Azimut Grande 30 Metri GT, essere speciali Azimut Grande 30 Metri GT, essere speciali
Silvia e Massimo hanno pensato e realizzato insieme al cantiere di Avigliana una nuova versione di Azimut Grande 30 Metri. Una barca destinata ad... Azimut Grande 30 Metri GT, essere speciali

Silvia e Massimo hanno pensato e realizzato insieme al cantiere di Avigliana una nuova versione di Azimut Grande 30 Metri. Una barca destinata ad essere la prima di una serie speciale…

di Luca Sordelli – foto Andrea Muscatello

 Si chiama Silvia ed è stata appena consegnata ai suoi armatori Silvia e Massimo. È un Azimut un po’ diverso però rispetto allo standard di questa gamma, ha infatti una storia molto particolare. È il frutto delle personalizzazioni volute dai suoi proprietari ed è destinata a diventare la prima di una serie speciale, denominata Azimut Grande 30 Metri Grand Tourer.Azimut Yachts Grande 30 Metri _9543 - Barchemagazine.com

«Prima avevamo una barca a vela,mi dice Massimoquando abbiamo preso la decisione di passare al motore ci siamo accorti di non avere per nulla le idee chiare su cosa scegliere. Poi Ugo Garassino (vice direttore di Azimut, ndr) ci ha consigliato questa barca che di lì a poco sarebbe stata leggermente aggiornata, per diventare il Grande 30. Io, come avvocato, collaboro col cantiere da molto tempo e ho una grande stima dell’opinione di Garassino, che è in Azimut da sempre.  Ho anche avuto modo, lavorando con loro, di capire che hanno la grande capacità di gestire bene e velocemente le problematiche. E le barche, come può affermare qualsiasi armatore, sono solitamente una grande fabbrica di problemi. Ecco anche perché abbiamo scelto un Azimut».

Mi raccontate qual è stata la “visione” che ha portato alla realizzazione di Silvia, così com’è ora?
«Ci è piaciuta come filosofia di base – ci racconta l’armatrice – ci hanno colpito, in particolare, la grande luminosità, le lunghe vetrate». «Quello che però abbiamo anche capito subito era che, per il nostro modo di navigare, avere quattro cabine per gli ospiti era ben poco utile– interviene Massimo – ecco allora l’dea di stravolgere il lay-out degli interni, arrivando a creare una cabina armatoriale strutturata su tre piani. Qualcosa di assolutamente unico su imbarcazioni di questa taglia».

Cosa intende quando parla del “nostro” modo di navigare?
Noi vogliamo passare lunghi periodi a bordo, il che non significa fare necessariamente lunghe navigazioni. Vogliamo viverci comodamente potendo coltivare i nostri hobby, per quattro mesi di fila. Una barca un po’ casa».

In questa zona a prua, su tre livelli, pensata intorno a voi, i cambiamenti iniziano subito “al piano più alto”, dalla plancia…
«Esatto, io vengo dal mondo dell’aeronautica– continua sempre Massimo – da lì ho portato alcune idee, a partire da un’impostazione un po’ meno tradizionale, più futuristica della postazione di comando. Ad esempio c’è una nuova poltrona disegnata da Besenzoni, non solo spettacolare, ma anche molto funzionale. Regolabile in tutte le direzioni, estremamente ergonomica e che rende possibile raggiungere in maniera molto comoda tutte le strumentazioni di bordo. Anche l’inclinazione della plancia è stata modificata. Tutte cose che rendono l’esperienza di condotta più avvincente».

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In effetti, a guardarla, questa zona dell’ Azimut Grande 30 Metri GT è spettacolare, quasi astronautica, più che aeronautica. Non solo trasformazione in termini di decor, il lay-out voluto da Silvia e Massimo prevede anche un’inedita distribuzione dei volumi: proprio a lato della plancia parte la scala che ha una nuova conformazione e, scendendo al lower deck, continuano le “sorprese”.

«Al ponte inferiore abbiamo previsto dei locali che ci permettano di rilassarci, di stare bene, di dedicarci alle nostre passioni». Scendiamo al ponte inferiore ed entriamo subito in un piccolo locale con luci basse e atmosfera molto accogliente. All’interno è posizionata una comoda chaise longue e da qui, con il tablet, si possono controllare tutte le funzioni di bordo compresa la rotta della barca.

«Questo è il luogo dove mi piace venire a riposarmi, sono appartato, ma allo stesso tempo posso tenere sotto controllo la barca e vedere cosa accade fuori». Ma è solo l’inizio di questo mini appartamento delle meraviglie a prua di Silvia. Poco più avanti c’è un secondo locale che ospita una vasca con idromassaggio. «Ma non è un vero e proprio bagno – mi spiegano – qui è dove ci si può immergere nell’acqua, ascoltare musica, leggere un libro. Una piccola oasi di pace».

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Poco più in là, lungo la murata opposta, la zona dove la regina è Silvia. Un altro angolo appartato, un grande beauty desk vista mare e poco più indietro una sconfinata cabina armadio, dedicata alla sua collezione di borse. L’allestimento di tutti gli interni è stato curato da lei: «È stato un lavoro molto interessante, portato avanti insieme agli architetti di Azimut. L’abbiamo molto “svuotata”, per avere più spazio per noi. Tra le versioni base ho optato per la più moderna, con tre tipi di grigi per i legni. All’ingresso ho scelto di mettere il parquet al posto della moquette, che invece è rimasta nelle camere da letto. Ci sono poi, in salone, le poltrone Frau il cui rosso viene richiamato in più inserti e poi in un grande pannello a muro. Abbiamo poi utilizzato pelle chiara e toni che richiamano il grigio, il beige, il color fango».

Un lavoro che ha richiesto molto tempo?
«In realtà non moltissimo, dal primo step è passato circa un anno. E devo dire che ho anche incontrato una bella collaborazione da parte del cantiere».

«Una cosa che mi piace sottolineare – ci dice Massimoè che, nonostante sul nostro Azimut Grande 30 Metri GT siano stati necessari interventi radicali, come ad esempio spostare gli oblò, gli architetti del cantiere si sono dimostrati entusiasti ed hanno espresso la voglia di fare qualcosa di nuovo».

Silvia, la barca, è appena arrivata e quindi pensare al futuro è forse ancora prematuro. Ma dovendo ipotizzare un ulteriore passo in avanti?
«Questa barca in realtà è solo il primo step di un percorso che ho in mente– ci racconta infine Massimo – Stiamo già lavorando sul futuro, il prossimo passaggio lo faremo tra tre anni.  Ci orienteremo su una barca che garantisca il piacere di stare sul mare, vicino al mare, anche in navigazione.  Quindi con una grande valorizzazione della zona di poppa. Basta stare al “terzo piano”. È invece bello stare, come con le barche a vela, a pochi centimetri dall’acqua e sarebbe bello farlo anche sugli yacht a motore, nel silenzio assoluto, con una propulsione ibrida, utilizzando pod elettrici alimentati da generatori che sono a centro barca, ben insonorizzati». 

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Vi piace viaggiare, vi piace stare molto tempo a bordo. Adesso, per chi ha una visione come questa dell’andar per mare, vanno molto di moda explorer e navette. Come mai non siete andati in quella direzione?
«Semplice – risponde tranquillo Massimo – perché sono brutte. In aeronautica si dice che ciò che è bello probabilmente volerà bene.  E forse vale anche in mare».

(Azimut Grande 30 Metri, essere  speciali – Barchemagazine.com – Novembre 2018)

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