofold
Certificazione CE cat A 10 persone/cat. B 11 persone/cat. C 16 persone
Prezzo 297.000 €. Iva esclusa

BÉNÉTEAU
Saint Hilaire de Riez
Francia
Tel +33 251605000
www.beneteau.com

(Sense 51 – settembre 2017)

  • Sense51_3391
  • Sense51_4986
  • Sense51_5062
  • Sense51_2552