Azimut Yachts 66 fly – la prova. Il potere del carbonio Azimut Yachts 66 fly – la prova. Il potere del carbonio
Qualsiasi cantiere, e Azimut non fa eccezione, partecipa alla battaglia dei centimetri che, nel caso delle barche più grandi, diventa dei metri quadrati. Azimut Yachts 66 fly – la prova. Il potere del carbonio

DI NECESSITÀ, VIRTÙ
di Niccolò Volpati

Qualsiasi cantiere, e Azimut non fa eccezione, partecipa alla battaglia dei centimetri che, nel caso delle barche più grandi, diventa dei metri quadrati. I fly sono una specialità della casa, il cantiere di Avigliana, infatti, ne ha realizzati davvero molti. Ed è qui che Stefano Righini ha posto particolare attenzione. Sul nuovo Azimut 66, il flybridge misura 28 mq.

Tanto spazio consente un ricco allestimento con la seconda postazione di comando, due divanetti a U, un tavolo da pranzo e un mobile bar. Il fly si estende soprattutto verso poppa e copre quasi per intero il pozzetto sottostante. Questa zona è sgombra perché può essere arredata a piacimento dall’armatore, per esempio con delle chaise long. Come è stato possibile ottenere tanto spazio? Non solo grazie a progetti e disegni, ma anche attraverso un uso sapiente dei materiali. Alla tradizionale vetroresina, Azimut ha accostato il carbonio e, per evitare di usarne molto e quindi di far lievitare il prezzo dell’imbarcazione, lo ha impiegato dove serve e cioè per il fly.

Azimut 66_Salon Full Light Setting Ambience Electrical Frosting Divider ON

L’uso del carbonio per il fly consente, inoltre, di mantenere lo stesso baricentro e quindi di non alterare le linee d’acqua della carena. Lo scafo, non viene appesantito. Non ci rimane che testare le doti della carena in navigazione. La giornata che ci aspetta a Cannes non riserva condizioni particolarmente impegnative: il mare è piatto e il vento è praticamente assente. La prima cosa che facciamo è rilevare le prestazioni. I motori sono due Cat da 1150 cv ciascuno. L’accelerazione è notevole perché le oltre 4 tonnellate dell’Azimut 66 escono dall’acqua in soli 7 secondi e in 20 arrivano alla massima. Sembrano performance da barca “corsaiola” più che da tranquillo flybridge per la crociera in famiglia. Buoni anche i dati che riguardano velocità e consumi. Alla massima abbiamo superato i 32 nodi con 450 litri, ma se ci si accontenta di una velocità più moderata si può tranquillamente navigare a 28 nodi risparmiando più di 100 litri/ora.

Quello che mi sorprende di più è la maneggevolezza, anche a velocità sostenute. La barca è agile. Vira bene e lo fa in pochi metri e scarta altrettanto bene. Anche quando si prova a continuare a invertire la rotta a dritta o a sinistra, Azimut 66 risponde prontamente, ma non è mai “nervoso”. Al timone provo a fare quello che non si dovrebbe fare. Giro il volante come se fossi su un muletto in un magazzino. In barca è difficile che ci sia questa necessità di continuare a invertire la rotta. Forse, solo se ci si ritrovasse per errore in un campo di coltivazioni di cozze, si dovrebbe continuare a virare così repentinamente! Niente da fare, la carena non va mai in crisi.

Azimut 66_Master Suite (1)

La risposta è equilibrata: si cambia rotta senza mai perdere il controllo. Confesso che lo stupore è dato anche dal tipo di trasmissioni. Si tratta infatti di linea d’assi. Mollando gli ormeggi in banchina, quando mi hanno spiegato che il cantiere ha deciso di destinare gli IPS di Volvo solo alla linea S, mi aspettavo, una barca non esattamente reattiva. Azimut 66, invece, si timona facilmente. Merito anche del sistema di sterzo elettronico che consente di regolare a piacere la sensibilità del timone. In pratica, l’armatore può scegliere quanti giri di volante siano necessari per compiere la virata. Il comfort al timone lo si ottiene anche dalla visibilità, buona sia sul fly, sia nella postazione interna. Alla massima velocità, sul fly, si nota però un difetto. La struttura che supporta il bimini vibra parecchio.

