Anvera 48, l’equilibrio di un funambolo Anvera 48, l’equilibrio di un funambolo
L’Anvera 48 mette in mostra un ottimo rapporto peso/potenza per garantire prestazioni esaltanti senza consumare troppo. Merito del carbonio, della carena, dei motori e... Anvera 48, l’equilibrio di un funambolo

L’Anvera 48 mette in mostra un ottimo rapporto peso/potenza per garantire prestazioni esaltanti senza consumare troppo. Merito del carbonio, della carena, dei motori e di una lavorazione fatta tutta all’interno del cantiere. La prova insieme a Luca Ferrari

di Niccolò Volpati – foto Andrea Muscatello

Le sfide sono avvincenti se si prova a fare qualcosa di nuovo. E il team che ha dato vita ad Anvera, si sa, è abituato alle sfide. Non solo quelle industriali, ma anche quelle delle gare di motonautica. Che cosa ha quindi Anvera 48 di diverso dai tanti altri maxi rib che affollano il mercato?

È in carbonio, ma non nel senso che il rollbar o un pezzettino di qualcosa montato sulla coperta è fatto con questo materiale. Questa è davvero tutta in carbonio. «Non riesci mica a fare un quattordici metri e mezzo che pesa solo nove tonnellate, se non usi il carbonio», afferma Luca Ferrari. E quello del peso è stato sicuramente un’ossessione per il cantiere. Poco peso per ottenere ottime prestazioni in velocità senza consumare un intero giacimento di petrolio ogni volta che si affonda la manetta.

ANVERA 48

Per verificare il risultato di questo sforzo produttivo e progettuale, le location non potevano essere più invitanti: Ibiza e Formentera. A poppa ci sono due Mercury Diesel da 550 cv ciascuno con eliche di superficie Radice a cinque pale brandeggiabili e il sistema Top System che consente di facilitare la conduzione grazie alla regolazione automatica di trim e flap. Appena usciti dal porto incontriamo un po’ di onda proveniente da Sud. Ci divertiamo ad affrontarla sia in prua, sia in diagonale.

La carena, disegnata da Andrea Frabetti, si comporta sempre bene. Ha un angolo di deadrise di 15,5° e i redan. Affronta l’onda senza salti particolari e senza buchi. Ti puoi permettere di entrare a tutta velocità dentro un’onda di mezzo metro senza correre il rischio di far sobbalzare fuori bordo il resto dell’equipaggio. In rotta verso Formentera, apprezzo che cosa significhi avere la potenza giusta per un determinato peso d’imbarcazione.

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I cavalli in tutto non sono tantissimi, ma la velocità che raggiungiamo è di ben 50 nodi. Quella più confortevole, a mio avviso, è intorno ai 40 e mi sorprendo vedendo il dato dei litri/miglio. Ne bastano tre e mezzo circa per navigare a questa velocità. Più o meno lo stesso valore che il flussometro indica a 30 nodi di velocità. Anche da questi dettagli si capisce l’efficienza della carena. A 30 o a 40 nodi il consumo litri/miglio è pressoché invariato. Solo mezzo litro di differenza.

A 50, ovviamente, è maggiore, ma rimane comunque contenuto visto che si arriva a quattro litri. Tutto grazie al carbonio, alle linee d’acqua e ai due motori, potenti, ma non troppo. Anvera 48 sembra un funambolo che non perde mai l’equilibrio. La sua rotta è come una corda tesa da attraversare. Da una parte c’è la velocità e dall’altra i consumi, ma si riesce a camminare senza cadere da una parte o dall’altra.

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Appena raggiungiamo Formentera, le lingue di sabbia delle bianche spiagge ci proteggono dalle onde e allora diamo sfogo alla voglia di evoluzioni. Il sistema Top System, non solo aiuta a regolare flap e trim e quindi consente di navigare sempre con il giusto assetto, ma permette anche di effettuare una virata in tutta sicurezza. Regola, infatti, anche i giri dell’elica così si ha un maxi rib molto maneggevole e sempre sicuro, anche in virata stretta.

