Alessandro Conti  Alessandro Conti 
Il direttore generale di Mercury Italia guida con successo la filiale del nostro paese. Ha puntato tutto sulle persone che lavorano con lui con... Alessandro Conti 

American Power

Il direttore generale di Mercury Italia guida con successo la filiale del nostro paese. Ha puntato tutto sulle persone che lavorano con lui con particolare attenzione alla rete di vendita

ALESSANDRO CONTI È UN INGEGNERE CON LAUREA DEL POLITECNICO DI MILANO aperto alle problematiche sistemiche che caratterizzano la vita delle aziende. Direttore generale della Mercury Italia, è culturalmente preparato sul fronte tecnologico e su quello economico-manageriale dando prova con successo di essere in grado di intervenire fattivamente nelle decisioni strategiche e tecnico-operative che influenzano la competitività di imprese che operano in contesti caratterizzati da elevata innovazione e da una marcata complessità tecnologica e di mercato. Ha vissuto 5 anni in Germania dove ha lavorato per una multinazionale del settore automotive. è stato responsabile in Italia per la Cummins MerCruiser Diesel per poi assumere l’incarico di direttore generale di Mercury Italia nel 2013. La divisione italiana ha un fatturato di circa 30 milioni di euro all’anno, di cui il 50 per cento riferito a motori fuoribordo. Il Gruppo Brunswick di cui Mercury Italia fa parte, ha 80 siti operativi, in cui lavorano più di 15 mila dipendenti in 22 paesi. La rete mondiale è composta da oltre 3300 concessionari in più di 130 nazioni. Dal 1939 ha prodotto più di 15 milioni di motori. Il Gruppo ha un fatturato di oltre 3,2 miliardi di dollari ripartito per il 48 per cento in motori marini, 26 per cento in barche, 18 per cento nel settore fitness e 8 per cento in biliardi e bowling. Il fatturato è concentrato per il 63 per cento negli Stati Uniti, 13 per cento in Europa, 8 per cento in Canada, 8 per cento in Asia, 6 per cento in America Latina e 2 per cento in Africa e Middle East. Dal 2007 a oggi sono stati investiti più di 500 milioni di dollari in ricerca e sviluppo.

Abbiamo incontrato Alessandro Conti nella sede di Peschiera Borromeo alle porte di Milano.

Sette anni di crisi, come è cambiato il mercato in questo periodo?

La cosa più evidente è il crollo della domanda interna di barche nuove, evidenziata anche dai nostri numeri, la stragrande maggioranza dei motori fuoribordo che abbiamo venduto erano destinati alle rimotorizzazioni. Sembra che in questi ultimi mesi si intraveda un cambio di tendenza, soprattutto per quanto riguarda i motori più potenti.

Come azienda cosa avete fatto in questi anni per sopravvivere alla crisi?

Abbiamo lavorato sostanzialmente su due aspetti: un’attenzione particolare ai prezzi e una alla rete di vendita sul territorio.

Attenzione alla rete cosa vuol dire? Avete ridotto il numero?

No, non abbiamo fatto alcun sconvolgimento, non abbiamo riempito i nostri concessionari di prodotti da tenere a magazzino e abbiamo fatto un’attenta valutazione sulle nostre marginalità e su quelle della rete.

Il credito al consumo che in questi anni è stato il vero tallone d’Achille del sistema, in questo momento ha ripreso a funzionare?

Il credito al consumo come finanziamento del prodotto finito funziona benissimo. La nostra rete è assolutamente entusiasta di questi prodotti finanziari.

Con una crescita del Pil stimata al 1,4 per cento, nelle vostre analisi intravedete dei segni di miglioramento del mercato?

Si, negli ultimi due anni abbiamo avuto un aumento significativo, il 2015 lo chiudiamo con un fatturato superiore di circa il 20% sull’anno precedente.

Come quota di mercato a che livello siete?

Come quota di mercato a livello fuoribordo siamo i primi ormai da due anni e diciamo anche con una buona distanza nei confronti degli altri.