Azimut 66_Dining Area

Del resto, siamo quasi a sei metri di altezza sopra il livello dell’acqua. Le vibrazioni non riguardano né il ponte del fly, né, tantomeno, altre parti della barca come la dinette o l’area notte. Segno che il cantiere è riuscito a contenerle bene. Tranne, appunto, che per la struttura che ospita il bimini del fly. L’altro aspetto che non ci convince del tutto è la larghezza dei passavanti laterali. Per accedere a prua ci sono solo 32 centimetri a disposizione. Forse aiuterebbe l’aggiunta di un tientibene in inox sopra la finestratura perché l’unico appiglio è la battagliola. Per contro, i centimetri risicati per i passavanti, sono sinonimo, oltre che dei 28 mq di fly, anche di volumi ampi all’interno.

D’accordo, lo scafo non è piccolo, ma le quattro cabine, una armatoriale a centro scafo, una Vip e due con letti paralleli e sovrapposti, rappresentano una soluzione notevole. Anche perché i volumi e l’abitabilità all’interno ragguardevole. Ancor più effetto fa il salone, che può ospitare aree living, pranzo e postazione di guida. Questa è spostata più a prua possibile per dedicare tutta la zona poppiera della dinette all’area living. Il confort in navigazione è la filosofia di Azimut 66.

PRESTAZIONI//TEST RESULTS

AZIMUT 66

 

AZIMUT YACHTS

Via M. L. King 9/11, I-10051 Avigliana (TO), tel. +39 011 93161,

www.azimutyachts.com

Progetto Exterior designer & concept Stefano Righini, interior designer Carlo Galeazzi

Scafo Lunghezza ft 20,80 m • lunghezza scafo 20,33 m • lunghezza al galleggiamento 16,47 m • larghezza massima 5,23 m • immersione a pieno carico 1,60 m • dislocamento 41.600 kg • serbatoi carburante 3.900 litri • serbatoi acqua 1.000 litri • serbatoi acque nere 350 litri • serbatoi acque grigie 200 litri

Motori 2x Caterpillar C18 Acert • potenza 1.150 cv (847 kW) • 6 cilindri in linea • alesaggio per corsa 145×183 mm • cilindrata 18,1 litri • regime di rotazione massima 2.300 giri/minuto • peso a secco 1.814 kg

Certificazione CE cat. A per 14 persone

Prezzo 1.750.000 € (Aprile 2017)

MISURE
Altezza in dinette 202 cm • divanetto a L in dinette 190×130 cm • divanetto lineare in dinette 180 cm • tavolo da pranzo 171×70 cm • divanetto a U zona pranzo 130x100x260 cm • cucina a U 166x136x130 cm • larghezza accesso area notte 58 cm • altezza cabina armatore 190 cm • cuccetta 190×150 cm • altezza sopra il letto 125 cm • altezza bagno armatore 191 cm • altezza cabina Vip a prua 190 cm • cuccetta 205×160 cm • altezza sopra il letto 108 cm • altezza bagno cabina Vip 193 cm • altezza cabina con letti paralleli 190 cm • cuccetta 190×70 cm (ciascuna) • altezza sopra il letto 148 cm • altezza bagno ospiti 193 cm • altezza cabina con letti sovrapposti 190 cm • cuccetta 185×65 cm (ciascuna) • divanetto vicino alla consolle di guida sul fly 96x150x170 cm • divanetto a U sul fly a poppa 120x260x140 cm • tavolo sul fly 170×90 cm • tavolo nel pozzetto 90×160 cm • divanetto a U in pozzetto 130x250x130 cm • larghezza passavanti laterale 32 cm • larghezza accesso al fly 57 cm • prendisole di prua 290×180 cm • divanetto a U a prua 110x285x110 cm

 

MAKING A VIRTUE OUT OF NECESSITY IS THE SLOGAN
Any shipyard, Azimut included, takes part in a centimetres war, which becomes a square metres war for bigger boats. Flybridges represent a house specialty and indeed the shipyard of Avigliana has built many of them. It is here that Stefano Righini focused his attention. On the new Azimut 66, the flybridge is of 28 square metres. Such a big space allows a rich staging with the second helm station, two U shaped sofas, a lunch table and a mobile bar.

The flybridge mainly extends towards the stern and covers almost entirely the cockpit below. This space is clear because it can be furnished at the shipowner’s wish, for instance with deckchairs. How has it been possible to obtain all this space? Not just through projects and sketches, but also through a clever use of materials. Traditional vinylester was juxtaposed with carbon. In order to avoid using too much of it, and the consequent raise in the boat price, carbon has been used by Azimut just where it is needed, that is for the flybridge. Moreover, using carbon for flybridges allows to keep the same centre of gravity, hence the fact that hull water lines are not altered. The hull is not loaded.

