Athos Baldacci: ho sconfitto il mal di mare Athos Baldacci: ho sconfitto il mal di mare
Sanlorenzo Adriatic Coast rappresenta il cantiere di Massimo Perotti in un’area di grandi passioni che Athos Baldacci e il suo team interpretano con grande... Athos Baldacci: ho sconfitto il mal di mare

Sanlorenzo Adriatic Coast rappresenta il cantiere di Massimo Perotti in un’area di grandi passioni che Athos Baldacci e il suo team interpretano con grande energia

di Francesco Michienzi, photo Andrea Muscatello, ©Guillaume Plisson

Athos Baldacci si occupa di barche da tutta la vita grazie a una passione che con il tempo si è trasformata nel suo lavoro. È una persona conscia del proprio valore e che dà valore agli altri. Sa esprimere ciò che pensa e che desidera in maniera forte e decisa.

Sanlorenzo SL78 yacht

Sanlorenzo SL78

Occuparsi di nautica da diporto non è un lavoro semplice, richiede una grande capacità di ascolto che si tramuta in una fonte di forza che ti permette di ricevere rispetto e poter offrire maggiore ispirazione alle persone con cui vieni in contatto.

La nuova sfida che ha intrapreso con Sanlorenzo Adriatic Coast gli sta dando ragione. Athos Baldacci ha avuto la capacità di riconoscere che siamo tutti dipendenti gli uni dagli altri e che ognuno ha un ruolo unico da svolgere, a volte inaspettato. Con questa filosofia ha costruito la sua squadra.

Franca Mulazzani racconta di lui: «Athos è un uomo schivo e riservato che non ama la ribalta, un romagnolo purosangue. La sua storia con il mare nasce da molto lontano. Sin da giovanissimo seguiva suo zio Virgilio, che possedeva allora un motorsailer Franchini con il quale amava andare a pescare. Athos però soffriva il mal di mare, ma è riuscito a combatterlo con la stessa tenacia e determinazione che ha sempre avuto nella vita e nella professione. Questa si può dire che è stata la sua prima grande sfida con il mare. Abbiamo iniziato a lavorare insieme negli anni 70 a Portoverde dove avevamo un meraviglioso store dedicato alla nautica. Anche se la sua passione principale era la subacquea non esitò ad impegnarsi con le barche».

Federico, Andrea, Athos e Roberta Baldacci, Alessandro Comavez

Le prime esperienze lo vedono collaborare con Callegari e Chigi, Mercury, Cantiere Zaniboni, Studio Mare, Mochi Craft, poi l’approdo in Ferretti come dealer per tutto l’Adriatico, collaborazione durata 24 anni. Continua Franca: «Athos non poteva esimersi da questa professione, perché quella malattia chiamata mare gli è stata trasmessa da mio padre Renato, direttore del porto. Il lavoro, al quale ha sempre dedicato grande impegno e professionalità, non gli ha impedito di coltivare la sua grande passione per la lirica. Athos è un tenore, ha studiato canto con i migliori maestri d’Italia perfezionandosi con Rina Del Monaco, moglie del grande Mario. Da buon romagnolo, non gli mancano le passioni per i motori: auto e moto sono il suo relax. È stato per tutti noi il coach, un leader dal quale apprendere i “segreti” del mestiere. La sua gavetta è stata la nostra esperienza e oggi siamo un team molto affiatato».

Abbiamo chiesto ad Athos quale è stata l’evoluzione degli armatori in tutti questi anni e come sono cambiati rispetto agli inizi della sua carriera: «La nautica ha avuto diverse crisi, ma sicuramente meno durature di questa. Quella del 2008, aggravata nel 2011 da scelte governative estremamente dannose, ha compromesso un comparto produttivo che con grande fatica cerca di riprendere quote di mercato e solo ora comincia a dare segni di ripresa. In quel periodo gli italiani hanno abbandonato le nostre coste per recarsi all’estero. Noi, con grandi sacrifici, siamo riusciti a tenere unita la squadra, infondendo in tutti tanta fiducia. Grazie alla nostra professionalità i risultati ottenuti ci rendono molto orgogliosi. Gli armatori oggi sono diversi da ieri, sono più competenti e si presentano all’acquisto con grandi conoscenze. Oggi dialoghiamo con clienti diversi, spesso accompagnati da figli, la nuova generazione di armatori, attenti e competenti. L’armatore italiano vuole considerazione, ascolto, risoluzione dei problemi. Desidera che l’imbarcazione rappresenti sé stesso, le esigenze della signora e della famiglia, in buona sostanza che sia “cucita” su misura. Oggi il mercato italiano, per tante ragioni, è diventato molto più complesso e difficile».

Sanlorenzo SX88 yacht

Sanlorenzo SX88

Tanta fatica porta soddisfazioni e così Athos Baldacci ha affermato: «Pochi giorni fa, guardando un documento con la somma totale delle barche nuove e usate vendute nelle ultime stagioni nautiche, mi sono sentito orgoglioso». Avendo trattato un po’ tutti i tipi di barche, ci siamo soffermati sulle tipologie che preferisce: «Amo i cantieri che ho rappresentato, non ho mai lasciato nulla al caso. Ora in Sanlorenzo ho trovato la mia nuova casa. Un cantiere che rappresenta i valori in cui credo, che può soddisfare nel modo migliore le esigenze dei nostri clienti che amano curare anche il minimo dettaglio».

Oggi in azienda ci sono anche i figli, com’è lavorare con loro? Avete conflitti generazionali? Cosa apprezza di loro? «Il team commerciale è composto da Andrea, mio fratello, Claudio Mulazzani, Alessandro Comavez e i miei figli Federico e Roberta che sono l’espressione della continuità generazionale. Federico e Roberta hanno nuovi impulsi, si occupano di marketing e commerciale, hanno visioni che giovano al nostro lavoro che corre a 300 all’ora. Sono energia, allegria, futuro. Certamente qualche confronto serrato non manca, ma la loro visione del lavoro è sicuramente una nuova fonte di arricchimento. Di Roberta amo l’ottima capacità relazionale, il suo essere mediatrice ma determinata, la sua forte sensibilità che rende unica la sua capacità di giudizio. Di Federico amo il carattere estroverso, la sua velocità nell’apprendere le cose e risolvere problemi, il feeling che riesce a costruire con i clienti. Il back-office è gestito da Franca Mulazzani con il supporto di Orietta».

(Athos Baldacci, ho sconfitto il mal di mare – Gennaio 2018)

Seven Sins

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