Adler Yacht, il potere della tecnologia Adler Yacht, il potere della tecnologia
Scafo e coperta in carbonio, propulsione ibrida e tecnologia a profusione. Siamo andati in cantiere a Monfalcone per vedere da vicino come nasce una... Adler Yacht, il potere della tecnologia

Scafo e coperta in carbonio, propulsione ibrida e tecnologia a profusione. Siamo andati in cantiere a Monfalcone per vedere da vicino come nasce una delle barche più innovative del momento

di Niccolò Volpati – foto Andrea Muscatello

Mentre attraverso l’enorme piazzale del cantiere con barche di ogni tipo ed età, l’effetto è un po’ straniante. Siamo venuti per vedere come nasce Adler Suprema, un 76 piedi super innovativo e tecnologico. Siamo nel Cantiere Alto Adriatico che vanta 40 anni di storia. «Non c’è contraddizione – ci spiega Giorgio Ferlugase sai lavorare il legno puoi mettere le mani su qualsiasi cosa, perfino sul carbonio».

Giorgio Ferluga

Ferluga ha iniziato da apprendista a Trieste, circondato da una quarantina di maestri d’ascia. Poi ha fondato, insieme ad altri due soci, il cantiere Alto Adriatico e ha iniziato ad occuparsi di refitting. Ha messo le mani su imbarcazioni della metà dell’ottocento e ha realizzato scafi nuovi, sempre in legno.

Il primo è stato disegnato da Carlo Sciarrelli e poi tanti altri progettisti che hanno fatto la storia dello yachting: Vallicelli, Frers, Ceccarelli, solo per citarne alcuni.

Un progetto ambizioso, che guarda al futuro, deve poggiare su solide basi e sulla tradizione. «Lo stampo dello scafo di Suprema è in legno e sono le maestranze del cantiere che lo hanno realizzato», racconta Andrea Canciani, responsabile tecnico di Adler.

Che il lavoro fosse stato fatto a regola d’arte se ne sono accorti al momento della congiunzione scafo coperta. Non hanno avuto sorprese. Sia dal punto di vista della qualità, sia dal punto di vista dimensionale, il lavoro era perfetto. «Per i ragazzi è stata una sorta di shock culturale, perché Suprema di legno non è ha, se non per il teak del pavimento» afferma Ferluga.

Il cantiere Alto Adriatico è da alcuni anni di proprietà di Adler ed è il cardine per lo sviluppo di questo progetto. Continua a dedicarsi al refitting delle barche d’epoca e, contemporaneamente, realizza al suo interno tutta la produzione delle barche . Suprema è stata una sorta di work in progress proprio perché molto innovativa.

In primis per i materiali, perché è raro che una barca a motore sia quasi interamente realizzata in carbonio e kevlar. Poi per la propulsione, visto che si tratta di un motore ibrido, diesel più elettrico. L’obiettivo è quello di ottimizzare le strutture, i materiali e lo scafo, così come si vede nel settore racing della vela. “La sfida è stata stimolante per chi, come me, viene dal mondo delle regate”, dichiara Andrea Canciani. In effetti, molti cantieri che realizzano barche a motore, risolvono il problema performance, aumentando la potenza dei motori. Qui invece, si è scelta una strada diversa.

Andrea Canciani

La costruzione deve essere la più leggera possibile, senza perdere in robustezza, in modo da permettere di avere una potenza contenuta che si traduce in buone performance di velocità, bassi consumi, basso impatto ambientale e pochissimo rumore. «Gli armatori sono cambiati», ci spiega Philipp Pototschnik (nella foto di apertura), chief executive officer di Adler.

Una volta – prosegue – chi comprava una barca a motore di una dimensione importante era un industriale di una certa età, affermato nel suo lavoro che poteva, quindi, dedicarsi alla sua passione. Oggi, per fortuna, a questi, si aggiungono le nuove generazioni. Si tratta sempre di persone facoltose e di successo, ma di un po’ di anni in meno». E forse, aggiungiamo noi, gli armatori 2.0 sono più attenti all’ambiente.

Hanno piacere a uscire in mare senza bruciare migliaia di litri di gasolio, non solo per non sprecare soldi, ma anche per preservare il più possibile l’ambiente marino. Adler 76 Suprema ha dimostrato di riuscire a perseguire questo obiettivo.

Noi lo abbiamo toccato con mano. Quando l’abbiamo provata, nel Golfo di Montecarlo, ci siamo accorti della piacevolezza di navigare a 8,5 nodi di velocità con la sola spinta elettrica. Mentre visitiamo il secondo e il terzo modello in costruzione, ci viene spontaneo chiedere ad Andrea Canciani se pensa che la vetroresina sia finita. «Assolutamente no. Forse stanno per finire le resine di bassa qualità».

Ci spiega che, secondo lui, il carbonio con resina epossidica offre il vantaggio di avere un prodotto migliore dal punto di vista meccanico e strutturale. A bordo di Suprema c’è della vetroresina, circa nel 20% della barca. È stata usata dove serve. Per esempio dove alloggiano gli stabilizzatori. Il carbonio, infatti, a contatto con parti metalliche e vicino all’acqua, avrebbe potuto creare problemi.

Con la vetroresina, invece, erano certi che anche a distanza di anni, non ci sarebbe stato bisogno di manutenzioni particolari. «Si deve scegliere una buona qualità di fibra, sia che si tratti di vetro, sia di carbonio», afferma Canciani«Con questo progetto è un po’ come se avessimo lanciato un sasso nello stagno – afferma Philipp Pototschnikadesso sta a noi raccogliere gli effetti delle ondine provocate da quel sasso». Le ondine non sono ancora un mare formato, né tantomeno uno in tempesta. Qualcosa però si è mosso.

Non a caso, Adler si sta organizzando per abbassare i tempi di produzione. La struttura del cantiere permette di lavorare in parallelo su più scafi e, dopo il primo che è da considerarsi un work in progress, hanno l’obiettivo di arrivare a 12 mesi. Dal disegno al varo non deve passare più di un anno. Stanno ragionando su nuove soluzioni che consentano alle quaranta persone impiegate nella produzione, tra interne ed esterne, di ottimizzare i tempi.

E stanno anche pensando di crescere anche come dimensione, ma non troppo, almeno per il momento. Sono soddisfatti del risultato avuto con Suprema e credono che una misura che non superi gli ottanta piedi sia sufficiente per interpretare questo progetto così innovativo.

 

(Ottobre 2017)

 

  • ADLER yacht
  • F32A0361
  • F32A0369
  • F32A0374
  • F32A0395
  • F32A0511