Che percentuale…

Questi sono dati riservati… quello che possiamo dire è che nell’ultimo anno abbiamo avuto una presenza molto molto più forte nella gamma alta della potenza e, anche se non si sanno ancora gli altri dati, non escluderei che siamo diventati primi anche nelle altre fasce. Quando ero un giovane studente ho sentito dire che non esistono situazioni difficili di mercato, non esistono cattive situazioni di mercato, esistono solo cattivi manager. è più un principio, perché la crisi è stata particolarmente significativa, però è vero che ha stimolato la creatività e ha spinto a mettere in campo nuove idee e attività per contrastare l’andamento negativo del mercato.

A parte gli aspetti commerciali ed economici, gli aspetti tecnologici come vi hanno aiutato in questa fase?

Mercury destina molte risorse alla ricerca e allo sviluppo, abbiamo la fortuna di avere ogni anno almeno uno o più prodotti nuovi. Il 40 cavalli presentato nel 2012 ha riscosso un grande successo, così come nel 2015 la gamma da 80 a 115 e i nuovi Verado di 350 e 400 cavalli.

Il 400 è un motore molto particolare che ha bisogno di specchi di poppa speciali e non tutti i cantieri si sono mostrati all’altezza di poter gestire una potenza così importante.

Questo esula dalle mie valutazioni, posso dire che abbiamo avuto molti cantieri che, anche con il prodotto non disponibile in versione diporto, cominciavano ad informarsi sulla possibilità di averlo a disposizione per installazioni multiple; quindi immagino che gli specchi di poppa siano stati progettati in modo adeguato.

Il tema dell’easy boating grazie al joystick e all’Active Trim è molto sentito?

Anche il Verado era stato presentato come un motore complesso, ma nel corso del tempo si è dimostrato essere estremamente facile anche da guidare grazie a una serie di caratteristiche tra cui la timoneria elettroidraulica, le manette elettroniche, il compressore volumetrico e tutta una serie di accorgimenti che Mercury ha coniugato con la semplicità ed efficacia di utilizzo. Oggi il discorso si completa con il joystick, la Smart Craft e con l’Active Trim che, grazie all’ausilio satellitare, imposta l’assetto più corretto della barca, migliora la velocità, l’autonomia e consente di ridurre il consumo.

Il tema del consumo è molto sentito?

è molto sentito, tuttavia il discorso del consumo non è così semplice, spesso si confonde quello reale con quello teorico indicato sul libretto del motore. Indicare il consumo orario del motore non ha molto significato, è molto più logico sapere quante miglia si fanno con un litro di benzina. Tutto dipende dalla potenza del motore, dall’elica, dal trim, dal tipo di carena e dalla sua pulizia, da quante persone sono a bordo e dove sono dislocate.

Dal punto di vista dell’inquinamento?

I nostri motori rispondono a tutte le normative in materia.

Come definirebbe l’azienda Mercury in sintesi?

A me piace tantissimo quel “Number One of the water” che rappresenta quello che la Mercury vuole essere: il mare e gli specchi d’acqua sono nel Dna del gruppo e anche il Lite Motive che abbiamo dato al Porte Aperte di quest’anno, “Mare comincia con Mercury”.

 

The General Director of Mercury Italia is successfully managing the branch in our country. He has focused everything on the people he is working with, particularly on the sale network

ALESSANDRO CONTI IS AN ENGINEER, A GRADUATE OF THE POLYTECHNIC OF MILAN, intensely interested in systemic problems in the lives of companies. As the general manager of the company Mercury Italia, he is culturally prepared on technological, economic and managerial fronts and has proven himself more than capable at intervening actively in strategic, operational and technical decisions affecting business competitiveness in highly innovative sectors marked by acute technological and market complexities. He lived for 5 years in Germany where he worked for an automotive multinational company. In Italy he was responsible for the Cummins MerCruiser Diesel then in 2013 he become General Director at Mercury Italia. The Italian division has an annual turnover of about 30 million Euro, 50% of which is referred to the outboard engines. Mercury Italia is part of the Brunswick Group which has 80 sites, where more than 15 thousand employees in 22 countries are working. The worldwide network has more than 3300 dealers in more than 130 nations. Since 1939 it has built more than 15 million engines. The group has a turnover of more than 3.2 billion dollars, 48% of which is from marine engines, 26% boats, 18% fitness and 8% pool tables and bowling. The turnover is split as follows: 63% in US, 13% in Europe, 8% in Canada, 8% in Asia, 6% in Latin America, 2% in Africa and Middle East. Since 2007 they have invested more than 500 billion dollar for research and development. We met Alessandro Conti in the headquarters in Peschiera Borromeo, near Milan.

