Arcadia Yachts, Ugo Pellegrino racconta “the new era” Arcadia Yachts, Ugo Pellegrino racconta “the new era”
Arcadia Yachts, di Ugo Pellegrino, è una realtà dell’industria nautica italiana che ha introdotto nuovi linguaggi stilistici, formali e sostanziali dell’idea di barca Arcadia Yachts, Ugo Pellegrino racconta “the new era”

Arcadia Yachts, di Ugo Pellegrino, è una realtà dell’industria nautica italiana che ha introdotto nuovi linguaggi stilistici, formali e sostanziali dell’idea di barca

di Francesco Michienzi

Sono passati sette anni dalla prima volta che incontrai Ugo Pellegrino, amministratore unico di Arcadia Yachts.
Ricordo ancora una sua frase particolarmente incisiva: «Il nostro è un progetto molto serio». Personalmente non ne ho mai dubitato, ma attraversare gli anni più bui della storia dell’industria nautica mondiale non deve essere stato semplicissimo. Sono convinto che grazie al lavoro, alla dedizione e agli investimenti corretti si possono ottenere grandi risultati.

ARCADIA yachts 85S

Arcadia 85S

Coraggio e determinazione hanno portato da subito i primi successi, come dimostrano il numero di unità e modelli prodotti fino a oggi, A85, A85s, A100, A115, Sherpa, e la rapida crescita sul mercato con una quota nel proprio segmento di riferimento intorno al 15 per cento. Quelle di Arcadia sono barche con una forte personalità, che colpiscono, non solo per il look, ma anche per l’ottimizzazione dello spazio, concepito per essere vissuto e goduto a 360 gradi 24 ore al giorno, per l’eccellente tenuta di mare e per il fatto di essere rispettose dell’ambiente circostante oltre che capaci di offrire un’esperienza “immersiva” e interattiva con l’universo mare. Oggi siamo ad una svolta che caratterizzerà il lavoro del cantiere partenopeo per i prossimi anni. Per questo nuovo corso Arcadia Yachts ha affidato il design di interni ed esterni allo studio milanese Hot Lab.

Ugo Pellegrino ha così commentato la collaborazione: «Siamo convinti che il successo di un cantiere, e quindi anche di Arcadia, sia legato all’intera esperienza che l’armatore ed il suo entourage vivono dal momento in cui si inizia a pensare ad un yacht a quando decide di venderlo per comprarne un altro… oltre che ovviamente alla sua possibilità di realizzarlo. In tal senso lo studio di design, gioca un ruolo fondamentale per costruire una relazione cliente/cantiere solida e di massima fiducia. Abbiamo quindi ricercato tra i migliori professionisti dello yacht design chi, oltre a possedere delle ottime competenze tecniche, avesse anche delle capacità di ascolto e di empatia straordinarie.  Solo immedesimandosi appieno con l’armatore si riescono a capire le sfumature dei desideri dei clienti e immaginare, disegnare quei dettagli che fanno davvero la differenza di un progetto di pieno successo in ottica semi-custom. Dopo una scelta estremamente ponderata e qualche progetto “pilota” su cui avevamo già collaborato, abbiamo quindi ritenuto che il miglior partner con cui costruire l’Arcadia 2.0 fosse lo studio di design Hot Lab. Sono sicuro che questa collaborazione ci premierà anche alla luce dei primi progetti e soprattutto delle relazioni che si stanno creando e sviluppando sia con i nostri armatori sia con quelli nuovi».

Il primo progetto firmato Hot Lab sarà l’A100+, l’evoluzione del 30 metri presentato lo scorso anno. «In linea di massima rispetteremo le linee “maschili”, sfaccettate e nette che rappresentano il family feeling del cantiere, da noi reinterpretate per sviluppare ulteriormente gli spazi di convivialità e quelli all’aperto che sono la quintessenza di ogni yacht Arcadia» spiega Antonio Romano.

