METS: ad Annette Roux il Boat Builder Award alla carriera METS: ad Annette Roux il Boat Builder Award alla carriera
Non solo DAME Award, nel corso del METS di Amsterdam vengono conferiti anche i Boat Builder Award in dieci distinte categorie: il più prestigioso dei... METS: ad Annette Roux il Boat Builder Award alla carriera

Non solo DAME Award, nel corso del METS di Amsterdam vengono conferiti anche i Boat Builder Award in dieci distinte categorie: il più prestigioso dei riconoscimenti, quello alla carriera, quest’anno è andato a Madame Bénéteau Annette Roux.

Annette Roux suo nonno Benjamin non l’ha mai conosciuto, ma è da lui che è iniziato tutto. Era un architetto navale appassionato di innovazione che iniziò a costruire pescherecci nel 1884 a Croix-de-Vie, in Vandea, rivoluzionando il modo di farli, motorizzandoli. Nel 1928 l’allora 21enne padre di Anette Roux, André, prese il timone dell’azienda e lei è sempre cresciuta tra il cantiere navale e la casa di famiglia, poco distante.  Il cantiere, che quando lei prese in mano aveva 17 dipendenti, e ora diventato la più grande realtà nel mondo della nautica, Groupe Bénéteau. Dal legno alla “plastica”, arrivando ai compositi, al carbonio, ai foils e alla grande produzione di serie di oggi.

La svolta è stata agli inizi degli anni ’60, quando la pesca tradizionale entrò in crisi. Il cantiere, come racconta sempre Annette Roux, in quel periodo non era lontano dalla bancarotta e le vecchie generazioni di artigiani non capivano come uscire da quella situazione.  Poi, dagli USA, arrivò la vetroresina.

Il padre e il fratello maggiore, nel 1964, iniziarono costruendo piccoli tender da 3,6 a 4,3 metri. Proprio nel giugno di quell’anno Annette Roux cominciò a lavorare in azienda e fu con lei che cominciò la svolta verso il diporto, i pescherecci si trasformarono rapidamente: cabine più grandi, alberi per tirare le vele a riva, più comodità.

Presentati al Salone di Parigi pochi mesi dopo ebbero subito un notevole successo. Quel primo passo consentì al cantiere di porre le basi per la trasformazione definitiva, dall’artigianalità alla serie, dal legno ai materiali compositi. “Molti hanno detto che è stata fortuna – racconta Annette Roux – Io ci vedo piuttosto il segno del destino. È stato grazie all’incontro con mio marito che ho preso coscienza di ciò che non funzionava, che ho capito la gravità della situazione. Non avevo ancora 22 anni e, negli anni ’60, le “donne d’affari” erano rare, non molto conosciute, anche se in realtà, nei nostri ambienti di artigiani, spesso il capo era la moglie”.

Da lì in poi una storia fatta di capacità di adattarsi alle nuove tecnologie, di reagire alle crisi, di guardare avanti e diversificare gli investimenti. Tra i momenti che Madame Bénéteau ricorda sempre con maggior soddisfazione c’è il 1986, con l’apertura dello stabilimento a Marion, South Carolina, andando a “conquistare” proprio l’America, la patria della vetroresina.

Ora i marchi di Bénéteau Group sono 15: Jeanneau, Prestige, CNB, Lagoon, O’Hara, I.R.M, Coco, EYB, SGB, Four Winns, Glastron, Wellcraft, Scarab e Monte Carlo Yachts, oltre ovviamente Bénéteau. Nel complesso sono 1.208 Milioni di Euro di fatturato (più 11% nel 2016/2017) e 6.778 dipendenti.