Barcolana: i perché di un successo. E perché bisogna imparare dal suo esempio Barcolana: i perché di un successo. E perché bisogna imparare dal suo esempio
A freddo, qualche giorno dopo. Dopo esserci riempiti gli occhi dello spettacolo delle oltre 2.000 barche (per l’esattezza 2.101) e dei 25 mila uomini... Barcolana: i perché di un successo. E perché bisogna imparare dal suo esempio

A freddo, qualche giorno dopo. Dopo esserci riempiti gli occhi dello spettacolo delle oltre 2.000 barche (per l’esattezza 2.101) e dei 25 mila uomini e donne in mare, dopo esserci divertiti in una settimana di eventi cosa, abbiamo imparato dalla Barcolana? Perché funziona, e funziona così bene?

In estrema sintesi? Perché non vende, aggrega. Unisce, fa cultura.Barcolana 49 barchemagazine
Da un lato ci sono i numeri, la forza di essere primi nel mondo: il precedente record apparteneva alla regata danese Round Zealand, del 1984. Il numero più alto di partecipanti alla gara triestina risaleva invece al 2001, con 1.968 imbarcazioni al via (vittoria di Cometa con Flavio Favini al timone). E anche i 347 eventi a terra e in mare, nel corso di otto giorni di manifestazione.

E poi c’è tutto quello che non è quantificabile, ed è più difficile da raccontare. La Barcolana non è una grande fiera, è una grande regata che aggrega intorno a se un universo. Ci sono i banchetti, le bancarelle, ma questa è solo la superficie, la prima cosa che non si può non vedere arrivando a Trieste in quei giorni. Ma c’è poi anche la semplice voglia di esserci, di far parte alla festa.

La città si trasforma, di notte è incredibilmente viva. Esempi?  Ci sono esibizioni “sponatanee” di giovani che si improvvisano DJ  e mettono musica dalle finestre delle case del centro e la gente balla musica elettronica; ma balla anche per chi, sempre improvvisando, suona per strada, piccoli gruppi molto più pop.
Lo Spritz scorre a fiumi, chi ancora non li conosce, scopre i bolliti triestini.
Insomma, intorno alla nautica, alla vela, alle barche si può creare vita, entusiasmo, coinvolgere le città.

E quei 347 eventi nel corso della settimana (avete letto bene, 347), spaziano dalle tradizionali mostre di arte, alle regate per Optimist come degli M32 o anche sui SUP, Moth o canoe, e poi installazioni d’avanguardia, inaugurazioni, spettacoli itineranti, esperienze scientifiche, gite guidate alla scoperta di Trieste, anteprime cinematografiche, degustazioni culinarie e incontri con grandi chef… Insomma, di tutto, dalla cultura più alta, al più puro pop, che questa volta è esploso nel concerto in Piazza dell’Unità del vincitore di Sanremo, Francesco Gabbani.

È una grande emozione – ha dichiarato Mitja Gialuz, il presidente della Società Velica di Barcola e Grignano che organizza l’evento – aver scritto assieme a tutti i velisti, ai circoli velici del territorio e a tutta la città di Trieste una bella pagina della vela mondiale: siamo la regata più affollata del mondo, l’abbiamo organizzata, l’abbiamo vinta, abbiamo ospitato a Trieste migliaia di persone, assieme abbiamo raggiunto il grande obiettivo di aver mostrato il valore di questo sport, la passione e l’amore per il mare”.

Non possiamo che essere d’accordo.