Alberto Galassi, ci piacciono le sfide Alberto Galassi, ci piacciono le sfide
L’amministratore delegato del Gruppo Ferretti, Alberto Galassi, traccia un bilancio assolutamente positivo di questi primi anni di lavoro alla guida dell’azienda  di Francesco Michienzi, foto... Alberto Galassi, ci piacciono le sfide

L’amministratore delegato del Gruppo Ferretti, Alberto Galassi, traccia un bilancio assolutamente positivo di questi primi anni di lavoro alla guida dell’azienda 

di Francesco Michienzi, foto Alberto Cocchi, Stefano Mazzola e Maurizio Paradisi

Un leader di successo ha sicuramente le idee molto chiare sugli obiettivi e sulle strategie per raggiungerli. Alberto Galassi, Ceo di Ferretti Group, ha dimostrato in questi anni che un’azienda può condizionare il mercato con i suoi valori. I numeri sono indubbiamente dalla sua parte.

«Questo è un anno record per il Gruppo Ferretti che ha chiuso l’ultimo bilancio con 623 milioni di valore della produzione, 59 milioni di euro di Ebidta e soprattutto circa 24 milioni di euro dopo le imposte di utile netto. Stiamo festeggiando i 50 anni del marchio Ferretti Yachts con una solidità finanziaria mai avuta prima». Le ragioni di questi risultati hanno una spiegazione precisa. «Un cambio di management totale con persone nuove che venivano da realtà differenti, non solo nautiche, aver investito nel 2014 novantuno milioni di Euro di cui 50 per ricerca e sviluppo e rinnovamento della gamma. Il 68 per cento del fatturato deriva da modelli nuovi».

Custom Line Navetta 42 Alberto Galassi x

Galassi è un uomo concreto, non usa mezzi termini per esprimere il suo pensiero. «Mentre la nautica andava malissimo il Gruppo Ferretti non faceva eccezione. Il bilancio 2013 era molto negativo nonostante fosse stato acquisito nel 2012 da Weichai»Cosa non andava nel Gruppo Ferretti? «Innanzitutto non andava la gestione, le aziende sono fatte di donne e di uomini, non sono fatte di macchine e di capannoni. La prima linea di 16 manager è stata cambiata completamente, oggi ce n’è una di 7, inoltre si insisteva su una vecchia gamma di prodotto». Per accettare questa sfida Alberto Galassi ha chiesto agli azionisti le risorse necessarie per realizzare il suo piano. «Sono stati investiti ulteriori 80 milioni di Euro a fronte di un bilancio 2013 disastroso. Mi viene naturale chiedere quanti imprenditori italiani lo avrebbero fatto? Mi sento spesso dire, ma come fate con i cinesi? Io dico, meno male che ci sono, perché non avendo loro delle logiche industriali di breve periodo, ma di lunghissimo periodo, non hanno avuto problemi a credere che fosse una questione di uomini e di prodotto; gli uomini li cambi, il prodotto lo devi fare ed è stato lanciato un piano gamma di 30 modelli in tre anni».

Alberto Galassi

Non solo è stata una scommessa vincente, ma è stata quella che ha cambiato la redditività del Gruppo. «Sono stati fatti dei prodotti guidati più dalla capacità di essere sul mercato a prezzi competitivi. Abbiamo smorzato qualche ego di troppo e abbiamo ascoltato qualche esigenza di mercato in più. La gamma Custom Lineera stata praticamente abolita, l’abbiamo rilanciata e ora queste barche sono le best seller del Gruppo. Abbiamo fatto i Riva con i flybridge che non c’erano più, di Riva Corsarone abbiamo vendute dodici unità; diRiva 110 Dolcevitaotto, barche che non esistevano. Abbiamo introdotto entry level come il Ferretti Yachts 450, il Pershing 5Xcon gli Ips e il Pershing 9X. Al salone nautico di Cannes presenteremo cinque novità assolute, Custom Line 120’, Custom Line Navetta 42, Riva 110’ Dolcevita, Riva 66’ Ribelle e Ferretti Yachts 670».

