Azimut 60 Flybridge: tanto lo spazio, leggera al timone Azimut 60 Flybridge: tanto lo spazio, leggera al timone
Il nuovo Azimut 60 Flybridge è facile da timonare e moderato nei consumi. Il lavoro dei progettisti fa venire voglia di rimanere a bordo... Azimut 60 Flybridge: tanto lo spazio, leggera al timone

Il nuovo Azimut 60 Flybridge è facile da timonare e moderato nei consumi. Il lavoro dei progettisti fa venire voglia di rimanere a bordo a lungo. Ideale per la crociera

di Niccolò Volpati

 Lo avevo già provato, ma non finisce mai di stupirmi. Non parlo della barca, quella è una novità, ma del sistema di virata. Lo steering, come dice chi se ne intende, è elettronico. Lo avevo già incontrato a bordo dell’Azimut 66. Che cosa ha di così particolare? L’angolo di virata si regola automaticamente in base alla velocità. Azimut 60 Flybridge 7

E così, mentre si naviga al minimo e si ruota il timone di 180°, lo scafo vira di 20°, mentre la stessa rotazione a velocità sostenuta, fa cambiare la rotta di soli 5 o 10°.

La sensazione è quella di avere il servosterzo in manovra e uno scafo stabile in crociera o alla massima velocità. E non si tratta solo di una sensazione, è davvero così, nonostante la trasmissione sia in linea d’assi.

Azimut 60 Flybridge è proprio facile da timonare, anche se non si è molto esperti. La regolazione della virata infatti può essere impostata secondo le proprie capacità, in modo dolce o più aggressivo. E l’elettronica, come è ovvio, assiste anche l’ormeggio, perché in plancia c’è un joystick per rendere semplici anche le manovre in porto.

I motori sono due Volvo D13-900, la massima potenza installabile. Volendo, ci sono anche due Man da 800, sempre con trasmissione in linea d’assi diretta. La spinta è soft, del resto siamo a bordo di una barca pensata per la crociera e il comfort. L’accelerazione è progressiva e mai brusca e alla massima velocità il Gps indica poco meno di 30 nodi.Azimut 60 Flybridge 1

Ce ne sono più di quindici di range di crociera perché per planare bastano tredici nodi e mezzo. Si può scegliere così in un ampio spettro di andature di crociera. Anche il range di consumi varia molto. In planata bastano 124 litri/ora in totale, mentre per la massima ne servono 333.

Comunque sono dati sorprendenti perché 1800 cv che bevono solo tra 150 e 300 litri per spostare 18 metri di barca e 36.000 kg, sono proprio un consumo contenuto. Merito anche questa volta dell’elettronica applicata all’erogazione. Il vantaggio non è solo nel risparmio, ma anche nell’autonomia.

I 2800 litri di serbatoio consentono, per esempio, di navigare tranquillamente dalle Baleari alla Sardegna, senza preoccuparsi di dover moderare la velocità per non rischiare di rimanere a secco prima di aver finito la traversata. Azimut 60 Flybridge  è all’insegna della navigazione senza problemi.

Azimut 60 Flybridge 5A questo scopo servono gli interceptor automatici. Chi sta al timone deve solo fare la fatica di abbassare la manetta perché la barca trova da sola l’assetto ideale rispetto al mare che deve affrontare. Onda nel golfo di Cannes non ce n’è, se non la solita di scia prodotta dalle altre imbarcazioni.

Provo ad attraversarle sia di prua, sia in diagonale o al traverso. Il comportamento della carena nel complesso è buono. Per evitare del tutto sobbalzi basta ridurre la velocità, ma anche a tutta manetta la V di prua fa egregiamente il suo lavoro. Ottima anche l’insonorizzazione dei locali. Sia in plancia, sia nella cabina armatoriale a centro barca, i decibel sono pochi.

Mentre si naviga a 25 nodi sono poco più di 70 e se si viaggia a qualche nodo in meno, il fonometro rimane sempre tra 60 e 70 dbA.  Il fly arriva fino all’estrema poppa ed è realizzato in carbonio proprio per non appesantire la struttura. Il colpo d’occhio degli interni, così come delle linee esterne, è sempre gradevole.

Quelle esterne sono merito di Stefano Righini che ha saputo innovare, mantenendo però sempre un tratto distinguibile. Nonostante il fly, Azimut 60 Flybridge non è una barca “pesante” e la prua trapezoidale è ormai un marchio di fabbrica. Particolari sono le finestrature della dinette. Sembrano studiate apposta in modo che la visuale verso l’esterno sia sempre pulita. 

L’occhio non incontra praticamente mai un ostacolo. Sembra di stare all’interno di un solarium o in un grattacielo tutto specchi, anche questo contribuisce a rendere piacevole trascorrere del tempo a bordo.

Il resto del merito va attribuito ad Achille Salvagni che ha curato l’interior design. La coppia funziona e la scelta di Azimut di diversificare i progettisti dà buoni frutti. Lo stile si percepisce, ma non è sempre uguale, anzi si diversifica a seconda di quale sia la gamma a cui la barca appartiene.

AZIMUT YACHTS
Via Martin Luther King 9/11
I-10051 Avigliana (TO)
+39 011 93161
www.azimutyachts.com

AZIMUT 60 Flybridge
PROGETTO:
Stefano Righini (Exterior styling & concept), Achille Salvagni (interior design), Azimut Yachts (architettura navale)
SCAFO: Lunghezza ft 18,25m • lunghezza scafo 17,80m • larghezza 5,05m • pescaggio a pieno carico 1,46m • dislocamento a pieno carico 36.000 kg • serbatoi carburante 2800 l • serbatoi acqua 750 l
MOTORE: 2xD13-900 Volvo Penta • 4 tempi diesel iniezione diretta • potenza 662 kW (900 cv) • 6 cilindri in linea • cilindrata 12,78 litri alesaggio per corsa  131 mm x 158 mm • rapporto di compressione 16,5:1 • regime di rotazione 2.300 giri/minuto • peso a secco 1.560 kg
Certificazione CE cat. B
Prezzo: A partire da € 1.400.000 con motorizzazione Man 800 mHP • A partire da € 1.420.000 con motorizzazione Volvo 900 mHP

AZIMUT YACHTS
Via Martin Luther King 9/11
I-10051 Avigliana (TO)
+39 011 93161
www.azimutyachts.com

(AZIMUT 60 Flybridge Maggio 2018)

 

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