How has the market changed during the seven years of crisis?

The most obvious aspect is the collapse in domestic demand for new boats, seen also in our numbers, which show that the vast majority of outboard engines sold were for replacements. It seems, though, that in recent months a change in the trend is being perceived, in particular regarding the most powerful engines.

What has the company done in these years to overcome the crisis?

We have basically worked on two aspects: a particular focus on prices and our territorial sales network.

What does “pay attention to the network” mean? Have you lowered it?

No, there haven’t been any great upheavals. We just haven’t overcharged our dealerships with stock and we’ve made a careful assessment of our margins and those of the network.

Is the consumer credit, which has been the weak point of the system in recent years, working again at the moment?

Consumer credit as financing of the finished product works just fine. Our network is extremely enthusiastic about these financial products.

With the GDP growth estimated at 1.4 percent through your analysis can you see an improvement in the market?

Yes, in the last two years we have seen a significant increase in sales. 2015 closed with a turnover of about 20% on the previous year.

What share of the market do you hold?

Market share of outboards has placed us first for at least the last two years, and let’s say there’s also a good distance between us and the others.

What percentage?

That’s confidential data. But what we can say is that last year we made a very much stronger impact in the higher power segment, and, although not all the data is in yet, I would not rule out that we’ve reached first place in the other segments too.

When I was a young student, I heard that there are no difficult market situations, there are no bad market situations, there are only bad managers. It’s more of a principle, because the crisis has been particularly significant, but it is true that it has stimulated creativity and pushed new ideas and activities to be implemented in order to counter the negative market trend.

Apart from the commercial and economical details, how have the technological items helped you in this stage?

Mercury devotes a lot of resources to research and development. We are lucky enough to have each year at least one or more new products. The 40 hp presented in 2012 was a great success. Likewise in 2015 with the 80 to 115 range and the new 350 and 400 hp Verado.

The 400 is a very particular engine which needs special transoms and not all the yards have shown they are able to handle such an important power.

That goes beyond my assessment, but what I can say is that we have had many shipyards that, even with the product not available in recreational version, have began to inquire about the possibility of having it available for multiple installations, so I imagine that the transoms have been designed adequately.

Thanks to the joystick and the Active Trim, is the issue of easy boating strongly felt?

The Verado was presented as a complex engine, but over time it has also proven to be extremely easy to drive thanks to a number of features including electro-hydraulic steering, electronic throttles, a supercharger and a whole series of improvements Mercury has juxtaposed with simplicity and effectiveness of use. Today, this discourse is completed by the addition of joystick, control system and auto-trim, which thanks to satellite support, gives the craft optimal trim, improving speed and range capabilities and reducing consumption.

How is the consumption issue perceived?

It is critical, but consumption is not as simple as it appears. Real consumption is often confused with the theoretical consumption indicated in the engine manual. Hourly consumption is not so very significative, it is much more logical to work out how many miles you can do with a litre of fuel. Everything depends on the specific engine power, prop, trim, hull type and cleanliness, how many people on board and where are they sit.

And from the pollution point of view?

Our engines are fully compliant with all relevant regulations.

In short, how can you define in short the Mercury company?

I really like ‘Number One of the Water’, which is what Mercury wants to be, ‘Sea and lakes are in our DNA’ and also the leitmotif that we have given to this year’s slogan ‘Mare comincia con Mercury’.

(Aprile 2016)

 

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  • MB_Joystick Piloting for Outboards 2-1