Riva 66 Ribelle f Alberto Galassi

Quest’ultimo è stato il protagonista dell’anteprima mondiale all’Arsenale di Venezia dove è stato festeggiato il 50° anniversario di Ferretti Yachts. Un successo sottolineato dalla crescita del mercato nautico che ha praticamente utilizzato tutta la capacità produttiva dei vari cantieri del Gruppo. «Siamo vicini alla saturazione produttiva. Ad Ancona stiamo costruendo tre nuovi capannoni, dove ci sarà la Superyacht Division di Crn, Riva, Pershing Superyacht e Custom Line. La Spezia sarà interamente dedicata a Riva e siamo alla ricerca di altri siti produttivi». Affrontiamo anche il capitolo navi da diporto che ci pare un segmento di mercato un po’ sofferente. «Crn ha venduto un 62 metri in Estremo Oriente, è stata una trattativa complessa con una negoziazione molto lunga durata quasi un anno. Penso che questo sia colpa del mercato che è saturo di offerte fatte da cantieri che vendono sconti piuttosto che barche. Perciò mi chiedo: Per la nostra azienda è rilevante o irrilevante? Per noi è totalmente irrilevante. Il Gruppo Ferretti macina utili e fatturato. Il margine su questa gamma di prodotto è assolutamente complementare, strategicamente non vogliamo perdere la capacità di costruire navi di eccellenza, ma ogni tanto diciamo anche di no. Quando ci presentano delle offerte che riteniamo scandalose, con una bassissima marginalità dato il rischio e la difficoltà tecnica connessa a produrre una nave di 70 metri, preferiamo alzarci dal tavolo e lasciare la vendita agli altri, ripeto noi non vendiamo sconti». Fondamentale per lo sviluppo di un cantiere nautico moderno è la sua attitudine al processo di evoluzione tecnologica. «Credo sempre di più nell’uso del carbonio, soprattutto per la sovrastruttura; credo molto nello sviluppo del sistema di Volvo Penta Ips perché rende il modo di andare in barca molto semplice. Si può ragionare in termini di ibrido, non credo in termini di elettrico, i nostri clienti non rinunciano al frigorifero, all’aria condizionata, allo stabilizzatore, alla televisione o alla lavatrice e quindi escludo che si possa arrivare a ragionare di elettrico su certe dimensioni».

Alberto Galassi c

Domandiamo che spazio hanno gli scafi veloci in questo momento storico, vista la tanta voglia di barche lente. «Noi abbiamo un marchio che è il più veloce di tutti. Noi produciamo “aerei” da combattimento a Mondolfo, la nostra “Falcon Town”, la città della velocità pura. Abbiamo dei clienti che si arrabbiano se al posto di fare 54 nodi con il Pershing 82 ne fanno 52 e mezzo, sono armatori che per un nodo combattono una battaglia, una crociata come se fosse una questione di vita o di morte. Naturalmente si tratta di una nicchia di cui andiamo fieri. Il nostro è indubbiamente un primato tecnologico che si riflette su tutto quello che facciamo. Tuttavia, il mondo sta andando verso la piacevolezza della crociera, lenta e dislocante, con consumi molto ridotti. In ogni caso non rinunceremo mai al marchio delle prestazioni estreme perché la domanda nel mondo è ancora forte e di fatto siamo rimasti gli unici». Un gruppo industriale in salute con azionisti di riferimento con grandi possibilità finanziarie ci fa pensare che potrebbe investire anche in settori diversi dalla produzione, ma collaterali come porti o attività di servizio. «No preferiamo rimanere nel nostro core business. Vogliamo crescere sulle nostre linee di prodotto; abbiamo pensato al refitting. Ci sono centinaia di nostre barche in giro per il mondo che hanno bisogno di manutenzione e di assistenza e, soprattutto per quelle in Mediterraneo, vorremmo occuparcene in nostre strutture. Nel settore refitting e del service ci stiamo pensando, nei marina e in altre attività no».

Ferretti Yachts Alberto Galassi

Come vede Alberto Galassi il Gruppo Ferretti fra 10 anni? «Di una dimensione completamente diversa, abbastanza più grande. La Ferretti Security and Defence sta andando bene e darà i suoi risultati. Comunque non ci fermiamo qui e compreremo ancora sia in termini produttivi che altro. Abbiamo la capacità finanziaria e se arriva una buona occasione non ci tiriamo indietro. Deve essere un’acquisizione intelligente di una cosa complementare e non fine a sé stessa».

 (Alberto Galassi, ci piacciono le sfide… – Barchemagazine.com – Settembre 2018)

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