Arcadia yachts 100

Arcadia 100

Hot Lab ha studiato cinque diverse opzioni di layout interno per soddisfare qualsiasi esigenza armatoriale, facilitare le scelte progettuali e ridurre le tempistiche di sviluppo, proponendo un decor contemporaneo e minimale che ben si lega a quello esterno e giocando costantemente sull’interscambio interno/esterno. La rivisitazione del layout, in particolare degli esterni, ha anche consentito una nuova modalità di comunicazione e passaggio tra i vari ponti sempre a favore di un’esperienza interna-esterna unica.

Lo stile degli interni è asciutto, pulito eppure ricco di dettagli e materiali. Attira l’attenzione di chi ci si avvicina per la prima volta facendogli scoprire nuove sfaccettature ad ogni sguardo. Un sapiente mix di design contemporaneo e neo-decorativismo, che unisce prodotti tipici del grande design italiano a materiali esotici e poco usati come il legno di Carbalho e i pannelli in resina. Scatola architettonica e contenuto si fondono insieme, dando sempre l’impressione che ogni dettaglio sia stato pensato con cura e che ci si trovi a bordo di un vero e proprio attico a pelo d’acqua.

HOT LAB arcadia yachts

Il team di Hot Lab

Materiali più dolci, come pelle, cotone e legni caldi, quali il rovere naturale e piccoli tocchi di ebano, sono uniti ai colori in sintonia con tutto lo spettro dei grigi caldi, del sabbia, del crema chiaro, del nero e bianco.  Un ambiente riposante che, pur nel grande lusso della sua composizione, rimane caldo ed avvolgente.

Le imbarcazioni semi-dislocanti e semi-custom del cantiere differiscono nelle misure (dai 58 ai 115 piedi), nel layout e nel decor, concordati con l’armatore,  ma tutte, compreso l’entry level Sherpa, rispecchiano la volontà di coniugare forma e funzione attraverso un “involucro” che non solo “ospita” i migliori brand di design al mondo (Cassina, B&B, Cappellini, Alias, Olivari, Zucchetti, PoltronaFrau, Molteni, Sunbrella, Pamar, Fontana arte, Flos, Nahoor, BCM…), ma è lui stesso un oggetto di stile, incarnazione di un “design strutturale”, capace di esaltare tutto quello che gli ruota attorno.

La forma dello yacht, costruita intorno all’uomo e al mare, gioca sulle trasparenze, sui tagli di luce, sull’interscambio continuo tra dentro e fuori, grazie alle vetrate che si alzano e si abbassano come in un’automobile, sugli spazi enormi esterni e interni e sulla cura nella scelta dei materiali e delle finiture.

La zona attorno a Pompei è diventata il polo di assemblaggio delle eccellenze europee: dal Regno Unito arrivano i disegni delle carene dislocanti NPL sviluppate negli anni Settanta dal Royal Institution of Naval Architects di Londra per assicurare un’ottima tenuta di mare in qualsiasi condizione alle imbarcazioni da lavoro; dal Nord Europa provengono i doppi vetri con ottime caratteristiche di isolamento termico, dagli Usa i sistemi di stabilizzazione dinamica Abt Trac e dalla Germania i pannelli solari di ultima generazione che forniscono energia sufficiente ad alimentare molte attrezzature e sistemi di bordo, assicurando al contempo un comfort acustico impareggiabile in rada, un risparmio notevole in termini di consumi e un conseguente un limitato impatto ambientale. Ultime ma non ultime le maestranze artigiane della Campania e dell’Italia in generale, con le quali il cantiere collabora con enorme soddisfazione.


Arcadia Yachts, owned by Ugo Pellegrino, is a reality of the Italian boating industry, which has introduced new stylistic, formal and substantial items about the idea of a boat

Seven years have passed since the first time I met Ugo Pellegrino, CEO of Arcadia Yachts. And I can still remember an especially incisive line: «Ours is a very serious project». Personally, I never doubted it, but going through the darkest years of the international yachting industry, it can’t have been straightforward. I am convinced that with work, dedication and appropriate investment you can get good results. Courage and determination immediately led to the first successes, as shown by the number of units and models produced so far, A85, A85s, A100, A115, Sherpa, and the rapid expansion in the market, with a share of their own reference segment of around fifteen per cent.

