Azimut 55 Fly, questione di feeling Azimut 55 Fly, questione di feeling
Poco rumore, buone prestazioni e facilità di conduzione per il nuovo Azimut 55 Fly disegnato da Stefano Righini. Il grande comfort è una sensazione che si... Azimut 55 Fly, questione di feeling

Poco rumore, buone prestazioni e facilità di conduzione per il nuovo Azimut 55 Fly disegnato da Stefano Righini. Il grande comfort è una sensazione che si percepisce sia all’interno sia all’esterno del 16 metri della casa di Avigliana

by Niccolò Volpati – photo by Matteo Borzone

 Cinquantacinque piedi è una taglia al confine. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile provare a governare una barca di più di sedici metri senza un marinaio. Oggi, invece, è possibile. Serve un armatore non alle prime armi e, soprattutto, serve uno scafo facile da manovrare. Qui si concentrano gli sforzi del cantiere per riuscire a consentire, a chi lo desidera, di condurre l’Azimut 55 Fly anche senza equipaggio.

Azimut 55 Fly

In sala macchine ci sono due Man da 800 cv ciascuno con trasmissione in linea d’assi. Siamo su un fly, una barca che rappresenta l’essenza della tradizione. Non c’è quasi nulla da inventare e la soluzione con trasmissione in linea d’assi rappresenta una certezza. La sensazione al timone è quella di avere una motorizzazione molto equilibrata. Niente strappi, né quando proviamo ad affondare improvvisamente la manetta, né quando si decelera. Tutto è stato studiato per il comfort e la semplicità di conduzione. Niente eccessi e, conseguentemente, niente errori.

Per navigare nel modo corretto c’è un “aiutino”. Si tratta degli interceptor di Zipwake. Quando sono a 1600 giri, poco oltre il limite minimo di planata, li inserisco in modo da farli lavorare automaticamente. Senza toccare la manetta, la velocità passa subito da 18 a 19 nodi. Gli interceptor sono decisamente più bravi di me nel regolare l’assetto. E il beneficio si nota dallo schermo del Gps che segna un nodo in più e una riduzione dei consumi. Anche se pensate di essere bravi, vi consiglio di farli lavorare in automatico, così potrete concentrarvi su altro perché l’assetto sarà sempre il migliore possibile.

Aumentando la velocità, crescono le prestazioni e i consumi. Alla massima abbiamo superato i 30 nodi e i 300 litri/ora totali. L’andatura ideale, secondo me, è intorno a 1750 giri/minuto. Si naviga a poco meno di 20 nodi e servono otto litri e mezzo per fare un miglio. Non male essendo a bordo di uno scafo di sedici metri e mezzo che pesa quasi trenta tonnellate.

Azimut 55 Fly

I vantaggi degli interceptor Zipwake si sentono anche in virata. A tutta barra, infatti, lo scafo s’inclina pochissimo. La barca è sempre piatta grazie a una delle due lame che contrasta lo sbandamento. Quando si vira a sinistra, lavora l’interceptor di dritta e viceversa. Sembra quasi di essere su un trawler o un catamarano. Il comfort è notevole, soprattutto per gli ospiti. L’unico problema è che si perde un po’ di velocità. In virata stretta, per esempio, siamo passati da 22 a 19 nodi di velocità. L’interceptor è una lama che affonda nell’acqua, ha il vantaggio di mantenere piatta la barca, ma è pur sempre un’appendice immersa che fa resistenza.

Ma come fa Zipwake a sapere che stiamo virando? Il sistema annovera tra i sensori anche una bussola gyro che rileva la virata e dice agli interceptor di adoperarsi per mantenere lo scafo più piatto possibile. Quando si naviga con la barra al centro, invece, non c’è riduzione di velocità. L’elettronica applicata al governo dell’imbarcazione consente anche di personalizzare la risposta del timone. Come per altri modelli di Azimut, il 55 Fly offre una sensibilità diversa alle correzioni di rotta.

Azimut 55 Fly

Al minimo, per esempio durante la manovra in porto, il timone è molto sensibile e la barca risulta decisamente maneggevole. Quando si naviga, invece, per virare sarà necessario ruotare il volante con più decisione. Tutto all’insegna del navigare facile. È un po’ come avere un’auto con il servosterzo. Oltre a un motore regolare e progressivo, un assetto automatico e una virata quasi piatta, il comfort in navigazione si percepisce anche dal poco rumore.

Sia in plancia, sia nella cabina armatoriale, che è più vicina alla sala macchine, i decibel sono contenuti. Per superare gli 80 dbA in cabina si deve andare alla massima velocità, mentre in plancia, anche a 30 nodi di velocità, i decibel superano di poco i 70 dbA. Ottima, quindi, l’insonorizzazione della sala macchine e anche questo è comfort in navigazione.

Gli interni di Azimut 55 Fly mi hanno piacevolmente colpito, si percepisce di essere su una barca diversa dal solito. Forse è merito dei tanti particolari come le lampade, la scelta dei colori, delle essenze e dei tessuti. Sono tanti, diversi, ma accostati in modo sapiente. Il 55 Fly ha degli interni eleganti e raffinati, ma decisamente unici. E l’unicità non è stata ottenuta grazie a qualche scelta azzardata, fatta solo per farsi notare. Che si tratta di una barca diversa delle altre te ne accorgi perché lo senti, non perché lo vedi.

AZIMUT 55 FLY
Progetto:
Hull design Pierluigi Ausonio • Naval Architecture, exterior designer & concept Stefano Righini • Interior design Achille Salvagni
Scafo: Lunghezza fuori tutto 16,90 m • lunghezza scafo 16,50 m • lunghezza al galleggiamento 14,10m •larghezza massima 4,90m •pescaggio 1,50m •dislocamento 29.000 kg •serbatoi carburante 2560 serbatoi acqua 590 l • serbatoio acque nere 175 •serbatoio acque grigie 175 l
Motori: 2xMan i6-800  •potenza 558 kW (800 cv) •6 cilindri in linea • alesaggio per corsa 126mm x166mm • cilindrata 12,42 l • regime di rotazione massimo 2350 giri/minuto • peso a secco 1215 kg
Certificazione: CE cat. B
Prezzo: 1.100.000 €, Iva esclusa

AZIMUT YACHTS
Via Martin Luther King 9/11
I-10051 Avigliana (TO)
T. +39 011 93161
www.azimutyachts.com

(Azimut 55 Fly, questione di feeling – Barchemagazine.com – Dicembre 2018)

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