L’Accidia, l’editoriale di Franco Michienzi L’Accidia, l’editoriale di Franco Michienzi
Il settimo peccato capitale, porta con sé l’immobilismo a operare per il bene comune. La mancanza di azione potrebbe avere conseguenze molto negative anche... L’Accidia, l’editoriale di Franco Michienzi

Il settimo peccato capitale, porta con sé l’immobilismo a operare per il bene comune. La mancanza di azione potrebbe avere conseguenze molto negative anche nell’industria nautica italiana

L’accidia, l’avversione all’operare, mista a noia e indifferenza, è uno dei sette vizi capitali ed è costituito dall’indolenza nel perseguire il bene comune. Quando penso ai nostri ministri dei Trasporti e a quello dello Sviluppo Economico resto indeciso se ascriverli a questa categoria oppure no.  Starete pensando che esprimere un’opinione sull’operato di chi ci governa sia assolutamente prematuro.

Potrei essere d’accordo, ma rimane in me la preoccupazione che la non conoscenza del nostro settore, la demagogia populista che considera il lusso superfluo e non un’opportunità di sviluppo, non potrà essere la chiave di volta che aiuterà a crescere l’industria nautica italiana. Le barche, il turismo nautico, l’innovazione tecnologica, la necessità di una seria politica sulle marine sono parole che non sono mai entrate nell’agenda del dibattito politico.

La demagogia e la paura di essere puniti dagli elettori perché ci si occupa di un settore dei ricchi, non fa dire una mezza parola su uno dei campi dell’eccellenza Made in Italy.  Se la guerra commerciale e la politica dei dazi dovessero diventare una condizione di mercato permanente, i nostri cantieri potrebbero subire danni gravissimi. Non ho ancora sentito un ministro, un sottosegretario o un semplice parlamentare dire una parola sul tema.

La campagna elettorale permanente in cui siamo immersi dovrà prima o poi lasciare il posto ad una azione di governo che si occupi dei problemi veri. Un settore con centinaia di migliaia di posti di lavoro con un potenziale di crescita esponenziale non può essere lasciato al suo destino senza una poderosa azione. Rifuggiamo dalla tentazione all’insoddisfazione, a lasciar andare tutto senza concludere niente. Svuotiamo il girone degli accidiosi, diamo spazio alle idee concrete e a una politica del fare non demagogica. Pensiamo al registro telematico che non sappiamo quando potrà partire concretamente. Purtroppo, quello che dovrebbe essere un diritto naturale, dove prevale il buonsenso, può essere ottenuto solo con una possente azione di lobbing.

Ci avevano raccontato che questo sarebbe stato il Governo del cambiamento con meno burocrazia, più efficienza, più giustizia, più diritti, ma dopo 180 giorni dall’insediamento del nuovo Parlamento non è ancora accaduto nulla. Generalmente si traccia un bilancio dei primi cento giorni, speriamo di non dover aspettare troppo tempo prima che arrivi qualche cosa di buono anche per chi come noi si occupa di un settore sempre preso di mira.