All we can do then is to test the quality of the hull during navigation. The day waiting for us in Cannes does not present particularly demanding conditions: the sea is flat and the wind is almost absent. The first thing we do is to observe the performance. Both engines are Cat 1150. Acceleration is remarkable as, with over 4 tons, the boat planes in only 7 seconds and reaches maximum speed in 20 seconds. These are features alluding more to a racing boat than to a quiet flybridge for family cruises. Even the speed and consumption data are pretty good.

At most we exceeded 32 knots of speed burning 450 litres per hour. But going for a more moderate speed, we could easily sail at 28 knots saving over 100 litres per hour. What surprises me most is the manoeuvrability, even with high speed. The boat is light. It turns well and it does it in a space of just few metres. Even when you try to alter the course to starboard or towards the left, Azimut 66 promptly responds without ever being “tense”. At the helm I always do what should not be done. I steer as if I was on a forklift. The need of constantly altering the course is quite unusual on a boat.

Only if by mistake we find ourselves in a mussels’ cultivation, we would probably need to keep turning so suddenly. Anyway, the hull does not suffer. The response is always balanced: we alter the course without ever losing control. I admit my wonder is also due to the transmission. Indeed, we are talking about in-line transmission. Casting off from the dock, I was told that the shipyard chose to only provide Line S with Volvo IPS, hence I did not expect a highly responsive boat. On the contrary, Azimut 66 is easily manoeuvrable. Part of the merit is due to the electronic steering which allows to regulate the helm responsiveness.

This means in practice that the shipowner can choose how many turns are need to complete a change of directions. Comfort at the helm is also obtained through good visibility, both on the flybridge that in the inside station. However, at maximum speed, a flaw on the flybridge is noticeable. The structure supporting the bimini top vibrates quite a lot. We are after all at almost 6 metres of height on the sea level. Vibrations do not concern neither the flybridge nor other parts of the boats such as the dinette or the sleeping area. This is a sign that the shipyard managed to limit them quite well. The only exception, as mentioned, is for the structure supporting the bimini top. Another aspect that do not convince us fully is the width of the walkways at side.

There are only 32 centimetres to reach the head of the boat. Adding a handrail in inox might help as the only handhold is the guardrail. The few centimetres available for the walkway, in addition to the 28 square metres of the flybridge, have also been used from the inside. The hull is not small. However, the four cabins, one the shipowner’s at amidships, one Vip and two with parallel bunk beds, represent a remarkable solution. Even more considering that volumes and habitability are considerable. The lounge further enhance this notable effect in that it hosts living areas, living rooms and a helm station. This is positioned towards the bow so to allow the entire area of the dinette to the living area. Comfort in navigation is Azimut 66 philosophy.

MEASUREMENTS

Dinette headroom 202cm • L-shaped sofa in the dinette 190cm x 130cm • Linear sofa in the dinette 180cm • Dining table 171cm x 70cm • U-shaped sofa in the dining room 130x100x260cm • U-shaped galley 166x136x130cm • Sleeping area entrance 58cm • Owner cabin headroom 190cm • berth 190cm x 150cm • berth to ceiling 125cm • Owner bathroom headroom 191cm • VIP cabin headroom (forward) 190cm • berth 205cm x 160cm • berth to ceiling 108cm • VIP bathroom headroom 193cm • Twin beds cabin headroom 190cm • berth 190cm x 70cm (each) • berth to ceiling 148cm • Guest bathroom headroom 193cm • Bunk beds cabin headroom 190cm • berth 185cm x 65cm (each) • Sofa close to the steering station on the fly 96x150x170cm • Astern U-shaped sofa on the fly 120x260x140cm • Table on the fly 170cm x 90cm • Table in the cockpit 90cm x 160cm • U-shaped sofa in the cockpit 130x250x130cm • Walkway at side 32cm • Fly entrance 57cm • Forward sunbathing area 290cm x 180cm • U-shaped sofa forward 110x285x110cm

Project: Exterior design and concept by Stefano Righini • Interior design by Carlo Galeazzi

Hull: LOA 20.80m • Hull length 20,33m • Water line length 16,47m • Maximum beam 5,23m • draft 1,60m (full load) • Mass displacement 41.600 kg • Fuel tank volume 3900l • Water tank volume 1000l • Waste water tank volume 350l • Grey water tank volume 200l

Main propulsion system: 2 Caterpillar C18 Acert • Outlet mechanical power 847 kW (1150 hp) • Number of cylinders: 6 in line • Bore and Stroke 145mm and 183mm • Total swept volume 18,1l • Maximal rotational speed 2300/min • Weight 1814kg

Certification: EC category A – 14 people

Price: 1’750’000 € April 2017