Arcadia’s boats have a strong character, one that hits you not just because of the way they look, but also because of the optimal use of space, which is designed to be lived in and enjoyed to its utmost 24 hours a day, because of excellent seakeeping and because they are environmentally friendly, as well as being able to provide an “immersive” experience which is interactive with the marine universe. Nowadays we are at a crossroads, which will set the tone for work done at the Naples dockyard over the coming years. For this new path, Arcadia Yachts has entrusted the creation of both interiors and exteriors to the Milan design studio Hot Lab.

Ugo Pellegrino said: «We are convinced that the success of a yard, which includes us at Arcadia, is connected to the experience that the owner and his entourage are part of, from the moment that they begin to think about a new yacht to when they decide to sell it to buy another. Here the role of the design studio in the early phase of design plays a fundamental role in creating a solid and trustworthy relationship between the yard and the owner. We therefore went to the best professionals in yacht design who not only are technically prepared, but also have an extraordinary ability to listen and to emphasize. Only when we could completely identify ourselves with the owners could we really understand the nuances of the client’s needs and imagine designing the details that make the difference when creating a successful semi-custom project. After thinking very hard about our choices and working together on several pilot projects, we decided that the best partner to evolve into Arcadia 2.0 would be the Hot Lab design studio. I am sure that our collaboration will be an immediate success, both with our first projects and with the relations that we are developing with old and new clients of ours».

The first project by Hot Lab will be the A100+ that will be an evolution of the 30 meter yacht presented last year. «In general we will respect the masculine lines, clean and multifaceted, that represent the familiar image of the yard; we will reinterpret them to further develop the on-board living spaces, both inside and out, which are the quintessence of each Arcadia yacht», said Antonio Romano.

Hot Lab has studied five different interior layout options to meet the requests of every owner, simplify design choices (thus reducing development times), proposing a contemporary and minimalist décor which suits the external look, and constantly plays on the inside-outside interchange. The new design of the layout, especially the exteriors, has also meant a new way of moving between the various decks, and this too helps the unique inside-outside experience. The interior style is clean, but full of nice details and interesting materials. It catches your eye when you see it for the first time. It is a clever mix of contemporary design and neo-decorativism, which sees classic Italian grand design products combined with exotic and seldom-used materials like resin panels and Carvalho oak.

Architecture and décor blend together, and always give the feeling that every detail has been carefully thought out and that you are really on board a waterside penthouse suite. Softer materials, like leather, cotton and warm woods, such as natural oak with small touches of ebony, complete the colour palette, which covers the entire spectrum from warm greys to sand, clear cream, black and white. It is a relaxing environment, which despite its luxury remains warm and welcoming. The semidisplacement and semi-custom yachts of the yard differ in length (from 58’ to 115’), in layout and décor (coordinated with the owner), but all of them – including the entry level Sherpa,– reflect the aim of merging form and function, using furnishings, which not only host the top design brands in the world (Cassina, B&B, Cappellini, Alias, Olivari, Zucchetti, PoltronaFrau; Molteni, Sunbrella, Pamar, Fontana arte, Flos, Nahoor, BCM), but are also a statement of style, the incarnation of structural design, exalting anything involved with it.A shape, which is built around the man and the sea, plays with transparencies, shafts of light, the continual exchange between in and out site thanks to innovative windows that open and close like those of a car, around large interior and exterior spaces, with a maniacal attention paid to detailing and materials.

The area surrounding Pompei has become the assembly centre of the highest quality European products: the design of the NPL displacement hulls, developed in the 1970s by the  Royal Institution of Naval Architects of London to ensure the commercial workboats excellent seakeeping, are from the UK; the double glazed windows with a superb thermal insulation characteristic come from Northern Europe; the dynamic ABT TRAC stabilization systems come from the US ; the state-of-the-art solar panels that supply enough energy to run many of the on board systems ensuring remarkable acoustic comfort at anchor in addition to considerably reducing energy consumption and limiting environmental impact are from Germany. Last but not least, the artisan workforce from the area and the rest of Italy who collaborate with the yard to the great satisfaction of all concerned.

(Settembre 2017)

 

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