Alessandro Inno: l’arte di progettare, tra antico e moderno Alessandro Inno: l’arte di progettare, tra antico e moderno
Ino Group nasce a Roma nel 1998 per mano di Alessandro Inno con l’idea di trovare una efficace sintesi tra forma e funzione di ogni progetto... Alessandro Inno: l’arte di progettare, tra antico e moderno

Ino Group nasce a Roma nel 1998 per mano di Alessandro Inno con l’idea di trovare una efficace sintesi tra forma e funzione di ogni progetto

di Carla Pagani

Quando si entra nello studio di Alessandro Inno si capisce subito che il suo lavoro è fatto di un mix di tradizione e innovazione. Su una delle scrivanie campeggia un progetto disegnato a mano. È datato 1963, anno della sua nascita. Ce lo mostra emozionato. A realizzarlo è stato suo padre, negli anni Sessanta responsabile delle produzioni dei cantieri Chris Craft. A pochi centimetri di distanza, aperto sullo schermo luminoso del computer, c’è il nuovo progetto a cui sta lavorando.

Alessandro Inno Cobrey 50 Fly b

Cobrey 50 Fly

Antico e moderno. Lavoro artigianale e tecnologia viaggiano di pari passo nel lavoro di Ino Group, studio romano di progettazione nautica nato nel 1998. Lavora per grandi cantieri in Italia e nel mondo come, Azimut, Salpa, Emirates Boats, Raphael Yacht. Alessandro Inno progetta sia yacht a motore che a vela. Con un unico obiettivo: innovare e guardare al futuro con la creatività e la tecnologia.

Sul litorale romano il cielo è grigio, ma l’accoglienza di Inno è come un raggio di sole. Energia e ottimismo ma, soprattutto, un grande senso pratico.Sarà perché, come ci racconta non appena ci sediamo, ha vissuto per anni in cantiere, «facevo barche in legno, poi c’è stata la svolta dei polimeri e sono nate le prime barche in vetroresina». Ma anche i maestri contano: «gli insegnamenti di Carlo Galeazzi e Alberto Ascenzi sono stati per me fondamentali».

Alessandro Inno

Isola 63

Ino Group ha innovato profondamente il modo di fare progettazione, grazie a una combinazione vincente di know how ingegneristico e cultura architettonica, ma senza mai dimenticare il design. «Nel nostro studio architettura, ingegneria e design sono un tutt’uno indissolubile. Stupire con le linee a volte non basta, si perde di vista la funzionalità. Noi siamo stilisti con una visione ingegneristica».

Non solo software sofisticatissimi, ma anche schizzi a mano. «Inizio sempre disegnando a mano», ci dice mostrandoci una pila di fogli A4. Alcuni bozzetti sono su carta lucida, sono i più vecchi, «li conservo perché anche dalle vecchie idee si possono ricavare buone intuizioni».

Di fatto Alessandro Inno si sente un artigiano a tutti gli effetti. Dalle sue parole emerge un senso del lavoro che potremmo definire antico, fatto di dedizione e costanza, ma anche di poesia e di profondo amore per ciò che si fa.

Alessandro Inno

Queens Yachts 72

Inno ha ereditato l’enorme bagaglio di conoscenze e di esperienze dal nonno prima, maestro d’ascia, e dal padre poi. «Da bambino il mio passatempo preferito era quello di raggiungere mio padre in cantiere per giocare con gli scarti di lavorazione della falegnameria». E ora? «Mio figlio è ancora molto piccolo e non so se da grande vorrà fare il mio stesso lavoro».

Intanto ha costruito una bellissima squadra fatta di giovani che con passione lavorano insieme a lui. «Ho organizzato questo studio in modo tale che ci fosse una totale integrazione di competenze diverse che lavorano come un’unica mente creativa. E spero di poter trasferire ai miei collaboratori tutta la mia esperienza». E sono giovani, anzi giovanissimi, anche gli ingegneri e gli architetti che lavorano per Edopera, start up figlia di Ino Group che fa componentistica in carbonio. «Sul sito c’è un configuratore così il cliente può scegliere il suo pezzo personalizzato».

Ferretti 630 Alessandro Inno

Cobrey 70 fly

Oggi Ino Group lavora soprattutto con cantieri che fanno produzioni seriali«È importante tenere sotto controllo l’intero processo e mantenere bassi i costi di produzione», ci spiega. È questo il vero punto di forza del suo studio: proporre progetti di altissimo livello a costi contenuti. «Cosa diversa invece è lavorare per un grande cantiere che costruisce un mega yacht custom».

Ino Group fa anche questo, ovviamente, ma con una marcia in più: saper progettare in modo economicamente sostenibile prevedendo tutto sin dall’inizio, parti meccaniche incluse. La serialità non è un gioco da ragazzi. «Progettando tutto fin nei minimi dettagli, si agevola il cantiere nel realizzare in modo seriale imbarcazioni di livello eccellente».

L’esperienza di Cobrey Yacht lo dimostra chiaramente. L’azienda polacca è nata nel 2004 e la sua linea, progettata dallo studio di Alessandro Inno, che ha disegnato il 28 e il 33, ha fatto scuola. La progettazione del nuovo Cobrey 50 Fly si è conclusa da poco. «Siamo molto soddisfatti. Ora lo stanno costruendo». Design italiano, qualità dei materiali, sicurezza e lusso, in una sola imbarcazione.

(Alessandro Inno – Barchemagazine.com – Agosto 2018)

 

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