Barche a motore plananti e rotta meteorologica Barche a motore plananti e rotta meteorologica
Navigare su un’imbarcazione veloce significa poter compiere la propria rotta in tempi brevi, riuscendo a cogliere degli intervalli di meteo favorevoli, ma ci si... Barche a motore plananti e rotta meteorologica

Un tramonto velato e la diminuzione della visibilità possono essere il preludio di un cambiamento del tempo. Per questo è necessario osservare continuamente le variazioni meteorologiche anche tramite l’aiuto degli strumenti.

Navigare su un’imbarcazione veloce significa poter compiere la propria rotta in tempi brevi, riuscendo a cogliere degli intervalli di meteo favorevoli, ma ci si può trovare comunque di fronte a problemi. Alcuni punti importanti per capire quando la velocità, dal punto di vista della scelta della navigazione meteorologica, è un fattore positivo e quando critico di Gianfranco Meggiorin*

Le barche plananti, a seconda delle loro caratteristiche (dimensione, scafo, propulsione) e con condizioni meteomarine favorevoli, possono mantenere medie piuttosto elevate, intorno ai 20 nodi. Ciò significa, per esempio, prevedere di compiere la traversata da Genova a Calvi, in Corsica, in poco meno di sei ore. Possono quindi spostarsi, in tempi rapidi, da una zona meteorologica all’altra. Vista la particolarità del tempo nel Mediterraneo, fortemente condizionato dall’orografia, durante la navigazione il diportista potrebbe incontrare sulla propria rotta, anche nell’arco di poche ore, condizioni meteomarine molto diverse. Ad esempio si possono mollare gli ormeggi in una zona di venti deboli e mare calmo e ritrovarsi, inaspettatamente, in un’altra battuta da venti tesi e mare mosso. Rifacendoci alla rotta dell’esempio, nella stessa giornata succede spesso di osservare sul golfo di Genova condizioni meteomarine molto diverse da quelle presenti della zona di Capo Corso.

Capire quando è bene cambiare rotta
Vi è talvolta una scarsa predisposizione del diportista a considerare che anche una barca planante può essere sorpresa da un cambiamento repentino delle condizioni meteomarine oppure che queste possono essere molto diverse in due aree marittime attraversate dalla stessa rotta. Ancor più rara, nella pianificazione della navigazione a bordo di un motoryacht, è la valutazione di una rotta alternativa che permetta di raggiungere un ridosso quando, sulla rotta tracciata inizialmente, le condizioni del vento e del mare si fanno impegnative. In pratica si è troppo spesso portati a credere che la situazione meteomarina resterà pressoché identica lungo l’intera rotta, a causa di una scarsa conoscenza della meteorologia del Mediterraneo, dalla sottostima di alcune importanti problematiche della navigazione e di inesperienza.

Con il mare in prua
Premesso che ogni imbarcazione ha delle caratteristiche che la rendono più o meno marina, in genere si osserva che una barca planante è veloce e plana bene con mare “buono” quasi calmo o poco mosso, ma se invece è mosso e l’onda è “contro” le cose si complicano. Se il vento e il mare si alzano di prua e sono contrari alla rotta, già a partire da mare agitato (forza 3 secondo la scala Douglas, con onda compresa tra 0,5 e 1,25 metri) lo yacht sarà costretto a ridurre la sua andatura per non “picchiare” troppo sulle onde e non sollecitare eccessivamente le strutture.

La navigazione inizia a farsi impegnativa
Vanno considerati poi il disagio a bordo per tutto l’equipaggio, la fatica del timoniere che deve agire su timone e motori per “passare” in modo morbido le creste, gli spruzzi e le onde che riducono la visibilità. Con mare mosso di prua, inoltre, i consumi di carburante e il tempo stimato della navigazione aumentano notevolmente. Abbiamo quindi visto che, in una situazione come quella qui descritta, lo “scenario” della navigazione si può trasformare rapidamente. Naturalmente l’ipotesi vale anche in positivo, quando le condizioni di navigazione migliorano.
Non va però dimenticato che per generare mare mosso, come nell’esempio, è sufficiente un vento moderato di una quindicina di nodi (forza 4 della scala Beaufort), a conti fatti poco più di una brezza tesa. Se poi i venti fossero più forti e il mare più formato? Il vento apparente, se contrario alla rotta, è dato dalla sommatoria del vento reale con il vento di velocità del mezzo, ragion per cui a bordo, se si viaggia a 14 nodi e il vento reale è di 15 nodi, in coperta il vento sferzerà a circa 30 nodi… Certo, se si naviga in prossimità della costa e con dei ridossi vicini si può sempre trovare un buon porto o una rada protetta, ma se ci si trova in mare aperto bisognerà comunque decidere come gestire le miglia che ci restano.
*www.navimeteo.it

La presenza di onde formate è particolarmente problematica per le imbarcazioni plananti che, a causa della loro conformazione, risultano maggiormente instabili rispetto a quelle dislocanti.

Alcuni punti importanti
1. È determinante poter essere aggiornati sulle condizioni meteomarine in atto e previste sulla rotta tracciata, potendo contare su dati osservati e bollettini relativi anche alla zona di destinazione.
2. Equipaggio e timoniere non devono dare per scontato che il mare si mantenga uguale per l’intera navigazione.
3. Specie nelle traversate va considerata “critica” una previsione di venti contrari, anche se di moderata intensità. Si deve sempre avere l’accortezza di ridurre la velocità e, quando necessario, di decidere un cambiamento di rotta che permetta di raggiungere un ridosso con un’andatura più favorevole o addirittura portante.
4. Vanno studiate, in determinate condizioni meteo, le difficoltà di entrata in un porto e vanno verificati sul portolano i relativi venti di traversia (che rendono difficoltosa la sosta in quell’approdo).
5. È necessario stimare le ore di navigazione e i consumi di carburante anche in funzione di condizioni più impegnative del previsto.
In conclusione, il principio che la velocità sia un fattore di sicurezza della navigazione a motore resta valido purché si consideri che la velocità stessa impone a bordo di un motoryacht una più accurata valutazione delle condizioni meteo. Ecco perché sono perplesso quando, ad esempio, sento qualcuno affermare con troppa sicurezza: «Con la mia barca navigo solo quando il mare è buono e, a 25 nodi di media, impiego appena quattro ore… per traversare!».

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(Aprile 2012)