Passiamo ora all’allestimento totalmente custom. Su questo modello, sottocoperta c’è una grande cabina matrimoniale, un bagno ampio e confortevole e un locale tecnico. Poca ventilazione perché l’aria entra solo dal tambuccio, ma c’è, ovviamente, l’aria condizionata. In coperta, il segno distintivo sono le terrazze laterali a poppa che aprendosi regalano uno spazio ancora maggiore durante le soste in rada.

Confesso che non sempre le terrazze mi entusiasmano. Oggi vanno di moda e sembra che non se ne possa fare a meno. Queste però si fanno apprezzare, non solo per il volume che acquista il pozzetto, ma anche perché il contatto con l’acqua è molto ravvicinato. Merito anche della poppa e della piattaforma che ricopre eliche e trasmissioni. Sta di fatto che, mentre abbassano con il telecomando le terrazze, mi sembra di essere su un materassino in mezzo a una piscina.

Ho apprezzato molto la postazione di guida dell’Anvera 48. L’ergonomia dei sedili fa immediatamente capire che il progetto è stato seguito da chi ha corso in motonautica. Si può stare in piedi e si ha un bel poggia schiena, sempre avvolgente. In alternativa, si può alzare la seduta e, anche in questo caso, non è penalizzata la visibilità. Merito anche di un parabrezza in un pezzo unico, senza montanti o altri ostacoli alla visuale nel vetro centrale.

Al termine di tutte queste considerazioni, il tempo è scaduto e anche il sole sta per tramontare. Va bene che i consumi sono contenuti, ma sono comunque più di quattro ore che navighiamo. La voglia non mi è comunque passata perché è un mezzo divertente e facile da condurre. Ci rimane un’ultima cavalcata fino al porto di Ibiza.

ANVERA 48

Chiedo a Luca Ferrari se posso continuare a stare al timone e lui si mostra molto disponibile. Anzi, mi affianca e inizia a smanettare sulla leva gas, così mi posso concentrare sul volante. Non capita tutti i giorni di avere come copilota un campione di Offshore. Mi sembra di essere sugli autoscontri al luna park, quando uno schiaccia il pedale e l’altro guida. In mare aperto tra le due isole c’è un po’ d’onda e soprattutto, ci sono le tante scie delle barche che rientrano in porto.

Proseguiamo alla velocità di 50 nodi fino al porto ed è proprio quando riduciamo la velocità che dalla cabina esce Massimo Papini. Dopo una giornata di lavoro iniziata al mattino presto, forse sperava in un rientro più soft, per questo si era rintanato in cabina. Ci guarda, ci sorride e ci dice: «Allora patacca, vi siete divertiti abbastanza?».

ANVERA 48
Progetto: Andrea Frabetti e Anvera
Scafo: Lunghezza fuori tutto 14,50m • lunghezza scafo 12,90m • lunghezza al galleggiamento 11,85m •  larghezza massima 4,91m • larghezza massima con terrazze aperte 5,51m • pescaggio 0,80m • diametro tubolari 0,57/0,80m • dislocamento a secco •  9.000 kg•dislocamento a pieno carico 10.500 kg •  serbatoio carburante 1.400 l • serbatoio acqua 400 l
Motori: 2xMercury Diesel 6.7 • potenza 404 kW (505 cv) •  cilindrata 6,7 l • 6 cilindri in linea • alesaggio per corsa 104mm X132mm • regime di rotazione massimo 3.280 giri/minuto • trasmissioni Top System TT45 S con eliche di superficie
Certificazione CE: CAT B per 12 persone
Prezzo: 795.000 €, Iva esclusa (versione base)

LG-YACHT
Via Tazio Nuvolari 74
I-47843 Misano Adriatico (RM)
+39 0541 61393
[email protected]
www.anvera.it

(Anvera 48, l’equilibrio di un funambolo – Barchemagazine.com – Ottobre 2018)

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